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In marcia da Spalato a Roma
Nicola Nicoletti
Il
lungo cammino ha unito un professore di Teologia e diciannove ragazzi partiti
a piedi da Spalato per raggiungere Roma. “Un sacrificio per il rinnovamento
nella fede del popolo croato”, questa la ragione che ha spinto don Giuseppe
Muzic', insegnante di Morale presso la Facoltà di Teologia croata nonché
cappellano universitario a Spalato, a coinvolgere i suoi giovani amici
nell'avventura giubilare. E proprio dalla cappella dell'Università croata è
iniziato due anni fa il cammino che ha portato questo gruppo di compagni ad
intraprendere il pellegrinaggio. “Nel 1998 - racconta don Giuseppe - riunendoci nella cappella di San
Filippo Neri, abbiamo pensato di andare al Santuario di Maria Bistrica, nei
pressi di Zagabria, l'anno successivo siamo andati a quello di Rama; adesso
abbiamo visitato le tombe degli apostoli e attraversato la Porta Santa a
Roma”. E' partita in questo modo l'idea che ha tanto dell'autentico
pellegrinaggio medioevale: preghiera e provvidenza. E sì perché le caratteristiche salienti di questo
gruppo di giovani sono state proprio la partecipazione ai sacramenti e
l'affidarsi quotidianamente ai benefici divini. I pellegrini ogni giorno
partecipavano alla Messa che celebra don Giuseppe, e camminando, recitavano il
Rosario. La sera hanno chiesto ospitalità presso i conventi e le case
incontrate verso il tramonto; poi un pasto frugale e saporito. Non sono
seminaristi o chierici, ma giovani con un'età che va dai 20 ai 30 anni decisi
a vivere seriamente l'esperienza del Giubileo. Undici ragazze e otto ragazzi
con la voglia di stare bene insieme, tutti con delle storie originali. Vani è
una ragazza di 28 anni che studia filosofia a Roma, poi c'è Dalibor, un
ventottenne che dopo essere stato per molto tempo Testimone di Geova, si è
convertito al cattolicesimo. Ha raccolto la sua esperienza nelle pagine di un
libro, “Nelle braccia dei Testimoni di Geova” che è diventato un best
seller in Croazia. Ora, da scrittore vuole comunicare la gioia del Vangelo a
tutti. Tra di loro ci sono tre padri di famiglia, uno di loro, Darko, in
viaggio ha ricevuto la notizia che aspetta il terzo figlio. Marko invece fa il
cameriere in Germania ed è rientrato in patria per partecipare al viaggio con
i suoi amici. Nel gruppo sono
presenti anche tre ex comunisti che hanno abbracciato da poco la fede
cristiana e oggi partecipano attivamente agli incontri di don Giuseppe.
“Siamo partiti il 2 luglio da Spalato - racconta il cappellano - abbiamo
percorso circa 37 chilometri al giorno: alla fine del viaggio ne abbiamo fatti
1100. Una
delle ragioni per cui abbiamo compiuto questo viaggio è perché il nostro
popolo ha una lunga tradizione per i pellegrinaggi: è lo stesso Dante che nel
31° Canto del Paradiso elogia il pellegrino croato che ottiene l'indulgenza
pregando sul velo della Veronica”. Un'antica fede che, immutata nei secoli,
fa vivere nel terzo Millennio la gioia del camminare insieme ai giovani
croati. Durante
il viaggio si sono fermati a Cesena; lì don Giuseppe ha celebrato la Messa
nella quale ha spiegato cosa stavano facendo. Il giorno dopo due giovani si
sono uniti a loro nel viaggio. L'arrivo
a Roma è coinciso con la festa della Madonna della Neve, giornata del
Ringraziamento per la nazione croata.
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