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PIO XII
UDIENZA GENERALE*
Mercoledì, 21 giugno
1939
La missione educatrice
Con vera letizia notiamo questo numero sempre considerevole di sposi novelli,
convenuti ai piedi del Vicario di Cristo a domandare la Sua benedizione che li
accompagni in quel radioso cammino che si apre davanti alle loro speranze. E Noi
desideriamo sinceramente e auguriamo che queste belle, liete e sante speranze si
attuino in un avvenire di vera e perfetta felicità, non solamente per essi, ma
anche per i figli che la Provvidenza manderà loro, giacché essi non vivono solo
per se medesimi, ma anche per quelli che saranno da loro generati. Anzi gli
sposi veramente cristiani, vivono, vogliono vivere e sentono di dover vivere
specialmente per il bene dei figli, sapendo d'altronde che il loro stesso
personale benessere dipenderà finalmente da quello dei figli.
Ora, o cari sposi novelli, la felicità dei vostri figli è, almeno in gran
parte, nelle vostre mani, giacché è connessa con la educazione che ai vostri
figli voi impartirete fin dagli albori della loro vita, tra le pareti
domestiche.
Proprio oggi celebriamo la festa di S. Luigi Gonzaga, gloria fulgidissima
della gioventù cristiana.
Non vi è dubbio che la grazia di Dio prevenne e accompagnò quest'anima
privilegiata con doni straordinari sino dai primi anni; ma non è meno certo che
Dio trovò una attenta, delicata ed industriosa cooperatrice in Donna Marta, la
Madre fortunatissima del nostro amabile Santo. Tanto può una madre che sente
tutta la sublimità della sua missione educatrice!
E per aiutarvi nell'adempimento di questa missione, Ci piace mettere in
rilievo questo angelico giovane come un modello che dovrete proporre ai figli
che il Signore vi darà e come un Patrono alla cui tutela affidare questi cari
pegni del vostro amore. Certamente, sono mutati i tempi, sono mutati i costumi,
sono cambiati aspetti e metodi di educazione; ma la vera e genuina figura di
Luigi Gonzaga resta e resterà sempre un modello sublime i cui esempi e i cui
lineamenti si adattano ai giovani di tutti i tempi. Per questo il Nostro
Predecessore Pio XI, di venerata memoria (Acta Apostolicae Sedis, 1926,
pag. 258-267), confermando quanto già avevano decretato Benedetto XIII e Leone
XIII, volle nuovamente e solennemente proclamare Luigi Gonzaga celeste Patrono
di tutta la gioventù cristiana. E convocando questa elettissima parte della
famiglia umana sotto la tutela e protezione di lui, vivamente la esortava e
paternamente la pregava a tener fisso lo sguardo in questo meraviglioso giovane,
capolavoro di natura e di grazia, che alla rapida conquista di una consumata
santità consacrava vivacità di ingegno, vigore di carattere, forza di volontà,
fervore di opere, generosità di rinuncia, vero angelo di purezza, vero martire
di carità.
Recatevi oggi, se vi è possibile, alla Chiesa di S. Ignazio qui in Roma, e,
inginocchiati presso l'urna che racchiude le sacre ossa di S. Luigi, pregatelo a
volere sin da ora ricevere sotto la sua protezione i figli che aspettate da Dio.
Noi vi accompagneremo col pensiero e col cuore a quella tomba veneranda,
davanti alla quale Noi pure abbiamo tante volte pregato, specialmente quando
giovane frequentavamo le aule scolastiche del vicino Collegio Romano, testimone
della santa vita e della preziosa morte di Luigi Gonzaga.
La Nostra benedizione sia auspicio di quelle grazie che di cuore vi preghiamo
dalla intercessione di questo angelico Santo, cui è riservata nella Chiesa una
perenne missione a vantaggio della gioventù.
Ma se ai novelli sposi abbiamo rivolta la Nostra parola di esortazione, a
voi, cari palermitani, è dovuta quella del Nostro compiacimento per il successo
di un Congresso eucaristico diocesano così ben conclusivo di numerosi
Congressi parrocchiali, e così ben conchiuso qui presso di Noi con la lieta
celebrazione delle Nozze d'argento episcopali del vostro Eminentissimo e a Noi
carissimo Arcivescovo, di cui per una felice coincidenza, in questo giorno sacro
a S. Luigi Gonzaga, ricorre anche la festa onomastica.
Conosciamo i propositi che hanno presieduto alle vostre solenni assise, e
sappiamo altresì con quanto entusiasmo avete voluto portarne a Noi la conferma
per chiederCi di benedirli, e in pari tempo rendere possibile al Pastore della
Archidiocesi la consolazione di celebrare, in mezzo a voi, il suo giubileo
all'altare stesso della sua consacrazione episcopale. Di tutto questo Noi
abbiamo motivo di rallegrarCi e d'innalzare con voi tutti l'inno del
ringraziamento a Dio, mentre lo preghiamo di fecondare con la sua Grazia il buon
seme da voi gettato nell'Anno eucaristico in tanta abbondanza e con tanta fede,
e di fare, della vostra bella Archidiocesi, così sorrisa dalla natura, un
giardino di fiorente vita e pietà cristiana.
