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DISCORSO DI PAOLO VI IN
MEMORIA DEL CARDINALE GIUSEPPE MINDSZENTY
Mercoledì, 7 maggio 1975
Dobbiamo dare inizio al
nostro incontro, oggi, su una nota di tristezza. Di tristezza, anche se per noi
cristiani la morte debba piuttosto apparire come l’inizio di una nuova, della
vera vita.
Di tristezza perché la morte è
venuta ora a spegnere sulla terra una fiamma che ha illuminato della sua luce
corusca questi ultimi decenni della vita della Chiesa. Il caro e venerato
Cardinale Giuseppe Mindszenty, già Arcivescovo di Esztergom, Primate di
Ungheria, si è spento ieri a Vienna, all’età di 83 anni. Poco prima
dell’intervento chirurgico al quale doveva sottoporsi, abbiamo avuto modo di
fargli pervenire l’espressione dei nostri voti e la nostra Benedizione. Ora va a
lui il nostro commosso ricordo, e a Dio la nostra preghiera per la sua anima
eletta.
Singolare figura di sacerdote
e di pastore, il Cardinale Mindszenty! Ardente nella fede, fiero nei sentimenti,
irremovibile in ciò che gli appariva dovere e diritto.
La Provvidenza lo pose a
vivere, fra i protagonisti, uno dei periodi più difficili e più complessi della
esistenza millenaria della Chiesa nel suo nobile Paese. Fu, e continuerà
certamente ad essere, segno di contraddizione, come fu oggetto di venerazione e
di attacchi violenti, di un trattamento che colpì di addolorato stupore la
pubblica opinione e in particolare il mondo cattolico e che non risparmiò la sua
sacra persona e la sua libertà.
La storia - sopito il tumulto
delle passioni e spenti gli echi delle polemiche, suscitate spesso da singoli
episodi della sua tormentata e indomita esistenza - saprà dare su di lui un
giudizio più pienamente equilibrato ed oggettivo, ed alla sua figura il posto
che gli spetta.
A noi piace ricordare,
nell’emozione dell’annuncio della sua scomparsa, quella che riempì il nostro
animo nell’incontro che avemmo con lui, nel settembre del 1971, quando
egli raggiunse questa Città eterna dopo 8 anni di carcere e 15 di non
meno dura solitudine nella sede della rappresentanza diplomatica degli Stati
Uniti a Budapest. Il nostro abbraccio fu quello della Chiesa.
E la Chiesa prega ora con noi:
per il riposo in Dio del suo spirito forte e tormentato; per l’Ungheria, a noi
non meno che a lui diletta; per i benefici trionfi della fede e della giustizia,
della pace nel mondo.
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