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Il
dono dell’indulgenza
William
Wakefield Card.Baum
Penitenziere Maggiore
Luigi
De Magistris
+ titolare di Nova
Reggente
La
celebrazione dell’anno Giubilare non soltanto è occasione singolare per
profittare del grande dono che il Signore ci fa, mediante la Chiesa, delle
Indulgenze, ma è anche felice opportunità per richiamare la catechesi sulle
Indulgenze alla considerazione dei fedeli. Perciò la Penitenzieria Apostolica
pubblica, a vantaggio di quanti compiono le visite giubilari, questo avviso
sacro.
Richiami
di indole generale sulle Indulgenze
1.
L’Indulgenza è così definita nel Codice di Diritto Canonico (can.992) e nel
Catechismo della Chiesa Cattolica (n.1471): “L’Indulgenza è la remissione
dinanzi a Dio della pena temporale dei peccati, ma già rimessi quanto alla
colpa, che il fedele, debitamente disposto e a determinate condizioni, acquista
per intervento della Chiesa, la quale, come ministra della redenzione, dispensa
ed applica autoritativamente il tesoro delle soddisfazioni di Cristo e dei
Santi”.
2. In
generale, l’acquisto delle indulgenze esige determinate condizioni (qui sotto,
numeri 3-4), e l’adempimento di determinate opere (ai numeri 8-9-10 si
indicano quelle proprie dell’Anno Santo).
3. Per
ottenere le Indulgenze, sia plenarie che parziali, occorre che, almeno prima di
compiere gli ultimi adempimenti dell’opera indulgenziata, il fedele sia in
stato di grazia.
4. L’
Indulgenza plenaria si può ottenere solo una volta al giorno. Ma per
conseguirla, oltre lo stato di grazia, è necessario che il fedele:
- abbia
la disposizione interiore del completo distacco dal peccato, anche solo veniale;
- si
confessi sacramentalmente dei suoi peccati;
- riceva
la SS.ma Eucaristia (è meglio certamente riceverla partecipando alla S. Messa,
ma per l’Indulgenza è necessaria solo la S. Comunione
- preghi
secondo le intenzioni del Sommo Pontefice.
5. È
conveniente, ma non è necessario che la Confessione sacramentale, e
specialmente la Santa Comunione e la preghiera per le intenzioni del Papa si
facciano nello stesso giorni in cui si compie l’opera indulgenziata; ma è
sufficiente che questi Sacri riti e preghiere si compiano entro alcuni giorni
(circa 20) prima o dopo l’atto indulgenziato. La preghiera secondo la mente
del Papa è lasciata alla scelta del fedele, ma si suggerisce un “Padre
nostro” e un’ “Ave Maria”. Per diverse indulgenze plenarie, è
sufficiente una Confessione sacramentale, ma si richiede una distinta Santa
Comunione e una distinta prece secondo la mente del Santo Padre per ciascuna
Indulgenza plenaria.
6. I
confessori possono commutare, in favore di coloro che siano legittimamente
impediti, sia l’opera prescritta sia le condizioni richieste (eccetto,
ovviamente il distacco dal peccato anche veniale).
7. Le
Indulgenze sono sempre applicabili o a se stessi o alle anime dei defunti, ma
non sono applicabili ad altre persone viventi sulla terra.
Aspetti
propri dell’Anno Giubilare
Premesse
le necessarie condizioni, di cui ai numeri, i fedeli possono acquistare
l’indulgenza giubilare compiendo una delle seguenti opere, qui sotto raccolte
in tre categorie:
8. Opere
di pietà o religione
- O fare
un pio pellegrinaggio ad un Santuario o Luogo giubilare (per Roma: una delle
quattro Basiliche patriarcali - San Pietro, San Giovanni in Laterano, S. Maria
Maggiore, S. Paolo-, oppure alla Basilica di S. Croce in Gerusalemme, alla
Basilica di S. Lorenzo al Verano, al Santuario della Madonna del Divino amore, ad una delle Catacombe cristiane,
ivi partecipando alla Santa Messa, o a altra celebrazione liturgica (Le Lodi o i
Vespri) o ad un esercizio di pietà (Via Crucis, Rosario, recita dell’inno
Akathistos ecc.);
- o fare
una pia visita, in gruppo all’adorazione eucaristica ed a pie meditazioni,
concludendole col “Padre nostro”, il “Credo” e un’invocazione alla
Vergine Maria.
9. Opera
di misericordia o carità
- O
rendere visita, per un congruo tempo, a fratelli in necessità o difficoltà
(infermi, carcerati, anziani soli, handicappati ecc) quasi compiendo un
pellegrinaggio verso Cristo presente in loro,
- oppure
sostenere con un significativo contributo opere di carattere religioso o sociale
(a favore dell’infanzia abbandonata, della gioventù in difficoltà, degli
anziani bisognosi, degli stranieri nei vari Paesi in cerca di migliori
condizioni di vita),
- oppure
dedicare una congrua parte del proprio tempo libero ad attività utili per la
comunità o altre simili forme di personale sacrificio.
10. Opere
di penitenza
Almeno
per un giorno
- o
astenersi da consumi superflui (fumo, bevande alcoliche ecc.),
- o
digiunare,
- o fare
astinenza dalle carni (o altro cibo secondo le specificazioni degli Episcopati)
devolvendo
una proporzionata somma ai poveri.
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