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Suor Faustina Kowalska Apostola della Divina Misericordia
L’Immagine, la festa,
la coroncina, l’ora santa: le forme del culto alla Divina
Misericordia
Józef Bart
La prima forma del culto della Divina Misericordia si esprime nella
venerazione
dell’Immagine di Gesù Misericordioso. Gesù
chiede la venerazione pubblica di questa Immagine nelle Chiese di tutto il
mondo. Questa venerazione deve essere solenne nel giorno della Misericordia e
cioè nella prima Domenica dopo Pasqua. Il ruolo dell'Immagine è duplice:
1)
Essa
serve sia a Gesù sia agli uomini. Per Gesù l'Immagine è uno strumento
attraverso il quale distribuisce la sua Grazia. Agli uomini l'Immagine serve
come un recipiente con il quale attingono la Grazia dalla fonte della
Misericordia (Quaderni di Suor Faustina, Parte I, n. 138).
2)
L'Immagine è un segno che ricorda agli uomini la richiesta di compiere atti di
misericordia o attraverso l’azione, o attraverso la parola, o attraverso la
preghiera (Quaderni… , II, 162).
Non
dimentichiamo che la venerazione dell'Immagine senza la fiducia nella Divina
Misericordia e la pratica di questa virtù non è adorazione della Divina
Misericordia.
Se veneriamo l'Immagine pieni di fiducia otteniamo da Gesù che la Sua
Misericordia non soltanto ci salverà dalla perdizione eterna ma, come ha
promesso Gesù, si occuperà dei nostri problemi puramente terreni, come se
fossero i suoi. In breve, la promessa legata all'autentica venerazione
dell'Immagine riguarda il progresso sulla strada della santità, la buona morte
e la salvezza eterna.
La
festa della Divina Misericordia
La seconda forma del culto della Divina Misericordia riguarda la festa della
Divina Misericordia. Essa occupa nel Diario di Suor Faustina un posto centrale.
Infatti Gesù già nella prima rivelazione ha fatto conoscere a Faustina la sua
volontà di istituire questa festa e di celebrarla la prima Domenica dopo
Pasqua. La scelta di questa Domenica indica chiaramente che nei piani di Dio
esiste uno stretto legame tra il mistero pasquale della Redenzione e questa
festa dedicata a far capire l'aspetto della Misericordia compreso nel mistero
della nostra Redenzione. Gesù richiede che questa festa sia preceduta dalla
Novena che consiste nella recita della Coroncina alla Misericordia. Il Signore
acclude a questa Novena la promessa: "Durante questa novena elargirò alle
anime grazie di ogni genere" (Quaderni…, II, 197).
Gesù chiede che durante la Festa della Misericordia venga solennemente
benedetta I'Immagine che rappresenta la stessa Divina Misericordia e chiede la
venerazione pubblica di tale Immagine in quel giorno. Oltre a questo, il Signore
vuole che i sacerdoti in quel giorno parlino nell'omelia della Divina
Misericordia e dimostrino alle anime l’inconcepibile Misericordia di Gesù
nella sua Passione e in tutta l'opera della Redenzione. La Festa della Divina
Misericordia, secondo l’intenzione di Gesù, deve essere il giorno di
riparazione e di rifugio per tutte le anime e specialmente per quelle dei poveri
peccatori. In questo giorno, infatti, l’immensa generosità di Gesù si spande
completamente sulle anime infondendo grazie di ogni genere e grado, senza alcun
limite, anche le più impensabili. Ne è la prova la grazia particolarissima che
Gesù ha legato alla festa della Misericordia. Essa consiste nella totale
remissione dei peccati che non sono stati ancora rimessi e di tutte le pene
derivanti da questi peccati. La grandezza di questa grazia è in grado di
ravvivare in noi la fiducia illimitata che Gesù desidera offrirci in questa
giornata della Misericordia. La peculiarità della festa della Divina
Misericordia che la distingue da tutte le altre feste e da tutte le altre forme
di culto sta:
1)
Nell'universalità dell'offerta di Dio a tutti gli uomini, anche a quelli che
fino a questo momento non hanno mai praticato il culto alla Divina
Misericordia e cioè anche i peccatori che si sono convertiti. Essi sono
chiamati a partecipare a tutte le grazie che Gesù ha promesso di elargire il
giorno della Festa. 2)
La perfezione e la straordinarietà della festa della Misericordia si rivela
nel fatto che durante questa giornata vengono offerti agli uomini tutti i
generi di grazie, sia spirituali che corporali, sia per i singoli, per le
comunità e per l’umanità intera.
3)
Infine tutti i gradi della grazia sono in questo giorno alla portata di tutti,
"In quel giorno sono aperti tutti i canali attraverso i quali scorrono le
grazie divine" ( Quaderni…, II, 138).
Proprio
tale generosità di Gesù estesa contemporaneamente a tutte le anime è il
motivo che permette di supplicare la Divina Misericordia con una grande ed
illimitata fiducia per tutti i doni della Grazia che il Signore vuole
distribuire durante questa festa. Infatti è proprio questa fiducia che apre a
noi i tesori della misericordia. Ora è chiara la portata universale del
desiderio di Gesù di celebrare questa festa quale rifugio di tutte le anime.
