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ALLOCUZIONE DEL SANTO PADRE PAOLO VI
DURANTE IL CONCISTORO PUBBLICO
Lunedì, 24 maggio 1976
In questa fase della celebrazione del Concistoro, nella quale li incontriamo
pubblicamente per la prima volta, salutiamo con gioia i nuovi Cardinali, da noi
nominati stamani nel Concistoro Segreto. Siamo grati al Signor Cardinale
Arcivescovo di Santo Domingo, per i sentimenti espressi, che ben interpretano il
momento privilegiato che stiamo insieme vivendo.
Salutiamo altresì le Delegazioni Ufficiali governative dei vari Paesi, nonché
i Vescovi, i sacerdoti, i religiosi, i fedeli che, in esultanza, fanno corona ai
nuovi membri del Sacro Collegio, ai quali sono legati per il vincolo della
parentela, dell’amicizia, della collaborazione, dell’obbedienza di altrettanti
figli ai propri Padri e Pastori.
I. Questa presenza di elette rappresentanze delle varie diocesi del mondo per
l’aggregazione, a titolo tutto speciale, alla Chiesa di Roma di membri delle
varie Chiese locali e di benemeriti servitori della Sede Apostolica in varie
funzioni nelle Rappresentanze Pontificie o nella Curia Romana, assume un
significato particolarmente eloquente: essa è anzitutto come l’ideale
prolungamento dell’Anno Santo, che ha visto appunto vigorosamente sottolineati,
nel linguaggio della fede e della preghiera presso la Tomba di Pietro, i legami
spirituali che uniscono la Chiesa intera, vivificata da Cristo e stretta attorno
al suo Vicario in terra, nella lode perenne del Padre: «unum corpus et unus
Spiritus, sicut votati estis in una spe vocationis vestrae. Unus Dominus, una fides, unum baptisma. Unus Deus et Pater omnium, qui est super
omnes et per omnia et in omnibus nobis» (Eph. 4, 4-6). L’Anno Santo, che
ci ha fatto vivere questa stupenda esperienza di fede, ha oggi il suo
coronamento.
II. Ma più ancora, questo atto che oggi tiene occupato il nostro spirito, è
una rappresentazione parziale, ma diremmo visiva di quella Collegialità, messa
in nuova luce dal Concilio Vaticano II, la cui attuazione fedele è scopo
costante e tenace del nostro Pontificato. Questa Collegialità, anche in questo
avvenimento particolare, opera concorde e unita, sospinta dal soffio dello
Spirito, per dare una testimonianza a Cristo e al suo Vangelo, per continuare
nel mondo lo slancio missionario della Redenzione, per irradiare la luce della
verità che, partita dal cuore del Padre, è brillata sul volto di Cristo: «ad
illuminationem scientiae claritatis Dei in facie Christi Iesu» (2 Cor. 4,
6).
III. Ed ecco perciò infine il più alto supremo significato dell’odierna
cerimonia: la fedeltà. Nel giuramento che tra poco voi farete, Venerati Fratelli
Nostri, stanno scritte parole alte, gravi, luminose, tremende: «promitto et iuro,
me ab hac hora deinceps, quamdiu vixero, fidelem Christo eiusque Evangelio atque
oboedientem beato Petro sanctaeque Apostolicae Romanae Ecclesiae». E nel
ricevere la berretta purpurea sentirete ricordarvi che essa indica «quod usque
ad sanguinis effusionem pro incremento christianae fidei, pace et quiete populi
Dei, libertate et diffusione Sanctae Romanae Ecclesiae vos intrepidos exhibere
debeatis». Ecco indicata la fisionomia che voi, oggi, assumete nella Chiesa di
Dio. D’ora in poi, con un segno particolare, voi sarete strettamente e
intimamente uniti più che non mai alla Sede di Pietro: i titoli delle vetuste
Basiliche romane, o delle nuove chiese sorte nell’Urbe in tempi recenti come
centri di coesione di altrettante comunità ecclesiali, vi ricorderanno il legame
che vi stringe, come membri a titolo specialissimo, a questa fatidica Chiesa
Romana, prima ed amorosa sorella di quante altre Chiese cattoliche ne
condizionano la fede e la carità. Avrete un dovere di partecipazione e di
collaborazione, più o meno frequente a seconda delle possibilità e circostanze,
ai Dicasteri della Curia Romana, vale a dire al governo, cioè al suo apostolico
servizio all’intera cattolicità. E la fedeltà assoluta e inalterabile che state
per giurare alla Sede di Pietro, e sulla quale il Papa sa di poter contare, si
dovrà manifestare anche nella vita delle singole Chiese locali, che voi guidate
o rappresentate. È come una corrente di vita che fluisce dal centro verso i
singoli punti locali, e di qui al centro ritorna, in un unico scambio di
vitalità e di amore, che manifesta l’intima fecondità ed unità della Chiesa di
Cristo.
