Alberto Adamo Chmielowski di Cracovia (1845-1916) fondatore
dei Fratelli e delle Suore del Terz'Ordine di S. Francesco, Servi dei Poveri
foto
Fratel Alberto, al secolo Adamo Chmielowski, nacque a Igolomia, presso
Cracovia (Polonia), il 20 agosto del 1845, primo di quattro figli, da Adalbert
e Józefa Borzystawska, discendenti da una famiglia nobile. Adamo trascorse
l'infanzia a Varsavia. Sin dai primi anni era molto caritatevole verso i
poveri e divideva con loro quel che aveva.
Mandato a Pietroburgo, nella scuola dei cadetti, dopo un anno la madre lo
fece ritornare in famiglia, preoccupata dell'influsso che aveva sul figlio
l'educazione russa, e lo inviò a frequentare il ginnasio di Varsavia. Rimasto
orfano dei genitori, fu affidato alle cure della zia paterna Petronela.
Nel 1863 scoppiò in Polonia l'insurrezione contro l'oppressione zarista.
Adamo, allora studente dell'Istituto di Agricoltura a Pulawy, vi aderì con
entusiasmo e, durante un combattimento, il 30 settembre 1863, presso Melchów,
rimase gravemente ferito; fatto prigioniero, gli fu amputata, senza anestesia,
la gamba sinistra, dimostrando un eccezionale coraggio.
Grazie all'interessamento dei parenti, fuggì dalla prigionia e fu
costretto a lasciare la propria Patria. Fu a Parigi per studiare pittura;
passò poi a Gand (Belgio) ove frequentò la facoltà d'ingegneria, quindi
riprese gli studi di pittura all'Accademia di Belle Arti a Monaco di Baviera.
In ogni ambiente emergeva la sua personalità cristiana che, tradotta in
coerenza di vita e di impegno professionale, influenzava quanti lo
frequentavano.
Nel 1874, Chmielowski tornò in Patria. Alla ricerca di un nuovo ideale di
vita, si pose la domanda: " Servendo l'arte si può servire anche Dio?
". la sua produzione artistica, che comprendeva per lo più soggetti
profani, fu continuata poi con soggetti sacri. Uno dei migliori suoi quadri
religiosi, l'" Ecce Homo ", fu il risultato di una profonda
esperienza sull'amore misericordioso di Cristo verso l'uomo e condusse
Chmielowski ad una metamorfosi spirituale.
Convinto che per servire Dio " bisogna dedicare a lui l'arte ed il
talento ", nel 1880 entrò nella Compagnia di Gesù come fratello laico.
Dopo sei mesi dovette lasciare il noviziato a cagione della cattiva salute.
Superata una profonda crisi spirituale, cominciò una nuova vita, dedicata
tutta a Dio ed ai fratelli. Abitando dai parenti in Podolia (parte della
Polonia assoggettata alla Russia), conobbe il III Ordine di S. Francesco,
cominciò a visitare le parrocchie della zona, restaurando quadri e
diffondendo tra la gente rurale lo spirito terziario. Costretto a lasciare la
Podolia, si recò a Cracovia, dove si stabilì presso i Padri Cappuccini. Lì
continuò la sua attività di pittore e si dedicò contemporaneamente
all'assistenza dei poveri, destinando a loro il ricavato dei suoi quadri.
Per caso venne a conoscenza della tragica situazione dei poveri, ammassati
nei cosiddetti posti di riscaldamento o dormitori pubblici di Cracovia e
decise di venire loro in aiuto.
Per amore verso Dio e verso il prossimo, Chmielowski rinunciò al successo
dell'arte, al benessere materiale, agli ambienti aristocratici e decise di
vivere tra quei poveri, per sollevarli dalle loro miserie morali e materiali.
Nella loro dignità calpestata scoprì il Volto oltraggiato di Cristo e volle
in essi rinnovarlo.
Il 25 agosto 1887 vestì un saio grigio, prese il nome di Fratel Alberto e
un anno dopo, con il consenso del Cardinale Dunajewski, pronunciò i voti di
terziario francescano, dando inizio alla Congregazione dei Frati del III
Ordine di S. Francesco, Servi dei Poveri (1888), i quali presero cura del
dormitorio maschile. In seguito Fratel Alberto assunse l'assistenza delle
donne del dormitorio pubblico femminile; le sue collaboratrici dettero origine
anche al ramo femminile della Congregazione (1891), che affidò alla Serva di
Dio Suor Bernardyna Jabkonska.
Insieme con le sue Congregazioni si dedicò, con piena disponibilità, al
servizio dei più poveri, dei diseredati, degli abbandonati, degli emarginati
e dei vagabondi. Per loro organizzò i ricoveri come case di assistenza
materiale e morale, che offrivano lavoro volontario, di natura artigianale,
assieme ai frati e alle suore nella stessa dimora, permettendo loro di
guadagnare per il proprio sostentamento.
Nonostante l'invalidità e la protesi rudimentale alla gamba, viaggiava
molto per fondare i nuovi asili in altre città della Polonia e per visitare
le case religiose. Queste case erano aperte a tutti, senza distinzione di
nazionalità o di religione. Oltre agli asili, fondò anche nidi e orfanatrofi
per bambini e giovani, case per anziani e incurabili e cucine per il popolo.
Mandò le suore a lavorare negli ospedali militari e nei lazzaretti durante la
prima guerra mondiale.
Nel corso della sua vita sorsero in tutto 21 case religiose, nelle quali
prestavano la loro opera 40 frati e 120 suore.
Con l'esempio della sua vita insegnò che "bisogna essere buoni come
il pane ... che ognuno può prendere per soddisfare la propria fame".
Osservò lui stesso e raccomandò ai suoi religiosi la massima povertà
evangelica sull'esempio di S. Francesco d'Assisi. la sua opera caritativa la
affidò con fiducia totale alla Provvidenza divina. La forza per svolgere la
sua attività l'attinse dalla preghiera, dall'Eucaristia e dall'amore per il
Mistero della Croce.
Colpito da cancro allo stomaco, mori a Cracovia il giorno di Natale del
1916, nel ricovero per i poveri. Prima di morire, indicando l'immagine della
Madonna di Czestochowa, disse ai fratelli e alle suore: " Questa Madonna
è la vostra Fondatrice, ricordatevi questo ". E ancora: " Prima di
tutto osservate la povertà ".
In quanti lo avevano avvicinato e conosciuto, lasciò un meravigliosa
testimonianza di fede e di carità.
A Cracovia e in tutta la Polonia ,è conosciuto come i Padre dei poveri e,
per la sua povertà evangelica, è chiamati il "S. Francesco polacco del
XX secolo".
Fratel Alberto lasciò nella storia della Chiesa una tracci; incisiva. Egli
non soltanto interpretò in modo giusto il Var gelo sulla misericordia del
Cristo e lo accettò, ma soprat tutto lo introdusse nella propria vita
religiosa.
Oggi i Fratelli Albertini e le Suore Albertine realizzano i carisma del
Fondatore prestando il loro servizio in Polonia le suore sono diffuse anche in
Italia, USA e America Latina.
Il 22 giugno 1983 Papa Giovanni Paolo II beatificò Frate Alberto a
Cracovia, durante il suo secondo viaggio apostolico: in Polonia. Proclamandolo
Santo il 12 novembre 1989 a Roma la Chiesa lo addita come un modello, per i
nostri tempi di testimonianza dell'amore verso Dio, che si manifesta nel
l'amore cristiano verso il prossimo, nello spirito della bontà evangelica.
|