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DISCORSO DI SUA SANTITÀ
PIO XI AL CORPO DIPLOMATICO ACCREDITATO PRESSO LA SANTA SEDE*
Lunedì, 16 dicembre 1929
È con dolcissima gioia, cari Signori, che Ci affrettiamo a ringraziarvi in
questo momento, in questa ora così bella che Ci ricorda un’altra ora anche
solenne e preziosa per il Nostro cuore e per i vostri. Vi ringraziamo quindi e
nelle vostre persone ringraziamo i vostri alti Mandanti, i vostri Capi di Stato,
i vostri Governi e i vostri popoli così degnamente da voi rappresentati. Vi
ringraziamo anche per questo rapido sguardo d’insieme che il vostro degno
Interprete, con la sua parola luminosa e calda si è compiaciuto, traducendo i
vostri comuni sentimenti, gettare su questi 50 anni del Nostro sacerdozio che
stanno per chiudersi.
Per dirvi tutta la verità, per dire le cose come sono e per parlare con tutta
sincerità, Noi dobbiamo dichiarare che con questo rapido e così benevolo
riassunto di quasi tutta la Nostra vita, il vostro Interprete non ha fatto che
invitarCi a ripetere ancora quell’esame di coscienza, che è stata l’occupazione
prima se non unica o almeno principale di questi giorni di Ritiro, ai quali
abbiamo chiesto un po’ di quel silenzio e di quella solitudine che sono cosi
difficili da ottenersi in questa Casa. E aggiungiamo: fortunatamente difficili,
perché la difficoltà viene dal fatto che il Papa è il Padre di tutti e che la
Sua Casa è la Casa di tutti i Suoi figli.
Questo esame di coscienza Ci ha mostrato ancora una volta la catena quasi
impossibile a misurarsi, dei benefici divini nell’ordine naturale e nell’ordine
soprannaturale.
Amiamo ricordare anzitutto i numerosi benefici di ordine fisico, d’ordine
morale, d’ordine intellettuale ; nell’ordine soprannaturale Noi ricordiamo tutto
il tesoro di grazie contenuto nel carattere sacerdotale, nel carattere
episcopale e nel potere di Supremo Pastore e di Vicario di Gesù Cristo ; dal
Nostro Battesimo fino alla Nostra Prima Comunione, dalla Nostra Prima Comunione
alla prima iniziazione nell’Ordine Sacerdotale, dai primi Ordini al Sacerdozio,
dal Sacerdozio all’Episcopato e quindi al Pontificato Supremo, è tutta una serie
di benefici innumerevoli dei Buon Dio, senza contare ciò che si nasconde sotto
questi culmini, perché è solo a questi culmini che Noi abbiamo potuto alludere.
D’altra parte Noi Ci ricordiamo pure della Nostra poca corrispondenza alle
chiamate divine. E malgrado ciò, la misericordia del buon Dio ha trionfato di
tutto e Ci ha condotti fino a questo momento del 50° Anniversario del Nostro
Sacerdozio per una serie di avvenimenti che voi ben conoscete ed ai quali voi
avete preso parte cosi particolare e rilevante, attraverso una serie di giorni
indimenticabili, nel numero dei quali poniamo in primo luogo quello del 9 marzo
e questo del 16 dicembre.
Qualcuno Ci ha chiamati «Plenipotenziari del buon Dio»; di fatto, queste
parole traducono molto elegantemente le parole latine che si incontrano cosi
spesso negli Atti Diplomatici della Santa Sede, quando il Papa dichiara di agire
de plenitudine potestatis apostolicae, nella pienezza della potestà apostolica;
si tratta quindi veramente del Plenipotenziari del Buon Dio.
Ebbene, cari Signori, se il potere che Ci è dato di avere sul Cuore di Dio
vale quanto quello che Lui stesso nella Sua Bontà Ci ha dato sul Suo Corpo
Mistico, Noi vogliamo appunto impiegare la più perfetta pienezza di questo
potere per chiedere a Dio di colmare delle sue grazie i Vostri Sovrani; i vostri
Capi di Stato e i vostri Governi, i vostri popoli, voi e le vostre famiglie e
tutto ciò che, si tratti di persone o di cose, ciascuno di voi porta nell’intimo
del suo pensiero e del suo cuore. E tra tutti questi beni che Noi chiediamo a
Dio, bisogna mettere in primo luogo, come Ci è stato appunto chiesto, la Pace,
questa Pace di Cristo nel Regno di Cristo, che Noi abbiamo annunziata nella
prima Enciclica del Nostro Pontificato. È questa Pace che bisogna soprattutto
chiedere, prima di tutto e ad ogni prezzo; perché è la sola Pace che possa
essere procurata senza danno di nessuno e senza alcun timore; questa è la Pace
che Noi chiediamo a Dio per voi e per i vostri alti Mandanti, i Capi di Stato,
Governi e popoli. Pace che, 20 secoli fa, fu annunziata dagli Angeli come il più
bel dono che il Cielo poteva fare alla terra.
Noi vi auguriamo dunque questa gioia che Dio solo può darvi e vi aggiungiamo
la Benedizione Apostolica, che voi avete sempre ricevuta così filialmente; essa
discenda non solo su voi, ma anche su tutti coloro che voi rappresentate e
soprattutto ciò che avete di più caro, come abbiamo detto, nel vostro pensiero e
nel vostro cuore.
*Discorsi di Pio XI, vol.II, p.228-229. |