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Massimiliano
Maria Kolbe (1894-1941) presbitero, martire, O.F.M. Conv.
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Massimiliano Maria Kolbe nacque a Zdunska-Wola (Lodz) nella
Polonia centrale, l'8 gennaio 1894, e fu battezzato lo stesso giorno col nome
di Raimondo. La famiglia si trasferì poi a Pabianice dove Raimondo frequentò
le scuole primarie, avvertì un misterioso invito della B. Vergine Maria ad
amare generosamente Gesù e sentì i primi segni della vocazione religiosa e
sacerdotale. Nel 1907 Raimondo venne accolto nel Seminario dei Frati Minori
Conventuali di Leopoli, dove frequentò gli studi secondari e più chiaramente
comprese che per corrispondere alla vocazione divina doveva consacrarsi a Dio
nell'Ordine francescano. Il 4 settembre 1910 incominciò il noviziato col nome
di fra Massimiliano, e il 5 settembre 1911 emise la professione semplice.
Per proseguire la sua formazione religiosa e sacerdotale fu
trasferito a Roma, dove dimorò dal 1912 al 1919, presso il "Collegio
Serafico Internazionale" dell'Ordine. Qui fra Massimiliano continuò ad
assimilare quelle virtù religiose che già lo rivelavano un degno ed
esemplare figlio di S. Francesco, e lo preparavano a diventare un autentico
sacerdote di Cristo. Emise la professione solenne il 1° novembre 1914 col
nome di Massimiliano Maria. Conseguì nel 1915 la laurea in filosofia, e nel
1919 quella in teologia. Ordinato sacerdote il 28 aprile 1918 celebrava la
Prima Messa nel giorno successivo nella Chiesa di S. Andrea delle Fratte,
all'altare che ricorda l'Apparizione della Vergine Immacolata ad Alfonso
Ratisbonne.
Una formazione spirituale soda e sicura aveva aperto lo
spirito di fra Massimiliano ad una acuta penetrazione e profonda
contemplazione del mistero di Cristo. Come i teologi francescani egli ama
contemplare nel piano salvifico di Dio la Volontà del Padre il quale per
mezzo del Figlio e nello Spirito Santo crea. santifica e salva un mondo in cui
il Verbo Incarnato e Redentore costituisce il punto finale dell'amore di Dio
che si comunica e il punto di convergenza dell'amore delle creature che a Dio
si riferiscono; e nello stesso disegno di Dio ama contemplare la presenza di
Maria Immacolata che sta al vertice della partecipazione e della
collaborazione rispetto alla Incarnazione Redentrice e all'azione santificante
dello Spirito. Si sentiva inoltre fortemente e responsabilmente inserito nella
storia e nella vita della Chiesa, come in quella del suo Ordine Francescano; e
ardeva del desiderio di operare alla edificazione e difesa del Regno di Dio,
sotto il patrocinio di Maria Immacolata, e di impegnare i confratelli ad un
rinnovato filiale e cavalleresco servizio alla Madre di Dio.
Questi sentimenti di fede e propositi di zelo, che
Massimiliano sintetizza nel motto: " Rinnovare ogni cosa in Cristo
attraverso l'Immacolata ", stanno alla base della istituzione della
" Milizia di Maria Immacolata " (M.I.), cui aveva dato statuto e
vita il 16 ottobre 1917; come pure costituiscono il fermento che animerà
tutta la vita spirituale e apostolica del P. Massimiliano, fino al suo martirio
di carità.
Nel 1919 P. Massimiliano è di nuovo in Polonia dove,
nonostante le difficoltà di una grave malattia che lo costringe a prolungate
degenze nel sanatorio di Zakopane, si dedica con ardore all'esercizio del
ministero sacerdotale e alla organizzazione della M.I. Nel 1919 a Cracovia ottiene
il consenso dell'Arcivescovo a stampare la " Pagella di iscrizione "
alla M.I. e può reclutare fra i fedeli i primi militi dell'Immacolata. Nel
1922 dà inizio alla pubblicazione di " Rycerz Niepokalanej " (Il
Cavaliere dell'Immacolata), Rivista ufficiale della M.I.; mentre a Roma il
Cardinale Vicario approva canonicamente la M.I. come " Pia Unione ".
In seguito la M.I. troverà adesioni sempre più numerose tra sacerdoti,
religiosi e fedeli di molte nazioni, attratti dal programma del Movimento
mariano e dalla fama di santità del fondatore.
