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DISCORSO DEL SANTO PADRE PAOLO VI
ALLE NUOVE RECLUTE DEL CORPO
DELLA GUARDIA SVIZZERA

Giovedì, 6 maggio 1976

 

Come ogni anno si rinnova per voi e per noi una circostanza che è fonte di sincera gioia: vogliamo dire questo tradizionale incontro del Papa con le Reclute della diletta Guardia Svizzera Pontificia, in occasione del giuramento.

Gioia per voi, cari giovani, che proprio oggi, con un suggestivo rito secolare, prenderete il solenne impegno nel nome di Dio, davanti ai vostri Familiari e Commilitoni, di servire la Sede Apostolica con le vostre generose, ordinate, diligenti prestazioni, su le orme e dietro l’esempio dei vostri compatrioti che ormai dal 1506, per 470 anni esattamente, sono di casa nel Palazzo Apostolico, e tra i quali voi ricordate gli eroici caduti del 1527. Gioia per noi, che vediamo come la fiaccola di quella fedeltà a Cristo e alla Chiesa non si sia più spenta, ma si tramandi con balda fermezza alle nuove generazioni svizzere pur nel crogiolo del mondo che cambia.

Vi diciamo grazie per codesta fedeltà, che è un grande esempio di coerenza, di serietà, di impegno, soprattutto per i vostri coetanei; grazie per il servizio che sapete rendere con tanta correttezza e distinzione, nella vostra artistica e inconfondibile divisa, a costo di sacrificio per la lontananza dalla cara Patria, come per i disagi sempre inerenti a una vita di disciplina; e grazie anche ai vostri genitori e parenti, qui con voi venuti, per la disponibilità che dimostrano alle esigenze della Sede Apostolica.

Al tempo stesso vi auguriamo che, nel compiere il vostro dovere, siate sempre animati da grande e luminoso spirito di fede: non si vive a Roma, a contatto con le memorie più sacre di Pietro e degli Apostoli, nella Casa stessa del Vicario di Gesù in terra, testimoni quotidiani della vitalità e del fervore della Chiesa Cattolica e dei suoi figli, provenienti da tutto il mondo, senza lasciarsi profondamente permeare da questo spirito che qui, fortemente, s’irradia perché qui trova la sua espressione più alta e autentica, in quella «Roma onde Cristo è romano», diremo con Dante. Che queste forti, salutari, benefiche lezioni rimangano in voi, nel vostro spirito, nella vostra memoria, ora, e quando sarete ritornati a casa, quando avrete una vostra famiglia, quando saranno passati anni e anni. Quale onore e quale impegno poter dire sempre a fronte alta: «Sono stato vicino al Papa! L’ho servito, umilmente ma fedelmente!».

È l’augurio che a tutti facciamo, con la nostra Benedizione Apostolica.

Einen Herzlichen Gruß und Segenswunsch richten Wir zum heutigen festlichen Anlaß auch an die deutschsprachigen Gardisten unter Ihnen und Ihre anwesenden Angehörigen.

Dieser denkwürdige Tag ist für Sie und Ihre Familien in der Heimat ein besonderer Ehrentag. Der Eid, den Sie heute ablegen, bedeutet ja nicht nur Ansporn und Verpflichtung zu gewissenhaftem Dienst in Unserer verdienten Schweizergarde, sondern ist zugleich eine grolle Auszeichnung. Er bekräftigt und vertieft auf ganz persönliche Weise jene innere Bande, die Sie schon als gläubige Christen mit der Person des Nachfolgers Petri verbindet. Mögen Sie deshalb wahrend Ihrer Zugehörigkeit zu dieser Unserer Garde vor allem in Ihrer Treue und Liebe zur heiligen Kirche beständig wachsen. Dazu erteilen Wir Ihnen und allen Ihren Angehörigen von Herzen Unseren Apostolischen Segen.

C’est toujours pour Nous une joie de famille d’accueillir les Gardes Suisses qui viennent de prêter leur serment de fidélité, en ce jour mémorable du 6 mai. Nous vous félicitons et Nous vous remercions de consacrer quelques unes de vos jeunes années au service de la Maison du Pape et de ses visiteurs. Mais vous recevrez beaucoup, au plan humain et au plan de la foi. Toute votre vie en sera heureusement marquée. Nous saluons aussi vos chères familles ici présentes et Nous leur exprimons notre vive reconnaissance pour avoir accepté et encouragé votre engagement d’aujourd’hui. Que le Seigneur vous récompense et vous bénisse tous ensemble!

                                    

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