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DISCORSO DI SUA SANTITÀ PIO XII
ALL'AMBASCIATORE DELLA REPUBBLICA DELLA BOLIVIA PRESSO LA SANTA SEDE*
Sabato, 1° novembre 1947
Signor Ambasciatore:
E' per Noi grande soddisfazione il poter ricevere dalle mani di Vostra
Eccellenza le lettere credenziali, per mezzo delle quali l'Eccellentissimo
Signor Presidente della Repubblica di Bolivia lo accredita in qualità di
Ambasciatore straordinario e Plenipotenziario presso la Santa Sede.
Le Vostre fervide parole, nel manifestarci l'amore e la gratitudine del
Cattolico popolo boliviano, e la speranzosa fiducia negli insegnamenti della
Cattedra di Pietro, Ci riempiono della più profonda consolazione e confortano il
Nostro cuore nell'aspra opera di cercare, come Vostra Eccellenza dice molto
bene, una pace e una giustizia che potranno basarsi soltanto sulla Fede e sulla
Carità che predichiamo.
Per questo contiamo sulla fedele collaborazione del nobile popolo che tanto
degnamente rappresentate, di «quella terra innocente e bella» che, grazie al suo
spirito cristiano, è giunta ad essere, e lo potrà essere ancor più nel futuro,
come cantate nel vostro inno, «la Patria felice dove l'uomo trova il bene della
felicità e la pace». Di quella pace che non può venire solamente dalla forza
militare delle grandi potenze, ma, soprattutto, dall'effusione dello Spirito
Santo nei cuori di buona volontà, di qualunque Nazione o stirpe.
Niente ci è più grato che promettervi. il Nostro paterno aiuto come ci
domandate, per un ulteriore svolgimento e progresso spirituale della vostra
amata patria, e precisamente con quei mezzi principali, che Vostra Eccellenza,
in una maniera così chiara, ha segnalato come i più efficaci per il
conseguimento di detto fine: Insegnamento. Famiglia, Missionari.
Perché, se la Bolivia ostenta con santo orgoglio il glorioso titolo di
cattolica, si deve al fatto che i suoi figli, già da quando Chuquisaca era
chiamata la Salamanca americana e considerata una dei centri intellettuali più
brillanti di tutto il Continente, hanno goduto il sublime privilegio di ricevere
un'educazione e cultura cristiana; inoltre si deve al fatto che nelle famiglie
si sono difese gelosamente contro estranei influssi deleteri la castità e la
santità, elementi indistruttibili del focolare cristiano, tale come furono
trapiantali in quelle montagne e in quelle valli dalla più austera pianura
castigliana; e in ultimo e soprattutto perché dal primo spagnolo che posò i
piedi in territorio boliviano, il domenicano Fr. Tommaso di San Martin, la sua
colonizzazione fu sempre accompagnata dall'evangelizzazione, e legioni di eroici
missionari irrigarono con il loro sudore e persino con il loro sangue quella
terra benedetta tanto fertile per il Cristianesimo e tanto amata dalla Madre di
Dio.
D'accordo, dunque, con la perfetta visione di Vostra Eccellenza, la Nostra
paterna sollecitudine presterà sempre la più sicura assistenza, così come ce la
domandate, ai vostri desideri che nelle scuole e nelle Famiglie si impari e viva
il genuino spirito del Vangelo, ma, soprattutto perché non manchino i ministri
di Dio, predicatori di quello stesso Vangelo.
Da parte Nostra siamo convinti che niente aiuterà tanto ad innalzare la
condizione spirituale del popolo e a fomentare le sue stesse virtù civiche, come
la formazione di un Clero capace e santo.
Con i più espressivi sentimenti di paterna benignità, invochiamo, per
intercessione di Nostra Signora della Candelaria di Copacabana la protezione di
Dio su l'Eccellentissimo Sig. Presidente della Repubblica, sul Governo, su tutto
il popolo boliviano, e, specialmente su Vostra Eccellenza, e su tutti impartiamo
di cuore la Nostra Benedizione Apostolica.
*Atti e discorsi di Pio XII, vol. IX, pp.314-316.
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