In Polonia intanto P. Massimiliano ottiene di poter costituire
nel Convento di Grodno un centro editoriale autonomo che gli consente di
pubblicare con più proficua redazione e diffusione "Il Cavaliere "
per "portare l'Immacolata nelle case, affinché le anime avvicinandosi a
Maria ricevano la grazia della conversione e della santità ".
È una esperienza di vita spirituale e apostolica che dura
cinque anni e prepara la programmazione di un'altra. impresa. Nel 1927 P.
Kolbe dà inizio alla costruzione, nei pressi di Varsavia, di un
Convento-città, che chiamerà "NIEPOKALANÓW" (Città
dell'Immacolata). Fin dagli inizi Niepokalanów assunse la fisionomia di una
autentica " Fraternità francescana " per l'importanza primaria data
alla preghiera, per la testimonianza di vita evangelica e la alacrità del
lavoro apostolico. I frati, formati e guidati da P. Massimiliano vivono in
conformità alla Regola di S. Francesco nello spirito della consacrazione
all'Immacolata, e collaborano tutti nella attività editoriale e nell'uso di
altri mezzi di comunicazione sociale per l'incremento del Regno di Cristo e la
diffusione della devozione alla Beata Vergine. Ben presto Niepokalanów
diventa perciò un importante e fecondo centro vocazionale che accoglie i
sempre più numerosi aspiranti alla vita francescana nei suoi seminari, e un
centro editoriale che pubblica in aumentata tiratura: " Il Cavaliere
", altre riviste per giovani e ragazzi e altre opere di divulgazione e
formazione cristiana.
Da Niepokalanów, come già da Roma, lo sguardo di P. Kolbe
spazia sul mondo spinto dall'amore verso Cristo e Maria. " Per
l'Immacolata al cuore di Gesù, ecco la nostra parola d'ordine... e poiché la
consacrazione di Niepokalanów è incondizionata, così essa non esclude
l'ideale missionario... Non desideriamo infatti consacrare soltanto noi stessi
all'Immacolata, ma vogliamo che tutte le anime del mondo si consacrino a Lei
". Nel 1930 P. Kolbe, missionario di Cristo e di Maria, parti per
l'Estremo Oriente. Nel mese di aprile approdò in Giappone e raggiunse
Nagasaki, dove, accolto benevolmente dal Vescovo, dono armena un mese era in
grado di pubblicare in lingua giapponese " Il Cavaliere dell'Immacolata
". Fu poi costruito sulle vendici del monte Hicosan alla periferia di
Nagasaki un nuovo Convento-città che prese il nome di " Mugenzai no Sono
" (Giardino dell'Immacolata), e in cui P. Kolbe organizzò e formò la
nuova comunità francescana missionaria. sul tino di quella di Niepokalanów.
I risultati si rivelarono presto assai confortanti. Si moltiplicavano
conversioni e battesimi, e tra i giovani battezzati maturavano vocazioni
religiose e sacerdotali, per cui anche Mugenzai no Sono divenne fecondo centro
vocazionale e sede di un noviziato e di un seminario filosofico-teologico.
L'attività editoriale arrivò a pubblicare " Il Cavaliere ", con
una tiratura di 50.000 copie e in una redazione perfezionata che il Vescovo di
Nagasaki riconobbe corrispondente "alla mentalità dei Giapponesi fino a
destare entusiasmo e favorevoli consensi, e fino ad arrivare a seminare nei
cuori pagani l'ammirazione prima, e poi l'amore verso l'Immacolata, e a
chiamarli e condurli alla vera fede".
P. Kolbe, autentico apostolo di Maria, avrebbe voluto fondare
altre " Città dell'Immacolata " in varie altre parti del mondo; ma
nel 1936 dovette ritornare in Polonia per riprendere la guida di Niepokalanów,
e per essere, secondo i disegni di Dio, testimone dell'amore di Cristo e di
Maria di fronte al mondo nella terribile ora incombente.
Negli anni 1936-39 Niepokalanów raggiunse il massimo sviluppo
della sua attività vocazionale ed editoriale. P. Kolbe, ricco delle nuove
esperienze acquisite in Giappone, si dedica non solo a impartire una intensa
formazione spirituale alle numerose vocazioni che continuamente affluiscono,
ma anche a curare la efficiente organizzazione dell'apostolato stampa. Circa
800 frati, consacrati all'Immacolata sono intenti alla redazione, alla stampa
e alla diffusione di libri, opuscoli e periodici tra i quali: " Il
Cavaliere ", con tiratura di 750.000 e talvolta 1.000.000 di copie, e il
"Piccolo Giornale", che raggiunge le 130.000 copie nei giorni
feriali e 250.000 copie nei giorni festivi. Nel frattempo il P. Massimiliano
ha l'opportunità di dedicarsi anche a completare l'organizzazione della M.I.
ormai diffusa nel mondo; ricorre nel 1937 il Ventennale di fondazione e il P.
