RITO DI BENEDIZIONE E IMPOSIZIONE DEI PALLI – 29 GIUGNO 2012
Mons. Guido Marini
Per le celebrazioni papali ancora un piccolo passo in direzione del
rinnovamento nella fedeltà alla tradizione: venerdì prossimo, 29 giugno, in
occasione della messa per la Solennità dei Santi Pietro e Paolo, che Benedetto
XVI celebrerà alle ore 9 nella basilica Vaticana, sarà anticipato lo svolgimento
del rito di benedizione e imposizione dei palli agli arcivescovi metropoliti,
che tradizionalmente avviene in questa circostanza. La cerimonia di consegna
della piccola fascia di lana bianca - che manifesta visibilmente l'autorità dei
pastori delle maggiori arcidiocesi del mondo nell'unione con il vescovo di Roma
- non ha infatti natura sacramentale. Monsignor Guido Marini, maestro delle
Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice, in questa intervista al nostro
giornale spiega i motivi della decisione approvata dal Papa.
Com'era accaduto nel Concistoro dello scorso 18 febbraio, ancora una volta
un rito viene anticipato rispetto alla collocazione precedente nel contesto
della celebrazione. Come mai?
Anzitutto vorrei precisare che il Rito della benedizione e imposizione dei Palli
rimane sostanzialmente invariato. Tuttavia, da quest’anno, nella logica di uno
sviluppo nella continuità, si è pensato semplicemente a una diversa collocazione
del rito stesso, che avrà luogo prima dell’inizio della Celebrazione
eucaristica. La modifica è stata approvata dal Santo Padre ed è dovuta a tre
diversi motivi, strettamente collegati l'uno con l'altro.
Quali sono?
Anzitutto si intende abbreviare la lunghezza del rito. Infatti, si darà lettura
dell’elenco dei nuovi Arcivescovi metropoliti appena prima dell’ingresso della
processione iniziale e del canto del Tu es Petrus, al di fuori della
Celebrazione vera e propria. Poi, quando Benedetto XVI sarà giunto all’altare
avrà subito luogo il Rito dei Palli.
Una scelta che consentirà anche evitare tempi eccessivi?
In pratica – ed è questo il secondo motivo - si preferisce evitare che la
Celebrazione eucaristica sia interrotta da un rito piuttosto lungo, il che
potrebbe rendere più difficile la partecipazione attenta e raccolta alla Santa
Messa. Basti considerare che il numero dei metropoliti si aggira ormai ogni anno
intorno ai 45.
E quest'anno?
Quest'anno son ben 46, anche se due di essi - un ghanese e un canadese - non
potranno essere presenti personalmente. Tra loro ci sono due Cardinali – Woelki
di Berlino e Robles Ortega di Guadalajara – e il patriarca di Venezia Moraglia.
Il Paese maggiormente rappresentato è il Brasile con 7 presuli, seguito da Stati
Uniti d'America, Canada e Filippine con 4, Italia e Polonia con 3, Messico,
India e Australia con 2.
Lei ha parlato di sviluppo nella continuità. Cosa significa?
E' un richiamo al terzo motivo: attenersi maggiormente allo svolgimento del Rito
di imposizione del pallio, così come previsto nel Cæremoniale Episcoporum,
ed evitare che, a motivo della collocazione dopo l’omelia, si possa pensare a un
rito sacramentale. Infatti i riti che vengono inseriti nella celebrazione
eucaristica dopo l’omelia sono normalmente riti sacramentali. L'imposizione del
pallio non ha invece in alcun modo natura sacramentale.
L'Osservatore Romano 27 giugno 2012