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CANTI DELLA CAPPELLA MUSICALE PONTIFICIA
«SISTINA»

CRUX GLORIA
Sette mottetti a cappella
PRESENTAZIONE
«Niente edifica ed eleva l'uomo,
niente lo libera dal mondo e dalle catene del corpo, niente lo guida alla
contemplazione e gli fa dimenticare tutto ciò che è di questa terra, come la
melodia della musica e il canto divino pieno di ritmo».
La Chiesa, in sintonia con questa bella testimonianza di San
Giovanni Crisostomo e con la «primitiva prassi
liturgica dei Santi Padri» (Sacrosanctum Concilium, 50), ha sempre
favorito lo sviluppo della musica soprattutto nella celebrazione liturgica ed
anzi ha considerato la musica elemento portante anche della partecipazione
profonda, interiore ed esteriore dei fedeli al mistero della nostra salvezza.
Lungo i secoli, perciò, nel dare
slancio e risalto alla sua missione, la Chiesa ha promosso forme, modi e
istituzioni adatti a favorire il canto della liturgia. Tra queste istituzioni,
un posto di particolare importanza occupa la Cappella Musicale Pontificia
«Sistina», sorta per il servizio del canto nella Celebrazioni Liturgiche del
Sommo Pontefice.
Riorganizzata nel 1471 dal Papa Sisto IV, da cui prende il
nome, la Cappella Musicale ha annoverato, nella sua lunga storia, illustri
musicisti - Pierluigi da Palestrina, Luca Marenzio, Cristóbal Morales,
Costanzo Festa, Josquin de Prés, Jacob Arcadelt, Lorenzo Perosi, Domenico
Bartolucci - che hanno arricchito con le loro creazioni originali il
repertorio liturgico di bellissime partiture che continuano a suscitare
l'ammirazione di tutti gli appassionati di musica. Proprio i direttori della
Cappella Musicale Pontificia, autentici credenti e altrettanto autentici
musicisti, hanno sempre offerto un saggio della loro spiritualità e competenza
musicale.
Nel solco di questa tradizione vengono pubblicati dalla
Libreria Editrice Vaticana nella nuova collana
«Liturgica polyphonia» sette mottetti a Cappella «Crux Gloria» composti da
Mons. Giuseppe Liberto, attuale Maestro Direttore della Cappella Musicale
Pontificia. Le composizioni vengono abitualmente eseguite dalla medesima
Cappella nelle celebrazioni liturgiche e anche in alcuni concerti. La forma
mottettistica è quella espressione polifonica vocale che da sempre ha
rappresentato uno dei modi più consoni per far splendere il valore spirituale
della Divina Liturgia.
Possiamo essere vivamente grati,
dunque, a Mons. Giuseppe Liberto, per l'opportunità che ci offre di continuare
ad immergerci con interiore soddisfazione in questa preziosa tradizione. Si
tratta di un lavoro e di una creatività posta a servizio dell'autentica
spiritualità nel campo della musica per la liturgia. I mottetti eseguiti dai
Cantori della Cappella con qualità tecnica, fine armonia di voci e spiccata
sensibilità musicale denotano non solo lungo e paziente lavoro di preparazione
tecnica, ma anche profonda formazione liturgico-spirituale.
Certo, la musica, nel corso del
tempo, si è evoluta e per certo aspetti, soprattutto nell'epoca contemporanea,
ha modificato il suo linguaggio nel tentativo di parlare più efficacemente
all'uomo di oggi. Anche il linguaggio musicale del Maestro Liberto tiene
conto, e giustamente, di questa evoluzione. Egli pur rimanendo fedele alla
tradizione, non perde mai di vista il punto di riferimento principale che è il
canto della preghiera liturgica nello spirito del Concilio Vaticano II.
La Costituzione Sacrosanctum
Concilium auspica che «i musicisti, animati da spirito cristiano, sentano
di essere chiamati a coltivare la musica sacra e ad accrescere il suo
patrimonio. Compongano melodie che abbiano le caratteristiche della vera
musica sacra e che non solo possano essere cantate dalle maggiori scholae
cantorum, ma convengano anche alle scholae minori, e favoriscano la
partecipazione attiva di tutta l'assemblea dei fedeli» (SC, 121).
+ Piero Marini
Arcivescovo tit. di Martirano Maestro delle Celebrazioni Liturgiche
Pontificie
Città del Vaticano, 4 dicembre
2003
© Libreria
Editrice Vaticana
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