La
Coroncina alla Divina Misericordia
Il terzo modo di adorare la Divina Misericordia si esprime, secondo
l’intenzione di Gesù, per mezzo della preghiera della Coroncina alla Divina
Misericordia. Attraverso questa preghiera noi offriamo al Padre Eterno tutta la
Persona di Gesù, cioè la Sua divinità e tutta la Sua umanità che comprende
corpo, sangue e anima. Offrendo al Padre Eterno il Figlio amatissimo, ci
richiamiamo all'amore del Padre per il Figlio che soffre per noi. La preghiera
della Coroncina si può recitare in comune o individualmente. Le parole
pronunciate da Gesù a Suor Faustina, dimostrano che il bene della comunità e
di tutta l’umanità si trova al primo posto: "Con la recita della
Coroncina avvicini a Me il genere umano" (Quaderni…, II, 281) Alla recita
della Coroncina Gesù ha legato la promessa generale: "Per la recita di
questa Coroncina Mi piace concedere tutto ciò che Mi chiederanno"
(Quaderni…, V, 124 -125). Nello scopo per il quale viene recitata la Coroncina
Gesù ha posto la condizione dell'efficacia di questa preghiera: "Con la
Coroncina otterrai tutto, se quello che chiedi è conforme alla Mia
Misericordia" (Quaderni…,
VI, 93). In altre parole, il bene che chiediamo deve essere assolutamente
conforme alla volontà di Dio. Gesù ha promesso chiaramente di concedere grazie
eccezionalmente grandi a quelli che reciteranno la Coroncina. Si tratta delle
tre grandi promesse: 1)
Chiunque reciterà la Coroncina alla Divina Misericordia otterrà tanta
misericordia nell'ora della morte - cioè la grazia della conversione e la
morte in stato di grazia - anche se si trattasse del peccatore più incallito
(Quaderni…, II, 122). 2)
Gesù ha promesso la grazia della conversione e della remissione dei peccati
agli agonizzanti in conseguenza della recita della Coroncina da parte degli
stessi agonizzanti o degli altri (Quaderni…, II, 204 - 205).
3)
Tutte le anime che adoreranno la Mia Misericordia e reciteranno la Coroncina
nell'ora della morte non avranno paura. La Mia Misericordia li proteggerà in
quell'ultima lotta (Quaderni…, V, 124).
Poiché
queste tre promesse sono molto grandi e riguardano il momento decisivo del
nostro destino, Gesù rivolge proprio ai sacerdoti un appello affinché
consiglino ai peccatori la recita della Coroncina alla Divina Misericordia
come ultima zattera di salvezza (Quaderni…, 11, 129).
L'Ora
della Misericordia
La quarta forma del Culto della Divina Misericordia è la preghiera delle ore
tre del pomeriggio, in altre parole l’Ora della Misericordia. In quest'ora Gesù
ci chiede di meditare sulla Sua Passione percorrendo magari la Via Crucis o, in
mancanza di tempo, di raccoglierci per un breve momento in preghiera recitando
per esempio la breve orazione: "Oh Sangue ed Acqua che scaturisti dal Cuore
di Gesù come sorgente di Misericordia per noi, confido in Te"
(Quaderni…, 1, 99). In quell'ora Gesù suggeriva a Faustina di chiedere
Misericordia per tutto il mondo e per tutti i peccatori. Sappiamo che le tre
pomeridiane sono l’ora della morte di Gesù e quindi l’ora della grande
Misericordia per tutto il mondo. In quell'ora Gesù promette: "Non rifiuterò
nulla a chi Mi prega per la Mia Passione" (Quaderni…, IV, 59). Gesù ha
posto tre condizioni perché questa preghiera sia esaudita:
- deve essere rivolta a Lui;
- deve aver luogo alle tre del pomeriggio;
- deve basarsi sul valore e sui meriti della Sua Passione.
Certamente, oltre a ciò, come per tutte le promesse legate alle altre forme
della devozione, la preghiera deve essere fiduciosa e costante e chi prega deve
praticare la Misericordia. L'ora della Misericordia è destinata ad essere
praticata da tutti gli uomini.
Diffusione
del culto
Il quinto modo per adorare la Divina Misericordia consiste nel diffondere le
varie forme di questo Culto. Dobbiamo essere consapevoli che invitare gli altri
al culto della Misericordia è oggettivamente servizio maggiore di quello che si
pratica da soli. Gesù ha legato a questa forma del culto alla Divina
Misericordia due promesse: La prima è la protezione materna: "Le anime che
diffondono il Culto della Mia Misericordia le proteggo per tutta la vita come
una tenera madre protegge il suo bambino" (Q III, 20 - 21); La seconda
promessa riguarda l’ora della morte: "Verso le anime che esalteranno e
faranno conoscere ad altri la Mia Misericordia nell'ora della morte mi comporterò
secondo la Mia Misericordia infinita" (Q III, 161); Infine, ai sacerdoti
che parleranno della Misericordia di Dio Gesù ha promesso che i peccatori
induriti si inteneriranno alle loro parole. Questo vuol dire che le omelie
incentrate sulla Divina Misericordia hanno un'efficacia straordinaria per la
conversione dei peccatori.
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