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DISCORSO DI PAOLO VI
ALL’UNIONE CATTOLICA INTERNAZIONALE CIECHI
Martedì, 28 ottobre 1975
E’ con particolare
commozione che riceviamo stamane la grande famiglia dei non vedenti in
occasione del suo pellegrinaggio giubilare, organizzato con tanta cura dal
Movimento Apostolico Ciechi.
Carissimi figli! Abbiamo avuto
già occasione di incontrarci con voi, nell’agosto del 1967, e di dirvi
l’interesse, l’incoraggiamento, l’affetto con cui seguiamo la vostra
organizzazione; abbiamo ora appreso volentieri dal vostro Presidente che in
questi anni essa si è ulteriormente affermata, ampliando i propri servizi per il
bene spirituale e per l’elevazione sociale di tanti vostri fratelli, specie nel
Terzo Mondo. Con tanto maggiore benevolenza ci soffermiamo perciò oggi, sia pur
brevemente, con voi, in questa significativa occasione in cui celebrate, insieme
con tutta la Chiesa, il grande avvenimento spirituale dell’Anno Santo. Ci dà
tanta consolazione codesta vostra partecipazione al Giubileo.
Codesta presenza diventa un
segno, una testimonianza per tutti. Nel vedervi qui, nel sapere che siete
entrati pregando per la Porta Santa, che avete partecipato a speciali riti
penitenziali – tanto più preziosi per voi, perché uniti a uno stato di vita che
impone una privazione continua del bene più stimabile nell’ordine fisico – non
possiamo far a meno di immaginare che una più vivida luce interiore si è
illuminata nel vostro cuore, nel vostro spirito: quella della maggior vicinanza
a Dio, che è Vita e Luce senza alcuna tenebra (1 Io. 1, 5); del
più intenso amore a Lui e, per Lui, ai fratelli; del più risoluto proposito di
portare per amor suo le croci quotidiane secondo i suoi inscrutabili disegni, e
per implorare la conversione a chi, pur vedendo, non vede, e vive nella oscurità
più tremenda di ogni altra, quella del peccato (Cfr. Io. 1, 5; 12, 40),
soffocando la luce e l’amore nelle tenebre dell’anima.
Vi chiediamo di non
dimenticare le intenzioni di tutta la Chiesa, in questo anno di riconciliazione
e di rinnovamento che la vede impegnata, in tutti i suoi ordini, a ravvivare la
propria vita di fede, di speranza, di carità: e in questo sforzo noi amiamo di
vedervi tra le prime file, certi, come siamo, che i frutti del Giubileo
troveranno in voi un terreno fertile e preparato.
Sappiate che vi stiamo vicini,
e imploriamo per voi dal Signore il dono di una pace, di una serenità, di una
letizia che non tramonti mai dal vostro orizzonte: e mentre vi assicuriamo che
vi ricordiamo sempre nelle nostre preghiere, impartiamo a voi, ai vostri cari,
al vostro Movimento, e a quanti si prodigano per voi la nostra particolare
confortatrice Benedizione Apostolica.
Bienvenue à
vous, chers aveugles, et à tous ceux qui vous apportent soutien et amitié! Que
le Seigneur vous guide de sa lumière intérieure, lui qui n’est jamais loin de
chacun d’entre nous, et que nous cherchons tous comme à tâtons (Act. 17,
27). Nous vous bénissons de tout cœur, avec ceux qui vous accompagnent.
We welcome
you, beloved sons and daughters, with great joy and affection. We want
you to realize the love we have for all of you in Christ Jesus. It is he who is
the light of the world, and it is in him that we have the light of life. Let us
believe in Christ’s light, and let us live in his love. And know that the Pope
is close to you today and always. In the name of Jesus we
bless you.
Mit besonderer
freude und herzlicher Anteilnahme begrüssen Wir alle anwesenden Blinden
aus den Ländern deutscher Sprache. Liebe Sohne und Tochter! Mit dem Apostel
rufen Wir euch in Liebe zu: »Ihr seid Licht im Herrn! Wandelt also als Kinder
des Lichtes . . . in lauter Güte, Gerechtigkeit und Wahrheit« (Cfr. Eph.
5, 8-10).
Dazu erteilen
Wir einem jeden von euch für reichste Gnaden des Heiligen Jahres Unseren
Apostolischen Segen.
Con afecto
particular os saludamos, amadísimos hijos, asegurándoos que os tenemos
siempre en nuestro corazón.
En medio de
vuestras dificultades, sabed que nos sentimos especialmente cercano a vosotros,
pidiendo al Señor que El os conforte y sea vuestra luz.
Os bendecimos
a vosotros y a vuestros seres queridos.
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