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UFFICIO DELLE CELEBRAZIONI LITURGICHE
DEL SOMMO PONTEFICE
INTERVISTA PER “INSIDE THE VATICAN”
Włodzimierz Rędzioch
"The next consistory – changes and clarifications"
Fino ad oggi la cerimonia della creazione dei cardinali veniva regolata dalle
norme liturgiche di Paolo VI del 1969. In che cosa consistevano tali norme?
Con Paolo VI i riti concistoriali hanno assunto una forma più sobria e
semplificata rispetto ai precedenti, conservandone comunque gli elementi
essenziali. Infatti, il Concistoro, pur venendo meno la distinzione fra
Concistoro pubblico e segreto, ha mantenuto il giuramento,
l’imposizione della berretta (al posto di quella del cappello) e
l’assegnazione del titolo o della diaconia. La consegna dell’anello
cardinalizio, invece, avveniva nella Santa Messa concelebrata dal Papa con i
nuovi Cardinali il giorno successivo al Concistoro.
Benedetto XVI ha ritenuto opportuno di fare dei cambiamenti. In che cosa
consistono questi cambiamenti e qual è il loro significato?
L’attuale revisione prende spunto dall’osservazione che il Concistoro
storicamente non è mai stato considerato un rito liturgico, bensì una riunione
del Papa con i Cardinali in relazione al governo della Chiesa: afferisce
pertanto al munus regendi (l’ufficio di governare) e non al munus
sanctificandi (l’ufficio di santificare). In questo senso, in continuità con
l’attuale forma del Concistoro e dei suoi elementi principali, il Santo Padre ha
approvato una modifica del rito, avendo come riferimento quello introdotto da
Paolo VI nel 1969.
Dopo qualche variazione nella prassi degli ultimi Concistori, infatti, si
stabilisce che il Papa porti l’abito corale (con mozzetta e stola). Per le due
orazioni all’inizio e alla conclusione del rito si riprendono i testi del 1969,
provenienti dalla grande tradizione eucologica romana. Si tratta di testi della
Messa in occasione dell’anniversario dell’ordinazione episcopale del Vescovo di
Roma dal Veronense (il cosiddetto Sacramentarium Leonianum).
Queste orazioni parlano esplicitamente dei poteri affidati alla Chiesa, in
particolare di quello affidato a Pietro. Mentre in quella iniziale il Papa prega
anche in modo diretto per se stesso, Successore dell’Apostolo, per svolgere bene
il suo ufficio, in quella conclusiva il Papa invoca la benedizione di Dio sui
neo-porporati.
La proclamazione della Parola di Dio riprende la forma più breve, come nel rito
del 1969, con la sola pericope evangelica (Marco 10, 32-45). Vengono omessi una
lettura e il salmo responsoriale.
Infine, l’anello cardinalizio sarà consegnato insieme alla berretta e al titolo
o diaconia nel corso del Concistoro.
E’ anche da sottolineare, all’inizio del rito, il momento di preghiera che il
Santo Padre farà davanti alla Confessione, sulla tomba dell’apostolo Pietro.
E’ vero che Benedetto XVI ha deciso di offrire ai cardinali un nuovo tipo di
anello?
Il Santo Padre consegnerà ai nuovi Cardinali un nuovo tipo di anello. Vi sono
raffigurati i santi Pietro e Paolo. In mezzo ad essi vi è una stella, simbolo
della Santissima Vergine. I nuovi anelli risultano un po’ più piccoli dei
precedenti e, quindi, anche più pratici da portare.
Ci sono anche dei cambiamenti riguardanti la Santa Messa celebrata dal Santo
Padre con i nuovi cardinali il giorno successivo?
Non essendovi più alcun gesto relativo al rito del Concistoro, la Santa Messa
del giorno successivo è una celebrazione di ringraziamento al Signore per il
dono dei nuovi Cardinali alla Chiesa. All’inizio della celebrazione, il primo
tra i nuovi Cardinali rivolgerà una parola di gratitudine al Santo Padre a nome
di tutti i porporati. Tale saluto, nel rito precedente, era previsto all’inizio
del Concistoro.
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