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Gaspare Bertoni (1777-1853) presbitero,
fondatore della Congregazione dei SS. Stimmatini di Nostro Signore
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GASPARE BERTONI nacque a Verona, nella repubblica di Venezia,, il 9 ottobre
1777, da Francesco e da Brunora Ravelli di Sirmione. Fu battezzato all'indomani
dal prozio paterno don Giacomo nella parrocchiale di S. Paolo Campo Marzo. Nelle
due famiglie dei genitori prevaleva la professione notarile e, con un discreto
benessere materiale, risaltava la vivezza di una fede in linea con la pratica.
Rimasto, dopo la morte di una sorellina, figlio unico, Gaspare beneficiò di
un'ottima educazione in famiglia e alle scuole di S. Sebastiano, divenute
municipali dopo la soppressione dei Gesuiti, i quali però continuarono a tenere
le loro cattedre e la direzione della Congregazione Mariana. Subì, soprattutto,
l'influsso determinante dell'ab. Luigi Fortis, futuro primo generale eletto
dalla Compagnia ricostituita.
Chiamato, fin dalla prima Comunione, allora undicenne, sulla via dell'unione
mistica, maturò la sua vocazione sacerdotale a 18 anni. Nella frequenza dei
corsi di Teologia, come esterno del Seminario, trovò nel professore di Morale,
don Nicola Galvani, la sua illuminata guida spirituale.
In 1a Teologia assistette all'invasione francese (1° giugno 1796), che segnò
l'inizio di un ventennio di tragiche disavventure e sofferenze per la sua
città. Spinto dal suo ardore caritativo si dedicò all'assistenza degli
ammalati e feriti in seno all'Evangelica Fratellanza degli Spedalieri, appena
istituita dal Servo di Dio don Pietro Leonardi.
Con l'ordinazione sacerdotale (20 settembre 1800) si trovò alle soglie del
nuovo secolo con un mondo tutto in subbuglio e bisognoso di molteplici
interventi per la soluzione dei gravi problemi che lo agitavano.
Ricevuto dal parroco l'incarico della gioventù, si gettò con tutte le sue
forze e capacità organizzative nel nuovo campo di apostolato, fondò un primo
Oratorio in forma di " coorte mariana ", mirando alla formazione
cristiana e sociale dei giovani, ma sopravvenne di schianto la soppressione
napoleonica (1807) e don Gaspare riservò l'attuazione dei suoi piani a tempi
migliori.
Intanto assumeva fin dalle origini la direzione spirituale dell'opera di
Maddalena di Canossa in San Giuseppe (maggio 1808). Qui incontrava anche la
serva di Dio Leopoldina Naudet, che guidava alle vette della mistica del santo
abbandono e alla fondazione delle Sorelle della S. Famiglia. Estese il suo aiuto
spirituale anche all'altra Serva di Dio, la nobile Teodora Campostrini, sia
nella ricerca della sua vocazione, sia nella fondazione delle Sorelle Minime
della Carità di Maria Addolorata.
Nel settembre 1810, don Bertoni, che qualche mese prima, per la morte della
madre, era passato da San Paolo a San Fermo Maggiore, veniva incaricato dal
vescovo della direzione spirituale dei chierici del Seminario. Una solida
formazione spirituale e scientifica del giovane clero era stato un suo preciso
obiettivo nei frequenti raduni che teneva in casa propria. Ora impostava il suo
lavoro su di un piano più organico di rinnovamento basato sulla incondizionata
adesione al Sommo Pontefice Pio VII, tenuto prigioniero da Napoleone, ma da lui
riguardato sempre come " prima pietra irremovibile " della
cristianità. La riforma della Chiesa doveva avvenire partendo dall'interno del
santuario, come un ritorno dei suoi ministri alla sequela integrale del Vangelo.
E di fatto, il Seminario che era passato per una crisi economica e morale delle
più disastrose, recuperava in breve tempo la sua giusta fisionomia e assumeva,
anzi, l'aspetto di un monastero, come ebbe a scrivere un teste coevo.
Con la caduta di Napoleone, fu sentito universalmente il bisogno di
restaurazione. Don Bertoni comprese che per far rientrare le masse nell'ovile
occorreva scuoterle con la presentazione delle verità fondamentali della fede
mediante la predicazione di missioni al popolo. Il 20 dicembre 1817 il Papa Pio
VII gliene dava un preciso mandato conferendogli il titolo e le facoltà di
" missionario apostolico ". E mentre il sospettoso governo austriaco
impediva questo specifico ministero, don Gaspare si dava alla predicazione
occasionale e alla catechesi.
Pur facendosi tutto a tutti per tutti guadagnare a Cristo, don Gaspare coltivava
anche una vita interiore molto intensa, che venne gratificata, come appare dal
suo " Memoriale Privato ", da vari doni mistici. Fra questi è da
segnalare la chiamata, mediante particolari segni dall'alto, alla fondazione di
una famiglia religiosa.
Il 4 novembre 1816 si ritirava con due compagni presso la chiesa soppressa delle
Sacre Stimmate di San Francesco (di qui il nome adattato della sua Congregazione
e la diffusione della devozione alla passione e alle piaghe del Signore), dove
iniziava occultamente, sotto lo schermo di una scuola popolare, il suo servizio
gratuito alla Chiesa e alla società, in una vita comune di stretta osservanza e
rigida penitenza, additando come programma una intensa vita di contemplazione e
un vasto apostolato, comprendente l'educazione della gioventù, la formazione
del Clero e la predicazione missionaria, in una perfetta disponibilità alle
richieste dei Vescovi.
All'indomani di un'estasi avuta davanti al Crocifisso (30 maggio 1812), venne
colpito da " migliare " che lo portò all'orlo della tomba. Si riebbe
quasi per miracolo, ma rimase per i restanti 41 anni di vita un valetudinario,
dando mirabile esempio di pazienza con un eroico fiducioso abbandono nelle mani
di Dio.
Sul letto dei suoi inenarrabili dolori divenne angelo di consiglio per
innumerevoli anime, specialmente per quelle che avevano alle mani qualche opera
di bene come il Beato Carlo Steeb, i servi di Dio don Nicola Mazza e don Antonio
Provolo e altri che giungevano a Verona anche da fuori per incontrarsi con lui.
Vera immagine del Cristo Crocifisso, con le sue quasi trecento operazioni
chirurgiche subite alla gamba destra pareva non fosse mai pago di soffrire per
il bene della Chiesa, per la salvezza delle anime. " Padre - gli chiese
l'infermiere - ha bisogno di qualche cosa? " " Ho bisogno di patire
", fu la risposta degli ultimi aneliti.
In una visione di viva speranza in Cristo Risorto con i segni del suo trionfo,
sorretto dai Santi Patroni Maria e Giuseppe, si spense santamente alle 15.30
della domenica 12 giugno 1853.
La sua Congregazione delle Stimmate di N. S. G. C., fecondata da tante
sofferenze, si è gradualmente diffusa fuori Verona in altre città d'Italia,
poi negli Stati Uniti, nel Brasile (dove presentemente conta 6 Vescovi), nel
Cile, nelle Filippine e nei territori di missione: Sud Africa, Costa d'Avorio,
Tanzania e Thailandia.
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