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DISCORSO DEL SANTO PADRE PAOLO VI
AI «GIOVANISSIMI» DELL’AZIONE CATTOLICA ITALIANA
Sabato, 16 ottobre 1976
Carissimi giovani,
con vera gioia abbiamo desiderato questo incontro con voi! Vi siete riuniti
qui a Roma, così numerosi, per celebrare la vostra «Festa di ottobre»,
gravitante attorno al grande tema di attualità: «Giovanissimi dell’Azione
Cattolica per l’annuncio del Vangelo e la promozione umana».
Il Nostro primo pensiero è per la vostra stessa vibrante presenza qui, oggi,
e per ciò che essa significa. Noi scorgiamo nel vostro giovanile entusiasmo il
volto giovane e promettente della Chiesa di Dio, di tutta la Chiesa e di quella
Italiana in particolare. Voi Ci date la certezza che un futuro radioso attende
la Santa Chiesa, anche se preceduto da momenti di travaglio. Sì, cari giovani:
ciò che voi volete essere per il domani lo vuole anche la Chiesa, poiché è
insita in lei una forza tale che, come scrive l’Apostolo Paolo, la conduce
«verso l’Uomo perfetto, verso la misura della piena statura del Cristo» (Eph.
4, 13).
La Nostra riflessione però deve immediatamente tradursi in consegna di vita
vissuta. Se voi siete i portatori e i costruttori di una Chiesa con sempre
maggior fermezza aderente al Signore e con sempre maggior flessibilità vicina
all’uomo, dovete allora non solo esserne consapevoli, ma soprattutto indirizzare
in tal senso la generosità del vostro impegno. È un cammino che dovete
percorrere insieme nel cuore del mondo, per incontrare l’uomo del nostro tempo e
presentargli il Signore di tutti i tempi. La vostra giovane età vi permette già
di conoscere molto bene le storture e i vuoti provocati dalla odierna società
consumistica, a cui non vale reagire con progetti totalizzanti e massificanti.
Per liberare l’uomo da tali pericoli è anche alla vostra fantasia giovanile,
ispirata al Vangelo, che Noi facciamo appello, ben sapendo che l’annuncio di
tutto il Vangelo è per natura sua promotore della causa umana: a condizione che,
se il Vangelo è per l’uomo, noi cristiani siamo totalmente per il Vangelo.
Ebbene, a voi tutti, giovanissimi di Azione Cattolica, Noi intendiamo
affidare un particolare Messaggio di Amore, che vi esortiamo a recare a tutti i
vostri coetanei d’Italia e ad irradiarlo attorno a voi. Allora diventerete,
senza quasi accorgervene, testimoni di Colui che «ci ha amati per primo» (Cfr.
Rom. 5, 8; 1 Io. 4, 10) poiché «da ricco che era si è fatto povero
per noi, affinché voi diventaste ricchi della sua povertà» (2 Cor. 8, 9).
Ma non possiamo concludere queste Nostre parole, senza richiamare
l’attenzione sulla presenza, qui in mezzo a voi, di due particolari Gruppi di
Giovanissimi: quello di Seveso e quello del Friuli. Oh! sapeste, cari ragazzi,
quanto siamo vicini alle sofferenze vostre, delle vostre famiglie, delle vostre
terre. Voi siete qui fra noi come il segno di una fedeltà e di una speranza
cristiane, che rimangono indomite pur nelle tragiche prove della vita, e come
un’interpellazione vivente alla solidale fratellanza cristiana. È anche a voi
che consegniamo il Nostro Messaggio di Amore, a voi che state forse
dolorosamente ma salutarmente imparando che almeno «come la morte è tenace
l’amore . . . . poiché le grandi acque non possono spegnere l’amore né i fiumi
travolgerlo» (Cant. 8, 6-7).
E infine, tutti invitiamo a vivere intensamente la vita dell’associazione,
fortificandovi nella esperienza comunitaria e confermandovi sempre più nei
vostri gioiosi impegni cristiani; e confidiamo che lo slancio, di cui stamani Ci
date testimonianza, sia per Noi e per voi segno lietissimo di quella ripresa di
tutto il movimento dell’Azione Cattolica in Italia, della quale abbiamo tanti
segni consolanti.
Ecco: abbiamo parlato «a voi, giovani, perché siete forti e la parola di Dio
dimora in voi e avete vinto il maligno» (1 Io. 2, 14). E ora vogliamo
avvalorare la speranza, che date a Noi e alla Chiesa intera, con la Nostra
paterna Benedizione Apostolica, che intendiamo estendere a tutti i vostri Cari e
ai vostri amici, oltre che ai Membri tanto benemeriti della Vostra Direzione
Generale.
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