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Carceri:
un altro grande tema nell’attualità del Giubileo
Guido Bossa
Con
la visita del Santo Padre a Regina Coeli e la contemporanea celebrazione della
giornata giubilare nelle carceri di tutto il mondo, torna in primo piano
l’attualità del Giubileo e del suo profondo messaggio di liberazione per
l’uomo d’oggi, qualunque sia la condizione in cui si trova a vivere. Il
gesto di clemenza, ripetutamente richiesto da Giovanni Paolo II ai governanti,
non è infatti il frutto di un astratto e disincarnato “buonismo”, ma si
inserisce piuttosto in una coerente azione pastorale, che indica un concreto
“cammino di riabilitazione e di perdono, di verità e di giustizia” per
tutto il complesso mondo che attorno al carcere in qualche modo ruota, e
quindi non solo per i detenuti, ma anche per i magistrati, la polizia
penitenziaria, gli educatori, i volontari, gli avvocati, in qualche modo le
stesse vittime del crimine e le loro famiglie. Il peccato, avverte il Papa, è
la schiavitù, la schiavitù che vorrebbe spegnere il soffio dello Spirito
presente in ogni uomo, così che la liberazione, invocata in primo luogo dai
carcerati, ma non solo per loro, diventa una tappa di quel processo di
rinnovamento spirituale cui il Grande Giubileo richiama tutti noi. Politica
della giustizia, significato e limite della pena, recupero sociale del
detenuti, sanzione e riabilitazione, sono i temi sui quali è chiamata a
riflettere una società che spesso vorrebbe, per pigrizia o per timore,
relegare all’interno del carcere tutti i problemi che la devianza sociale
porta con sé. Invece, a tutti gli operatori della giustizia il Papa ricorda
che “Siamo ancora lontani dal momento in cui la nostra coscienza potrà
essere certa di aver fatto tutto il possibile per prevenire la delinquenza e
per reprimerla efficacemente così che non continui a nuocere e, nello stesso
tempo, per offrire a chi delinque la via di un riscatto e di un nuovo
inserimento positivo nella società” (Messaggio per il Giubileo nelle
carceri, n.5). E anche il rinnovato appello per l’abolizione della pena di
morte, condanna contraria alla dignità e ai fondamentali diritti dell’uomo,
tocca uno dei temi salienti del dibattito sui temi della giustizia in corso in
tutto il mondo e di attualità anche in sede Onu.Quello della condizione
carceraria è un tema di viva attualità, che si presenta in modi peculiari
nelle diverse società e regimi politici. Ma insieme ad esso, la questione del
debito, la purificazione della memoria, l’esame di coscienza cui sono
chiamate soprattutto le nazioni europee (TMA, n.27), sono altrettanti capitoli
di un messaggio sociale, ancora incompleto ma già ben delineato, che il
Grande Giubileo rivolge all’intera umanità, perché ne faccia, nel terzo
millennio appena iniziato, motivo di riflessione e di guida per la propria
condotta.
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