 |
Francesco Antonio Fasani (1681-1742) presbitero,
O.F.M. Conv.
foto
La vita del P. Francesco Antonio Fasani appare chiaramente orientata in modo
singolare verso Dio fin dall'infanzia, ad opera della educazione cristiana
ricevuta dai genitori, e della attrazione esercitata nel suo animo dalla grazia
della vocazione religiosa e sacerdotale. Era nato a Lucera il 6 agosto 1681 da
Giuseppe Fasani e Isabella Della Monaca i quali ebbero presto la gioia di veder
crescere il loro Giovanniello - così lo chiamavano col nome del Battesimo - ben
dotato di promettenti doti morali e intellettuali. Avviato agli studi presso il
Convento francescano dei Frati Minori Conventuali di Lucera, Giovanniello ebbe
più chiara la percezione della sua vocazione cui aderì con generoso
entusiasmo. Ammesso nell'Ordine dei Frati Minori Conventuali assunse i nomi dei
Santi Francesco e Antonio esprimendo così la sua fervente aspirazione a voler
seguire il loro esempio consacrandosi alla vita evangelica e apostolica. Emessa
la professione nel 1696, il giovane frate Francesco Antonio completò gli studi
umanistici e frequentò i corsi filosofici nei seminari della sua Provincia
religiosa. Successivamente iniziò i corsi di teologia nello Studio di Agnone,
li proseguì nello Studio Generale di Assisi presso la Tomba di S. Francesco,
dove ricevette l'ordinazione sacerdotale nel 1705; e sempre in Assisi frequentò
pure il Corso teologico accademico fino al 1707.
Il tirocinio degli studi, espletato con impegno e con vivo desiderio di
assimilare il valore salvifico dei misteri della fede, lo resero " profondo
in filosofia e dotto in teologia ", come attesterà ai Processi Canonici il
Ven. Antonio Lucci, Vescovo di Bovino, che era stato suo condiscepolo ed emulo
nell'esercizio delle virtù religiose. Nel contempo attraverso una intensa
formazione spirituale coadiuvata da illuminati maestri di spirito, progrediva
nella vita di unione con Dio configurandosi al Signore nella consacrazione
religiosa e nel carisma sacerdotale.
Dal 1707 fino alla morte, per trentacinque anni continui visse a Lucera rendendo
splendida testimonianza di vita evangelica e di zelante ministero pastorale, e
per questo ammirato dai fedeli di Lucera, di tutta la Daunia e del Molise.
Nell'ambito del suo Ordine Francescano ricoprì uffici di particolare
responsabilità. Valente lettore di filosofia scolastica e stimato maestro dei
giovani novizi e professi, diede notevole impulso alla formazione spirituale e
dottrinale dei confratelli. Nel 1709 conseguì la laurea in teologia, e da
allora il Padre Fasani venne comunemente chiamato con l'appellativo di "
Padre Maestro ", titolo che ancora oggi gli viene attribuito a Lucera.
Esercitò con carità e saggezza gli uffici di superiore locale e provinciale
dimostrandosi efficace animatore della vita religiosa dei confratelli.
La vita spirituale del P. Fasani era caratterizzata da quelle virtù che lo
rendevano simile al suo serafico padre S. Francesco. Si diceva infatti a Lucera:
" Chi vuol vedere come appariva S. Francesco in vita venga a vedere il
Padre Maestro ". Ad imitazione di S. Francesco costruì la sua vita
religiosa sulla base di una generosa partecipazione ai misteri di Cristo nella
pratica fedelissima dei consigli evangelici che considerava come espressione
radicale di perfetta carità. Nelle sue continue preghiere, acceso da ardore
serafico invocava Dio chiamandolo " sommo Amore, immenso Amore, eterno
Amore, infinito Amore ".
La sua fervida devozione all'Immacolata Madre del Signore era alimentata da
intensa applicazione a conoscere sempre meglio e far conoscere " chi è
Maria ", ed insieme a riconoscere e far riconoscere con fede e con amore il
ruolo materno a lei affidato nella storia della salvezza.
La vita sacerdotale del Padre Francesco Antonio Fasani è una splendida
testimonianza di fedeltà e di dedizione alla missione affidata nella Chiesa a
tutti i presbiteri, i quali tendono, come conferma vigorosamente il Concilio
Vaticano II, a promuovere " con il loro ministero e la loro vita la gloria
di Dio Padre in Cristo " (PO, 2). All'esercizio di questa missione
evangelica il P. Fasani si dedicò con ardore fin dalla ordinazione sacerdotale,
a tal punto che un teste poté asserire: " Non perdonò fatica alcuna per
salvare le anime ". Il suo ministero pastorale si rivela impegnato con zelo
nei molteplici campi e forme di apostolato secondo le esigenze delle Chiese
particolari in cui si sentiva inserito.
