ANNO GIUBILARE E ANNO LITURGICO
Premessa
1. L'Anno Santo del 2000, nel quale la Chiesa celebra il bimillenario della
nascita di Gesù, suo Signore e Salvatore, è un "anno
giubilare" e un "anno liturgico". Questi due aspetti non possono
essere separati, ma dovranno dar vita a un unico spazio temporale, nel quale
armonicamente si fondano il dato cronologico, insito nel numero 2000, e
il dato misterico, proprio della celebrazione sacramentale del mistero
di Cristo.
L'anno del giubileo secondo la Scrittura
2. Nell'illustrare ai fedeli il significato e i valori dell'"anno santo"
si è soliti fare riferimento all'istituzione dell'"anno giubilare"
del popolo d'Israele. Secondo il Levitico ogni cinquantesimo anno, cioè
l'anno successivo a "sette settimane di anni" (Lv 25, 8), era
una sorta di grande anno sabatico: le terre dovevano riposarsi, per cui
rimanevano incolte; i campi e le case alienate tornavano al primitivo
proprietario; gli schiavi erano affrancati e i debitori insolventi venivano
liberati.
L'istituzione dell'"anno giubilare" era ispirata a principi di
giustizia sociale e richiamava le origini di Israele, quando la Terra promessa
era stata divisa tra le dodici tribù (cf. Gs 13-21): la terra,
appartenendo a Dio, non poteva essere ceduta totalmente; l'iniziale
distribuzione del paese non poteva essere abolita dall'accumularsi in poche mani
delle proprietà terriere; gli Ebrei, liberati da Dio dalla schiavitù
dell'Egitto, non potevano essere schiavi di padroni terreni.
3. La celebrazione dell'"anno santo" richiama anche l'"anno
di grazia", inaugurato da Gesù nella sinagoga di Nazaret (cf. Lc
4, 16-20) e l'"anno di misericordia", che il vignaiolo chiese al
padrone della vigna in attesa che il fico sterile desse frutti (cf. Lc
13, 5-9).
Gesù infatti è il Messia, l'Unto del Signore che, secondo la
parola profetica, è stato "mandato per annunziare ai poveri un lieto
messaggio, [...] e predicare un anno di grazia" (Lc 4, 18-19; cf.
Is 61, 1-2).
Gesù è anche, manifestamente, il vignaiolo della parabola che
chiede al padrone - il Padre, ricco di misericordia (cf. Ef 2, 4) - un "anno
di misericordia" in attesa che il fico sterile - l'uomo infedele
all'Alleanza - dia frutti di santità e di giustizia.
L'anno 2000, caratterizzato dal grande segno del bimillenario della nascita
del Messia Salvatore, è quell'"anno di grazia" e quell'"anno
di misericordia", sempre attuali, in cui l'uomo è chiamato ad accogliere
il lieto messaggio e a convertirsi a Dio. Se non si accoglie la
Parola e se non ci si converte non vi è né vero anno di grazia, né
anno di misericordia, né anno giubilare.
Il "Calendario dell'Anno Santo 2000" e le sue caratteristiche
4. Il "Calendario dell'Anno Santo 2000" è uno strumento con
cui, seguendo il ritmo dell'anno liturgico, vengono indicate le principali
celebrazioni che si svolgeranno nell'"anno giubilare": dalla messa
della notte del Natale del Signore (24 dicembre 1999), quando avrà luogo
l'apertura dell'Anno Santo, fino al 6 gennaio 2001, solennità
dell'Epifania, data di chiusura del Grande Giubileo in Roma.
5. Le celebrazioni hanno una triplice indole:
- liturgiche, che costituiscono la trama essenziale del Calendario,
i cui punti culminanti sono la Pasqua del Signore (23 aprile) e, in armonia con
l'oggetto del Grande Giubileo, il ciclo della Manifestazione del Signore con le
solennità del Natale (25 dicembre) e dell'Epifania (6 gennaio) e la
solennità dell'Annunciazione del Signore (25 marzo);
- giubilari, collegate con le tradizioni proprie degli anni santi,
che implicano soprattutto celebrazioni penitenziali e pellegrinaggi di fedeli,
spesso appartenenti a una stessa comunità ecclesiale o aventi particolari
legami professionali o esistenziali (giubileo degli lavoratori, degli sportivi,
degli ammalati, dei carcerati...);
- ecclesiali, concernenti 'giornate' tradizionali (giornata dei
giovani, delle famiglie...) o avvenimenti consueti della vita della Chiesa
(congresso eucaristico internazionale, congresso mariologico-mariano
internazionale...), o riguardanti eventi e situazioni che la Chiesa dovrà
commemorare e vivere secondo le indicazioni fornite dal Santo Padre nella
lettera apostolica Tertio Millennio Adveniente, come la memoria dei "nuovi
martiri" (cf. TMA n. 37).
