The Holy See
back up
Search
riga

DISCORSO DI SUA SANTITÀ PIO XII
 AL SIGN. UGO CARUSI, DEL DIPARTIMENTO
DELLA GIUSTIZIA DEGLI STATI UNITI, COMMISSARIO PER
 L'IMMIGRAZIONE, E AL SIGN. HOWARD R. TRAVERS,
DEL DIPARTIMENTO DI STATO DEGLI STATI UNITI*

Mercoledì, 13 marzo 1946

 

La questione dell’immigrazione, che il vostro illustre Presidente ha affidato ai vostri studi pratici in questo critico periodo della storia mondiale, è una di quelle questioni in cui i vostri concittadini hanno larga esperienza e competenza. Per lunghi anni le contrade d’America hanno offerto un generoso ed ospitale asilo a genti di altre terre, oppresse dalla tirannia o forzata dalla povertà o persecuzione religiosa a cercare la salvezza nell’esilio. E la vostra nazione non ha perso nulla per questo.

Lo studioso, anche superficiale, della storia americana, rileva tosto il grande contributo alla difesa e all’accrescimento della nazione, dato dall’immigrazione straniera; e sa che quanti vengono da oltre oceano aiutano specialmente nella costruzione intellettuale, sociale e religiosa della nuova patria.

Non stupisce, però, che le mutate circostanze abbiano portato restrizioni circa l’immigrazione, poiché in questo campo si ha da tenere presente non solo l’interesse dell’immigrato, ma anche il benessere della nazione.

Tuttavia, non è esagerato – ne siamo certi – se Ci ripromettiamo che nel processo della restrizione, non sarà dimenticata la cristiana carità e la solidarietà umana esistente tra gli uomini, figli tutti di un unico Dio ed eterno Padre. L’immigrazione può portare il suo contributo nella soluzione di uno dei più gravi problemi dell’Europa, problema che è stato aggravato dalla inumana deportazione forzata di popolazioni inermi ed innocenti.

Come segno del Nostro piacere nel salutarvi qui questa mattina e del Nostro interesse profondo per il vostro lavoro, invochiamo le più elette benedizioni di Dio su di voi e sui vostri cari.


*Atti e Discorsi di Pio XII, vol. VIII, p.145-146.

 

top