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DISCORSO DI SUA SANTITÀ PIO XII
ALL'INVIATO STRAORDINARIO E
MINISTRO PLENIPOTENZIARIO DELLA ROMANIA*

Venerdì, 15 novembre 1940

 

Signor Ministro,

L'ora in cui Vostra Eccellenza Ci rimette le Credenziali del suo augusto Sovrano, S. M. Re Michele I, e inizia così le sue onorevoli funzioni d'Inviato Straordinario e di Ministro Plenipotenziario di Romania presso la Santa Sede, è un'ora come velata di ombre e dominata dagli avvenimenti che trasformano l'aspetto esterno e lo sviluppo spirituale del continente europeo, lo impegnano in muove vie, e nello stesso tempo, impongono ai popoli sacrifici e prove che crescono di giorno in giorno.

La parte di sacrifici toccata al popolo romeno, per la causa della pace, riempie di sollecitudine e di preoccupazioni ben comprensibili il cuore di questa nobile nazione. La eco riserbata di questi sentimenti risuona nelle parole che Vostra Eccellenza ci ha testé rivolto. Per le ripercussioni materiali e spirituali degli avvenimenti recenti, tanto i governanti quanto i sudditi sono messi davanti a doveri ardui e gravi di responsabilità.

In queste circostanze S. M. il Re, le cui giovani spalle portano gagliardamente il peso di così gravi cure, ha giudicato particolarmente importante che la Rappresentanza diplomatica, esercitata precedentemente con tanta dignità dall'illustre Ambasciatore Signor Nicolas Petrescu Comnen, non restasse a lungo senza titolare. Con vivo piacere Noi troviamo in questa volontà, una nobile testimonianza dell'importanza ammessa a quei valori spirituali che questa stessa Rappresentanza è chiamata, da parte sua, a conservare e a sviluppare.

Con uguale soddisfazione, Signor Ministro, Noi Vi abbiamo sentito dichiarare che, nei rapporti fra Chiesa e Stato, il Vostro governo vuole anche ispirarsi ai tre principi fondamentali: il rispetto della religione, la fedele esecuzione degli impegni contratti e un profondo attaccamento alla causa della pace.

Illuminata da questi principi, che il tempo in corso Vi permetterà di applicare in molteplici questioni, la Vostra azione incontrerà sempre il Nostro amorevole appoggio e darà Voi stesso, figlio leale della Vostra nazione, la coscienza di essere fra gli artefici di un avvenire più felice per il vostro paese.

Vi preghiamo di trasmettere a S. M. il Re, al Capo e ai Membri del Governo Reale l'assicurazione del vivo desiderio che Noi abbiamo di mantenere e promuovere le relazioni amichevoli e fiduciose che uniscono la Romania alla Santa Sede e, con ciò, di rinforzare ancora il fervore spirituale, da cui sgorgano, per ogni popolo, soprattutto nei giorni di prova, le sorgenti riconfortanti di una ferma speranza e di virili sforzi.

Penetrato da questi pensieri imploriamo da Dio, per S. M., per il Governo Reale, per il popolo romeno e, in modo specialissimo, per Vostra Eccellenza, la protezione onnipotente di Colui che presiede, non solo ai destini delle persone, ma anche a quelli delle nazioni intere.


*Atti e discorsi di Pio XII, vol. II, p. 410-412.

 

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