Kolbe lo commemora a Roma, dove nel mese di febbraio getta le basi per la
creazione di una " Direzione Generale M.I. ". Nel settembre del 1939
ha inizio la tragica serie delle prove di sangue che il P. Kolbe aveva in
certo modo intravisto. Una folle ideologia antiumana e anticristiana spinge
forze brutali a invadere la Polonia e perpetrare stragi e oppressioni
inaudite; e la persecuzione si abbatte anche su Niepokalanów dove è rimasto
solo un ridotto numero di frati. P. Massimiliano affronta la situazione con
eroica fermezza e carità.
Egli accoglie nel convento profughi, feriti, deboli, affamati,
scoraggiati, cristiani ed ebrei, ai quali offre ogni conforto spirituale e
materiale. Il 19 di settembre la Polizia nazista procede alla deportazione del
piccolo gruppo dei frati di Niepokalanów presso il campo di concentramento di
Amtitz in Germania, dove il P. Massimiliano animò i fratelli a
trasformare la prigione in una missione di testimonianza. Poterono tutti
rientrare liberi a Niepokalanów nel mese di dicembre, e riprendere un certo
ritmo di attività nonostante le devastazioni subite dai vari reparti.
La nuova autorità amministrativa imposta dal nazismo conosce
assai bene la potenza spirituale cristiana che Niepokalanów rappresenta ed
esercita in Polonia contro ogni forma di ingiustizia e di errore; e conosce
inoltre le ferme intenzioni che animano i frati cavalieri di Maria Immacolata,
perché ha sentito direttamente dal P. Kolbe questa dichiarazione: "
Siamo pronti a dare la vita per i nostri ideali ". La Gestapo però
ricorrerà all'inganno per incriminare P. Massimiliano.
Arrestato il 17 febbraio 1941 P. Massimiliano fu rinchiuso nel
carcere di Pawiak dove subì le prime torture dalle guardie naziste; e il 28
maggio fu trasferito al campo di concentramento di Oswiipcim, tristemente
famoso. La presenza del P. Kolbe nei vari blocchi del campo della morte fu
quella del sacerdote cattolico testimone della fede, pronto a dare la vita per
gli altri, quella del religioso francescano testimone evangelico di carità e
messaggero di pace e di bene per i fratelli, quella del cavaliere di Maria
Immacolata che all'amore della Madre divina affida tutti gli uomini. Coinvolto
nelle stesse sofferenze inflitte a tante vittime innocenti, egli prega e fa
pregare, sopporta e perdona, illumina e fortifica nella fede, assolve
peccatori e infonde speranza.
Era pronto al dono supremo cui aveva aspirato fin dagli anni
giovanili dando alla sua carità questa dimensione evangelica: "Da te
ipsum aliis = Amor"; lo compì con estremo slancio di amore quando
liberamente si offrì a prendere il posto di un fratello prigioniero
condannato insieme ad altri nove per ingiusta rappresaglia, a morire di fame.
Nel bunker della morte il P. Massimiliano fece risuonare con la preghiera il
canto della vita redenta che non muore, il canto dell'amore che è l'unica
forza creatrice, il canto della vittoria promessa alla fede in Cristo.
Il 14 agosto 1941, vigilia della festa della Assunzione di
Maria SS., la ferocia inumana e anticristiana stroncò la sua esistenza
terrena con una iniezione di acido fenico. La Vergine Immacolata, che gli
aveva offerto in vita la corona della santità lo attendeva in cielo per
offrirgli quella della gloria.
La fama della vita santa e dell'eroica morte del P.
Massimiliano Maria Kolbe si diffuse nel mondo, ovunque ammirata ed esaltata.
Espletati dalla autorità della Chiesa i processi e gli esami canonici sulla
eroicità delle virtù del Servo di Dio Massimiliano Maria e sui miracoli
attribuiti alla sua intercessione, il Santo Padre Paolo VI lo proclamava Beato
il 17 ottobre 1971.
Il 10 ottobre 1982 il Santo Padre Giovanni Paolo II lo
proclama Santo e Martire.
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