Con questo voto benediciamo di cuore i presenti e i lontani, le vostre
famiglie e i vostri lavori, e in modo speciale vogliamo esprimere al degnissimo
e zelantissimo Cardinale Arcivescovo i Nostri personali, fervidissimi auguri.
Un'altra degna rappresentanza di dilette figlie è qui raccolta intorno a Noi,
apportatrice di generosi propositi e di ben fondate consolazioni: il Comitato
Nazionale per la Protezione della Giovane, sempre in piedi, oculato e fattivo,
in un lavoro che è una delle più nobili e sante crociate per la Religione e per
la Civiltà. Ai membri di questo Comitato ogni esortazione è superflua. Li esorta
da sé, stimolando la loro solerzia e la loro carità, la gravità stessa di un
apostolato, a cui dà carattere di estrema urgenza il dilatarsi, sempre più
aperto e procace, dei peri-coli cui sono esposte le giovani lavoratrici. Per
queste volonterose Signore noi non abbiamo altre parole che di encomio e di
ringraziamento. L'alta e delicata missione a cui si consacrano e i sacrifizi che
essa richiede, le addita, insieme con le loro compagne di lavoro distaccate da
per tutto, alla Nostra particolare riconoscenza. Benedicendole, come facciamo di
cuore, Noi invochiamo dal Signore per esse, per il loro esercito operante e per
tutte le loro iniziative, con le più abbondanti grazie celesti, l'ambito premio
di risultati sempre più adeguati e degni della loro santa causa.
Da queste autentiche benefattrici della giovane il Nostro pensiero viene
naturalmente a voi, giovani operaie, che dei vostri Esercizi spirituali compiuti
nel raccoglimento di questi giorni, venite a raccomandare i propositi alla
benedizione del Padre comune. Pensate se questa scende su voi ampia,
confortatrice, fiduciosa! Su voi, sulle vostre famiglie, sui vostri lavori. E
vogliamo che essa vi confermi tutte nella stima che merita la vostra condizione
sociale, che fa di ciascuna di voi una attiva collaboratrice nel campo della
famiglia umana.
Ma sopra tutto vogliamo che questa Benedizione vi illumini il cuore a sentir
forte la dignità e l'onore grande che viene al vostro lavoro dall'aver esso
avuto la preferenza del Divin Maestro, Gesù, e dall'aver riempito la più grande
parte della sua vita mortale. Possiate voi tutte, per la vostra felicità,
rendervi familiari questi sentimenti, e nella vostra fatica sentirvi sempre con
lo spirito in alto, col cuore in pace.
Con voi sono qui altri generosi campioni del lavoro: Religiosi e Religiose,
ché alla munificenza del benemerito Ordine di Malta devono il segnalato favore
di aver compiuto, sotto la guida di insigni ed esperti Professori, un corso per
infermieri missionari. Segnalato favore, diciamo, ben sapendo che cosa valga in
terra di Missione il Missionario infermiere. Egli è per i convertendi e per gli
altri l'espressione tangibile, commovente di quella Religione dell'amore che,
per occuparsi delle anime, non trascura i corpi e sa di rendere prezioso
servizio a Colui che ha detto : «Fui infermo e veniste a visitarmi », e non ha
esitato a darci per modello, in linea di carità, il pietoso Samaritano.
La funzione che il soccorso sanitario esercita nelle Missioni fa di un tal
genere di opera sussidiaria qualche cosa di sacro, e Noi auguriamo, per le
maggiori fortune della propagazione della fede, che sì fatta coltura non venga
mai trascurata dagli Enti missionari, onde sia possibile il maggior rendimento
agli apostoli delle prime e più gloriose file.
Esprimendo a maestri e discepoli la Nostra particolare compiacenza per il
corso felicemente compiuto, gli uni e gli altri benediciamo di cuore.
Rivolgendosi, quindi, ai fedeli di lingua tedesca partecipanti alla
udienza, Sua Santità diceva di voler raccomandare in quel giorno, in modo del
tutto speciale, la gioventù tedesca a San Luigi, affinché egli rafforzi la fede,
difenda la purezza di quei giovani, imprimendo profondamente nei loro cuori il
segno della Croce con l'amore del Divin Salvatore.
*Discorsi e Radiomessaggi di Sua Santità Pio XII, I, Primo
anno di Pontificato, 2 marzo 1939 - 1° marzo 1940, pp. 203-207 Tipografia Poliglotta Vaticana
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