Noi ringraziamo il Signore, che non abbandona mai la sua Chiesa, la
rinvigorisce sempre più nella perenne giovinezza che le ha dato; la sua
assistenza ci guida manu potenti et bracchio extento: a Lui
ci affidiamo, mentre rinnoviamo insieme il nostro pubblico, solenne atto di
fede.
A ces Frères que Nous venons d’agréger au Sacré Collège des Cardinaux et qui
seront plus que jamais unis au Siège de Pierre, Nous sommes heureux de redire
notre estime affectueuse, notre vénération, notre pleine confiance. Et vous
tous, Frères et Fils qui les entourez, réjouissez-vous avec Nous et appuyez-vous
sur leur fidélité!
It is with great affection and joy that we welcome you this morning. We pray
that this day may mark, for the new Cardinals and for al1 for you who accompany
them, a moment of strong resolution and of humble rededication to Jesus Christ
and to his Gospel. May you experience deeply the unity of Christ’s Church and the urgency of
bringing his message to the World. May the love of Christ dwell in your hearts.
Den Vertretern von Staat und Kirche sowie allen Gläubigen deutscher Sprache, die
sich zur Kreiserung der neuen Kardinäle eingefunden haben und an dieser
festlichen Stunde teilnehmen, gelten Unsere herzlichen Grüsse und aufrichtigen
Segenswünsche!
Con nuestra felicitación a los nuevos Señores Cardenales, queremos unirnos
también al gozo de sus familiares aquí presentes y a los ausentes. Que este atto, quede en vuestro ánimo corno recuerdo que os estimule a vivir en
espíritu y en verdad y a fomentar en vuestro ambiente los vínculos de la fe y de
la caridad de Cristo.
Uma palavra cordial e afectuosa, para saudar também os presentes de língua
portuguesa, irmanados na fé e na caridade que nos une em Cristo, em torno dos
novos Cardeais criados neste Consistório. A todos envolvemos na Nossa estima e
com votos de todo o bem abençoamos, assim corno às vossas famílias e gentes que
representais, para Nós muito queridas no Senhor.
Al termine del discorso del Santo Padre, i nuovi Cardinali si recano
dinanzi alla Cattedra, ai piedi della gradinata e, dopo l’invito del Papa, si
associano alla «Professione di fede» recitando il Credo; quindi pronunciano la
formula del giuramento di fedeltà e di obbedienza a Paolo VI e ai suoi
Successori.
Ha quindi inizio la cerimonia della imposizione dello zucchetto e della
berretta. Il Papa ricorda a ciascuno il significato di questi indumenti, segni
di dignità cardinalizia e simbolo di una vita spesa fino all’effusione del
sangue. Ciascun neo Cardinale, in ordine di nomina, si reca dinanzi alla
Cattedra e dopo un profondo inchino si inginocchia dinanzi al Papa. Paolo VI gli
impone la berretta e gli consegna il Breve per l’assegnazione del titolo
presbiterale o diaconale che immette il Cardinale nel clero romano. I titoli
sono i seguenti:
Ottavio A. Beras Rojas, Titolo di S. Sisto;
Juan Carlos Aramburu, Titolo di S. Giovanni dei Fiorentini;
Hyacinthe Thiandoum, Titolo di S. Maria del Popolo;
Emmanuel Nsubuga, Titolo di S. Maria Nuova;
Lawrence Trevor Picachy S. J., Titolo di S. Cuore di Maria (Piazza Euclide);
Jaime L. Sin, Titolo di S. Maria ai Monti;
William Wakefield Baum, Titolo di S. Croce in Via Flaminia;
Aloisio Lorscheider O.F.M., Titolo di S. Pietro in Montorio;
Reginald J. Delargey, Titolo di Immacolata al Tiburtino;
Las& Lékai, Titolo di S. Teresa al Corso d’Italia;
Victor Razafimahatratra S.J., Titolo di S. Croce in Gerusalemme;
Basil Hume O.S.B., Titolo di S. Silvestro in Capite;
Dominic Ekandem, Titolo di S. Marcello al Corso;
Joseph Marie Trin-nhu-Khue, Titolo di S. Francesco di Paola ai Monti;
Opilio Rossi, Diaconia di S. Maria Liberatrice a Monte Testaccio;
Giuseppe M. Sensi, Diaconia di SS. Biagio e Carlo ai Catinari;
Corrado Bafile, Diaconia di S. Maria in Portico;
Joseph Schröffer, Diaconia di S. Saba;
Eduardo Pironio, Diaconia di SS. Cosma e Damiano;
Boleslaw Filipiak, Diaconia di S. Giovanni Bosco in Via Tuscolana.
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