Particolare rilievo assume nella sua vita apostolica il ministero della parola
di Dio. Predicava quasi in continuazione corsi di missione al popolo, esercizi
spirituali, quaresime e novene a Lucera e ovunque veniva chiamato. Il compito di
tutti i sacerdoti, che è quello di " invitare tutti alla conversione e
alla santità " (PO, 4), fu assolto dal P. Fasani con una forma di
predicazione basata sulla Sacra Scrittura, ben preparata, persuasiva, che aveva
lo scopo, come ricorda un teste, " di estirpare i vizi e i peccati,
piantare il bene e far esercitare la virtù".
Degno ministro di "Colui che ininterrottamente esercita la sua missione
sacerdotale in favore nostro nella Liturgia, per mezzo dello Spirito " (PO,
5), il P. Fasani si dedicò con tutte le sue energie ad assolvere con zelo il
sacro ministero, specialmente con l'amministrazione del Sacramento della
Riconciliazione e con la celebrazione del Sacrificio Eucaristico.
"Confessava ogni ceto di persone - asserisce un teste - con somma pazienza
e ilarità di volto". Con tutti si dimostrava caritatevole e accogliente,
giustificandosi con la speranza di poter dire un giorno al Signore: " Sono
stato indulgente, non lo nego, ma voi me lo avete insegnato ". L'Eucaristia
costituiva il perno della sua vita religiosa, ed insieme rappresentava il fine
cui ordinava tutto il suo ministero sacerdotale. Sempre, infatti, l'Eucaristia
è stata considerata " come fonte e culmine dell'evangelizzazione ", e
sempre i fedeli si sono sentiti " pienamente inseriti nel Corpo di Cristo
per mezzo dell'Eucaristia " (PO, 5). Fervente ministro dell'Eucaristia il
P. Fasani celebrava il Sacrificio della Messa con un 'intenso ardore che elevava
e nutriva il suo spirito ed insieme edificava i partecipanti; e nella
predicazione inculcava nei fedeli l'amore all'Eucaristia promuovendo anche la
Comunione quotidiana.
Costituivano un campo privilegiato della sua attività pastorale i poveri, gli
ammalati, i carcerati. Spinto da questo suo programma evangelico-caritativo
" Bisogna che si faccia la carità ", amava pregare con i poveri e per
i poveri; ogni giorno distribuiva personalmente ai poveri l'aiuto caritatevole
della comunità religiosa, e molto spesso faceva loro pervenire doni e soccorsi
raccolti dai benefattori. Talvolta le sue preghiere ottennero prodigiosi
interventi della divina Provvidenza in favore dei poveri. Visitava e confortava
i malati esortandoli a cercare nella bontà di Dio motivi di speranza e di
rassegnazione. La cura spirituale dei detenuti, affidatagli dal Vescovo di
Lucera, gli consentiva di visitare ogni giorno i carcerati e di esortarli alla
fiducia nell'amore misericordioso di Dio; a lui era affidato il compito di
assistere i condannati a morte fino ai momenti estremi.
Ci assicurano le testimonianze rese ai Processi canonici che Dio premiò lo zelo
apostolico del P. Fasani con abbondanti frutti di conversione e di rinnovata
vita cristiana tra i fedeli. Trovavano così piena attuazione nella vita
sacerdotale del P. Francesco Antonio Fasani quei valori del sacro ministero che
il Concilio Vaticano II esprime in questi termini: " I Presbiteri, sia che
si dedichino alla preghiera e all'adorazione, sia che predichino la Parola, sia
che offrano il Sacrificio Eucaristico e amministrino gli altri Sacramenti, sia
che svolgano altri ministeri ancora in servizio degli uomini, sempre
contribuiscono all'aumento della gloria di Dio e nello stesso tempo ad
arricchire gli uomini della vita divina " (PO, 2).
Quando nel 1742 il P. Fasani venne colto dall'ultima malattia, egli volle
offrirla al Signore, in spirito di perfetta letizia, con l'espressione con cui
sempre aveva offerto a Dio le azioni della sua vita: " Volontà di Dio,
paradiso mio ". Il 2 novembre dello stesso anno il P. Francesco Antonio
Fasani, confortato dai santi Sacramenti e dalla invocata protezione
dell'Immacolata Vergine Maria, rese l'anima a Dio, nel Convento della sua città
natale dove per 35 anni si era dimostrato fedele testimone di Cristo. II corpo
venne tumulato nell'annessa chiesa di S. Francesco dopo un rito funebre cui
aveva partecipato tutta Lucera al grido: " È morto il santo Padre Maestro!
".
La fama di santità che aveva circondato il P. Fasani in vita, ebbe
straordinario incremento dopo la morte; così che il Vescovo di Lucera decise di
istruire il Processo sulla vita, le virtù e i miracoli del Servo di Dio già
nel 1746. Successivamente fu istruito il Processo Apostolico sulle virtù, cui
seguì il Decreto sulla eroicità delle virtù promulgato dal Sommo Pontefice
Leone XIII il 21 giugno 1891. Sua Santità Pio XII, dopo aver approvato due
miracoli attribuiti alla intercessione del Venerabile Fasani lo elevò all'onore
degli altari il 15 aprile 1951.
Un nuovo miracolo attribuito alla intercessione del Beato fu approvato con
Decreto del 21 marzo 1985 dal Santo Padre Giovanni Paolo II.
|