Il vero e autentico volto del Giubileo -
Arcivescovo Crescenzio Sepe
La settimana scorsa, nel presentare il programma della RAI
sullo Spirito Santo, ho concluso il mio intervento affermando che il Calendario
delle celebrazioni dell'Anno Santo è "il solo specchio in cui è
riflesso il vero e autentico volto del Giubileo, per il quale tutti siamo
chiamati a lavorare e a impegnarci".
In realtà, il Calendario che oggi viene reso
ufficialmente noto, costituisce lo strumento indispensabile per entrare nello
spirito del Giubileo e per prepararsi adeguatamente a viverlo con fede.
Siamo di fronte, a partire da oggi, a un piano di lavoro
fondamentale che scaturisce direttamente, pur attraverso le elaborazioni
operative, da quella mirabile carta di spiritualità di tutto il Giubileo
dell'Anno 2000 rappresentata dalla Lettera Apostolica di Giovanni Paolo II, la
Tertio Millennio Adveniente.
A continuazione di quanto già detto dal Cardinale
Etchegaray, vorrei sottolineare alcune caratteristiche del documento.
A) Innanzi tutto, un breve iter storico del testo.
Un primo progetto, elaborato da esperti, fu inviato, nel
luglio '97, ai Dicasteri della Curia Romana e agli altri Uffici competenti, i
quali fecero pervenire osservazioni e suggerimenti utili. Il nuovo testo che ne
risultò, fu presentato e discusso nella riunione, tenutasi in Vaticano
nel febbraio scorso, con tutti i delegati nazionali delle Conferenze Episcopali
del mondo.
Con le proposte emerse, fu redatto un ulteriore progetto
che, rivisto dagli esperti, è stato approvato dal Consiglio di Presidenza
del Grande Giubileo.
B) Criteri ispiratori del Calendario
Molti di questi criteri sono ampiamente espressi nella "Premessa",
che offre brevi indicazioni pastorali utili per tutti. In particolare vorrei
sottolineare che:
1) Questo Calendario non può considerarsi completo ,
sia perché è facile prevedere che fino al 2000 ci perverranno
ulteriori richieste, sia perché si è ritenuto opportuno non
inserirvi alcune celebrazioni aventi carattere particolare. Lo stesso dicasi di
Congressi, mostre, spettacoli e concerti di musica religiosa. Per quanto
riguarda le giornate dedicate all'incontro pan-cristiano e a quello
interreligioso, sono in corso contatti.
2) Un altro criterio-guida è stato quello di
distribuire le celebrazioni di maggior richiamo e, quindi, di maggior afflusso
di pellegrini, durante tutto l'anno giubilare, in modo da evitare una loro
concentrazione in pochi mesi dell'anno; il che avrebbe creato non pochi
problemi.
3) Nello spirito proprio del Giubileo, sono stati
evidenziati i valori penitenziali della conversione, del rinnovamento della fede
e del pellegrinaggio. Cerimonie particolari sono previste per il passaggio
all'anno 2000 e al nuovo millennio.
Particolare rilievo è stato dato al catecumenato,
alla dimensione missionaria e sociale e
all'ecumenismo. Vorrei richiamare la vostra attenzione sul
fatto che, nel corso dell'anno, il Santo Padre amministrerà tutti e sette
i Sacramenti, e si avranno celebrazioni dei diversi riti liturgici, orientali ed
occidentali, di cui è ricca la nostra Chiesa: segno della sua bellezza e
della sua universalità.
4) Si è tenuta nella dovuta considerazione la
necessità che il Calendario coinvolga tutte le componenti del Popolo di
Dio, in modo che le celebrazioni giubilari rappresentino l'intera vita della
Chiesa: bambini - giovani - terza età; Vescovi - presbiteri - diaconi;
religiosi - laici; lavoratori - artigiani - contadini; studenti - professori -
scienziati; artisti - giornalisti - operatori nel mondo dello spettacolo;
famiglie - donne; malati - carcerati; migranti - rifugiati - profughi;
responsabili della Cosa pubblica - militari - polizia; Curia Romana - Diocesi di
Roma - eventuali pellegrinaggi a carattere nazionale e continentale.
Nello spirito della T.M.A. saranno celebrate con particolare
solennità le cerimonie dedicate ai "Nuovi Martiri", al "Ringraziamento
per i doni del creato", che costituisce uno dei temi importanti anche del
Giubileo biblico, e quella alla "Richiesta di perdono" (cf T.M.A n°33).
5) Alcune pratiche di pietà, come l'Adorazione
eucaristica, la "Via Crucis" e la recita del S. Rosario
caratterizzeranno l'intero anno giubilare e si svolgeranno nelle basiliche e
chiese di Roma. A tal riguardo, sono in fase di ultimazione la guida del
pellegrino, il libro delle preghiere e un opuscoletto che conterrà la "giornata
tipo" e la "settimana tipo" del pellegrino. Per esempio, è
previsto che tutti coloro che si trovano a Roma, si possano riunire ogni sera a
Piazza S. Pietro per un momento di preghiera comune e per ricevere la
benedizione del Santo Padre.
6) Il Calendario riporta le celebrazioni che si terranno a
Roma (ad eccezione di quella che si svolgerà a Nazareth il 25 marzo,
festa dell'Annunciazione). Esso, tuttavia, può essere considerato come
punto di riferimento dei calendari che, con opportuni adattamenti, si possono
preparare nelle rispettive nazioni, come è stato esplicitamente richiesto
ai Direttori Nazionali.
Per organizzare tutte le celebrazioni previste e, in modo
particolare, le giornate giubilari, sono stati creati gruppi di lavoro - quattro
o cinque persone al massimo -, col compito di predisporre la preparazione e la
realizzazione dell'evento.
La gestione dell'accoglienza è affidata alla Peregrinatio
ad Petri Sedem e all'Opera Romana Pellegrinaggi, che lavoreranno di
comune accordo con le Autorità Civili.
La realizzazione di un'imponente rete internet e intranet,
realizzata da Telecom in tutti i Paesi del mondo, faciliterà notevolmente
l'organizzazione dei pellegrini che verranno a Roma.
Un'ultima annotazione: questo Calendario non è fine a
se stesso come, del resto, non lo è il Giubileo. Letto in profondità,
esso rispecchia l'insegnamento del Concilio Vaticano II e, in particolare, il
magistero di Giovanni Paolo II, e proietta la Chiesa nel futuro, nel nuovo
Millennio. Se, infatti, l'Anno Santo sarà vissuto e celebrato
adeguatamente, segnerà una tappa importante di quella nuova
evangelizzazione destinata a rinnovare la Chiesa e l'umanità, incamminate
a realizzare quella "civiltà dell'amore" che è
l'aspirazione non solo dei credenti, ma di ogni uomo di buona volontà.