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Terra
Santa: il Giubileo cammino verso l’unità
Graziano
Motta
Betlemme
- Per la cristianità di Terra Santa il Grande Giubileo è già cominciato con
una cerimonia solenne e senza precedenti: il 4 dicembre infatti, per la prima
volta a memoria storica, patriarchi, arcivescovi, esarchi ovvero tutti i capi
delle Chiese di Gerusalemme - cattolici, ortodossi e protestanti - si sono
ritrovati insieme davanti alla Basilica della Natività per una celebrazione
religiosa comune e hanno recitato il Padre Nostro, ciascuno nella propria
lingua. Così all'inizio del Terzo Millennio, dopo secoli di divisione, hanno
dato a tutto il mondo - molti paesi sono stati in collegamento diretto TV -
pubblica testimonianza della propria identità e della propria unione (anche se
non proprio comunione ecclesiale) e della loro volontà di procedere verso la
piena unità, secondo il comandamento lasciato da Gesù. L'organizzazione del
Comitato Interconfessionale delle Chiese di Gerusalemme (JICC), costituito tre
anni fa proprio in funzione del Giubileo, ha
fatto sì che tutti i tredici protagonisti della celebrazione comune avessero
visibilità. Così il patriarca greco-ortodosso Diodoros, quello latino Michel
Sabbah e quello armeno-ortodosso Torkom Manoogian, il Custode francescano di
Terra Santa padre Giovanni Battistelli, l'arcivescovo copto-ortodosso Anba
Abraham, quello siro-ortodosso Swerios Malki Murad e il vescovo
etiopico-ortodosso Gabriel hanno recitato ciascuno nella propria lingua un brano
del Vangelo della Natività di san Luca; l'arcivescovo greco-melchita cattolico
Lutfi Lahham, l'arcivescovo maronita Paul Sayyah e il vescovo luterano Mounib
Younan hanno letto il passo di Isaia (cap.9) dedicato al Principe della Pace; il
vescovo anglicano Riah Abu El-Asal ha riassunto il messaggio comune sull'evento
ai fedeli di Terra Santa, il vescovo siro-cattolico Pierre Abdul Lahad ha
liberato 12 colombe e il vescovo armeno-ortodosso André Bedouglian ha invitato
l'assemblea allo scambio di un abbraccio di fraternità e di pace. Il discorso
ufficiale e l'avvio della preghiera comune
sono stati fatti dal patriarca Sabbah mentre quello greco-ortodosso
Diodoros ha benedetto la folla. Il presidente palestinese Arafat si è inserito
nella "cerimonia della luce"- l'accensione di candele portate da
alcuni bambini dalla grotta della natività - illuminando l'albero di Natale di
Betlemme. Anche il Sindaco della città ha pronunciato un discorso. Dopo questa
celebrazione comune le singole Chiese vivranno ciascuna le loro cerimonie
natalizie: per i cattolici l'apertura del Grande Giubileo avverrà il 24
dicembre con la Messa di mezzanotte nella chiesa di Santa Caterina, separata da
un muro divisorio dalla Basilica della Natività (officiata dagli ortodossi).
Chiesa che dopo tre anni di lavori impegnativi per la Custodia francescana di
Terra Santa - è stata allungata da meno di 27 a 51 metri e mezzo - il cardinale
Achille Silvestrini, prefetto della Congregazione per le Chiese orientali,
ha benedetto il 26 novembre. Essa è in grado ora di soddisfare le
accresciute esigenze della comunità parrocchiale locale e dei gruppi sempre più
numerosi di pellegrini di ogni parte del mondo.
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