Gli aspetti catechetico, missionario e sociale sono opportunamente
sottolineati nel Calendario, nel quale sono previste celebrazioni particolari
intese a sensibilizzare i cristiani e l'opinione pubblica su questi importanti
temi del Magistero ecclesiale.
6. Questi tre tipi di celebrazione saranno spesso coincidenti, per cui in
una stessa assemblea liturgica si avranno pluralità di aspetti. È
necessario, pertanto, che in ogni celebrazione essi siano proposti e vissuti in
modo armonico e secondo la gerarchia dei valori: l'aspetto liturgico, in
quanto riguardante il mistero di Cristo, dovrà avere sempre il massimo
rilievo; l'aspetto giubilare, volto all'accoglienza della fede e alla
conversione, dovrà essere preminente nei confronti di quello associativo,
che dovrà essere spiritualmente preparato e celebrato.
Un Calendario "sacramentale"
7. L'anno liturgico è celebrazione, nel segno di un anno solare,
dell'intero mistero di Cristo: "dall'Incarnazione e Natività fino
all'Ascensione e all'attesa della beata speranza e del ritorno del Signore".
I sacramenti, a loro volta, sono "santi segni", "ordinati alla
santificazione degli uomini, alla edificazione del Corpo di Cristo, e infine a
rendere gloria a Dio". Essi, che hanno sempre un riferimento ai misteri
salvifici compiuti da Cristo, configurano il discepolo al suo Maestro. Perciò
nel "Calendario dell'Anno Santo 2000" è prevista la
celebrazione solenne di tutti e sette i sacramenti: del Battesimo dei bambini (9
gennaio); del Battesimo degli adulti, della Confermazione e dell'Eucaristia
nella Veglia Pasquale (23 aprile); della Penitenza il martedì santo (18
aprile) e nelle celebrazioni penitenziali proprie del Giubileo; dell'Unzione
degli infermi nella memoria della Beata Vergine Maria di Lourdes (11 febbraio),
'giornata degli ammalati'; dell'Ordine sacro nella solennità
dell'Epifania (6 gennaio) per le ordinazioni episcopali e nella IV Domenica di
Pasqua (14 maggio) per le ordinazioni presbiterali; del santo Matrimonio nella
XXVIII Domenica del tempo ordinario (15 ottobre), in concomitanza con il
'Giubileo delle famiglie'.
In questo modo l'"Anno del Grande Giubileo" si propone come un
anno nel quale i fedeli, pienamente orientati al Padre per Cristo nello Spirito
partecipano, con piena fede e rinnovato impegno, alla celebrazione dei
sacramenti, sorgenti inesauribili di grazia e di salvezza.
Un Calendario romano
8. Il "Calendario dell'Anno Santo 2000" è eminentemente
romano. Per motivi storici, da quando l'accesso dei fedeli a Gerusalemme e ai
luoghi santi divenne difficile, Roma divenne la principale meta di
pellegrinaggi. Bonifacio VIII (+1302), che indisse il primo "anno santo"
della storia - il 1300, con la bolla Antiquorum habet (22 febbraio
1300), impresse all'anno giubilare una forte caratterizzazione romana.
La romanità del "Calendario dell'Anno Santo 2000" è
data:
- dal fatto che il Santo Padre è il Vescovo di Roma, Successore
dell'Apostolo Pietro e, pertanto, partecipe del primato che il Signore gli
conferì al servizio della Chiesa universale. Nel Calendario, tuttavia,
non è esplicitamente indicata la presenza del Santo Padre alle
celebrazioni del Grande Giubileo, che saranno di volta in volta intimate
dall'Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice;
- dalle insigni memorie di cui Roma è custode: in primo luogo quelle
dei beati Apostoli Pietro e Paolo, che in essa annunciarono la Buona Novella e
resero con il martirio fedele testimonianza al Signore Gesù; poi quelle
di innumerevoli Martiri che, a cominciare dai Protomartiri Romani (sec. I),
confessarono la loro fede a Cristo con la parola, la condotta, il sacrificio
della vita.
Un Calendario universale
9. La singolare condizione dell'Urbe, sede episcopale del Romano Pontefice,
ed il fatto che, per la prima volta, il Giubileo si celebra contemporaneamente a
Roma, in Terra Santa e nelle Chiese locali, fanno sì che il Calendario
non sia solo romano ma indirizzato a tutta la Chiesa. Pertanto, il Calendario
viene posto a modello affinché, per l'esemplarità delle
celebrazioni, diventi strumento di comunione per la Chiesa intera e coinvolga le
Chiese locali in modo che tutti i fedeli, nel celebrare il mistero di Cristo,
possano sperimentare l'unità nella fede.
Per il conseguimento di tale obiettivo, il Comitato Centrale non mancherà
di mettere a disposizione delle Chiese locali una serie di sussidi liturgici
che, opportunamente adattati agli usi ed alle tradizioni locali, costituiranno
un forte legame tra le Chiese locali e Roma.
Altro segno di universalità e di unità nella fede sarà
dato dalla pluralità di partecipazione: ogni celebrazione "romana"
sarà universale anche perché coinvolgerà rappresentanze di
nazioni e di diverse realtà ecclesiali.
Il coinvolgimento dei fedeli di tutto il mondo sarà reso possibile
anche dai moderni mezzi di comunicazione sociale che promuoveranno la gioiosa
partecipazione a ciò che si celebra a Roma nel corso del "primo
Giubileo dell'era telematica".
Infine l'universalità sarà resa visibile anche dalle
celebrazioni in tutti i riti liturgici. Il "Calendario dell'Anno Santo 2000"
non poteva ignorare questa mirabile realtà ecclesiale, che manifesta la
cattolicità della Chiesa. Pertanto sono previste celebrazioni nei riti:
siro-orientale, siro-antiocheno (2), alessandrino-etiopico,
copto, armeno, bizantino, ambrosiano e mozarabico.
Un Calendario ecumenico
10. In riferimento al grave problema della divisione dei cristiani, il Santo
Padre scrive nella Tertio Millennio Adveniente: "Proprio sotto il
profilo ecumenico questo [il 2000] sarà un anno molto importante per
volgere insieme lo sguardo a Cristo, unico Signore, nell'impegno di diventare in
lui una cosa sola, secondo la sua preghiera al Padre. La sottolineatura della
centralità di Cristo, della Parola di Dio e della fede non dovrebbe
mancare di suscitare nei cristiani di altre Confessioni interesse e favorevole
accoglienza" (n. 41).
Il "Calendario dell'Anno Santo 2000" ha recepito questo desiderio
del Santo Padre e della Chiesa intera. In esso sono già previsti alcuni
importanti incontri a sfondo ecumenico. Altri, come l'auspicato incontro
pan-cristiano, se ne potrebbero aggiungere. Vi sono contatti con le altre Chiese
e Comunità ecclesiali. Anche le Chiese locali sono invitate a ricercare
insieme ai fratelli cristiani possibili forme di celebrazioni comuni nell'Anno
Santo, che possano divenire un'occasione di incontro, di preghiera e di dialogo
fra tutti i cristiani.
Un Calendario attento alla pietà popolare
11. Un calendario liturgico, per sua natura, non contiene indicazioni
relative ai pii esercizi. Il "Calendario dell'Anno Santo 2000" invece
le riporta. Ciò è dovuto al fatto che non pochi esercizi dell'"anno
giubilare" - processioni, celebrazioni penitenziali, adorazione
eucaristica, Via Crucis - hanno una matrice popolare.
Così il Calendario prevede per i venerdì di Quaresima e per
altri giorni segnati dal mistero della passione di Cristo il pio esercizio della
Via Crucis; come pure per alcune feste e memorie della Madre del Signore
indica la recita del Santo Rosario.
È auspicabile che le celebrazioni penitenziali del 2000, oltre a
mirare alla conversione individuale, abbiano come oggetto la richiesta di
perdono per gli atteggiamenti e i comportamenti che esigono conversione (cf. TMA
nn. 33-36).
Un Calendario attento alla figura e alla missione della Madre di Gesù
12. Nell'evento commemorativo del Grande Giubileo del 2000 - l'incarnazione
del Verbo e la nascita di Cristo - Maria di Nazareth ha svolto un ruolo
essenziale: nell'incarnazione ha accolto, a nome e in rappresentanza del suo
popolo e dell'umanità, il Figlio di Dio; nel parto lo ha dato alla luce,
lo ha presentato al mondo, si è posta al servizio dell'opera salvifica di
Cristo. La lettera Tertio Millennio Adveniente ne parla ripetutamente e
osserva che "l'affermazione della centralità di Cristo non può
essere [...] disgiunta dal riconoscimento del ruolo svolto dalla sua santissima
Madre" (n. 43).
Per mettere in luce in modo adeguato il ruolo svolto dalla Madre del
Salvatore non c'è forma più semplice né migliore di quella
di celebrare con la dovuta attenzione, secondo il ritmo dell'anno liturgico, le
feste della beata Vergine che hanno un rapporto più stretto con il
mistero dell'incarnazione del Verbo-nascita di Cristo nella prospettiva di
questo anno giubilare.
In questo modo avverrà che il grande Giubileo di Cristo,
spontaneamente, in forza dell'indissolubile unione del Verbo divino e della
Vergine proprio nel mistero del Natalis Domini, diverrà, per così
dire, Giubileo pure della Madre
Roger Card. Etchegaray
Presidente del Comitato Centrale e del Consiglio di Presidenza
@ Crescenzio Sepe
Segretario Generale del Comitato Centrale e del Consiglio di Presidenza