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LUIGI SCROSOPPI (1804
- 1884) presbitero
dell'oratorio di San Filippo Neri
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Luigi Scrosoppi nasce il 4 agosto 1804 a Udine, città del Friuli, nel nord
d'Italia. Cresce in un ambiente familiare ricco di fede e carità cristiana. A
dodici anni intraprende la via del sacerdozio, frequentando il seminario
diocesano di Udine e nel 1827 è ordinato sacerdote; al suo fianco ci sono i
fratelli Carlo e Giovanni Battista, entrambi sacerdoti.
L'ambiente poverissimo del Friuli dell'800, stremato da carestie, guerre ed
epidemie, è per Luigi come un appello a prendersi curadei deboli: si dedica,
con altri sacerdoti ed un gruppo di giovani maestre, all'accoglienza e
all'educazione delle "derelitte", le ragazze più sole ed abbandonate di Udine e dintorni. Per loro mette a
disposizione i suoi beni, le sue energie, il suo affetto; non risparmia niente
di sé e quando le necessità sono più impellenti va a chiedere l'elemosina:
egli ha fiducia nell'aiuto della gente e soprattutto confida nel Signore. La sua
vita è infatti una manifestazione palpabile di grande fiducia nella Provvidenza
divina. Così scrive, a proposito dell'opera di carità in cui è coinvolto:
"La Provvidenza di Dio, che dispone gli animi e piega i cuori a favorire le opere
sue, fu l'unica fonte dell'esistenza di questo Istituto...quella amorosa
Provvidenza, che non lascia confondere chi confida in lei". Non trascura occasione per infondere questa fiducia e serenità nelle ragazze
accolte e nelle giovani donne dedite alla loro educazione. Esse vengono chiamate
"maestre" perché sono abili nei lavori di cucito e di ricamo, ma sono anche capaci di
insegnare a "scrivere, leggere e far di conto", come si usava dire. Sono donne di età e di origini diverse, ed in ognuna di
loro va maturando la decisione di mettere la propria vita nelle mani del Signore
e di consacrarsi a lui, servendolo nella famiglia delle "derelitte". La sera del 1 febbraio 1837 le nove donne, come segno della decisione
definitiva, depongono i loro "ori" e scelgono di vivere nella povertà e nella donazione totale di sé. È in
questa semplicità che nasce la congregazione delle Suore della Provvidenza, la
famiglia religiosa fondata da Padre Luigi. Alle prime maestre si uniscono altre.
Ci sono le ricche e le povere, le colte e le analfabete, le nobili e quelle di
origini umili: nella casa della Provvidenza c'è posto per tutte e tutte
diventano sorelle.
Il fondatore le incoraggia al sacrificio e le esorta alla cura affettuosa delle
ragazze, che devono considerare la "pupilla dei loro occhi". Dice loro:
"Più di ogni altra cosa, queste figlie dei poveri hanno bisogno di educare il
cuore e di imparare tutto quello che è necessario per condurre onestamente la
loro vita ". E ancora: "La stanchezza, l'applicazione, l'occupazione continua e le cure fastidiose per
aiutarle, soccorrerle e istruirle, non vi scoraggino, sapendo che fate tutto
questo a Gesù".
Nel frattempo, Luigi va maturando il bisogno di una consacrazione più totale al
Signore. È affascinato dall'ideale di povertà e di fraternità universale di
Francesco d'Assisi, ma gli eventi della vita e della storia lo condurranno sulle
orme di San Filippo Neri, il cantore della gioia e della libertà, il santo
della preghiera, dell'umiltà e della carità. La vocazione "oratoriana"
di Luigi si realizza nel 1846 e nella maturità dei suoi 42 anni, diventa
figlio di San Filippo: da lui impara la mansuetudine e la dolcezza che lo
aiuteranno ad essere più idoneo al compito di fondatore e padre della
Congregazione delle Suore della Provvidenza.
Profondamente rispettoso e attento alla crescita umana delle suore e al loro
cammino di santità, non risparmia né aiuti, né consigli, né esortazioni.
Egli vaglia attentamente la loro vocazione, ne mette alla prova la fede perché
diventino forti. Non è tenero di fronte alla vanità, al desiderio di apparire,
ed è severo quando coglie atteggiamenti di ipocrisia e di superficialità. Ma
quale tenerezza paterna sa usare di fronte alle fragilità e al bisogno di
comprensione, di appoggio e di conforto!
Lentamente si delineano in Padre Luigi i tratti fondamentali di una vita
spirituale centrata su Gesù Cristo, amato e imitato nell'umiltà e povertà
della sua incarnazione a Betlemme, nella semplicità della vita laboriosa di
Nazareth, nella completa immolazione della croce sul Calvario, nel silenzio
dell'Eucaristia. E poiché Gesù ha detto: "Qualunque cosa avete fatto ad uno dei miei fratelli più piccoli, l'avete fatta
a me", è a loro che Padre Luigi dedica la vita di ogni giorno con l'impegno concreto
di "cercare prima di tutto il Regno di Dio e la sua giustizia" sicuro che tutto il resto sarà dato in più, secondo la promessa evangelica.
Tutte le opere da lui avviate durante la sua vita riflettono questa scelta
preferenziale verso i più poveri, verso gli ultimi, gli abbandonati. "Dodici caseCaveva profetizzatoCaprirò prima della mia morte", e fu così. Dodici opere in cui le Suore della Provvidenza si dedicano in un
servizio umile, intraprendente e gioioso alle giovani in balìa di se stesse,
agli ammalati poveri e trascurati, agli anziani abbandonati.
Tuttavia, profondamente interessato al compimento del bene, Padre Luigi non si
occupa solo delle sue opere, nelle quali le suore collaborano con persone
generose e disponibili a dare loro una mano. Offre con entusiasmo il suo
sostegno spirituale ed economico anche ad iniziative intraprese in Udine da
altre persone di buona volontà; sostiene ogni attività della Chiesa ed ha uno
sguardo di particolare predilezione per i giovani del seminario di Udine,
specialmente i più poveri.
Nella seconda metà del 1800 l'Italia, regione dopo regione, si va unificando.
Le vicende politiche e militari di questa unificazione rappresentano un periodo
particolarmente difficile per Udine e tutto il Friuli, terra di confine e luogo
di facile passaggio tra il nord e il sud Europa, tra l'est e l'ovest. Una delle
conseguenze di questa unificazione, avvenuta purtroppo in un clima
anticlericale, è il decreto di soppressione della "Casa delle Derelitte"
e della Congregazione dei Padri dell'Oratorio di Udine.
Inizia per Padre Luigi una dura lotta per salvare le opere a favore delle
"derelitte" e vi riesce, ma non può far nulla per impedire la soppressione della
Congregazione dell'Oratorio. La triste situazione politica riesce così a
distruggere le strutture materiali della congregazione dell'Oratorio di Udine,
tuttavia non può impedire a Padre Luigi di rimanere per sempre discepolo fedele
di San Filippo.
Ormai anziano, con la sua abituale apertura di spirito, capisce che è venuto il
momento di cedere il timone e lo cede alle suore con serenità e speranza.
Mantiene tuttavia con tutte un rapporto epistolare che contribuisce a rinsaldare
i legami di affetto e di carità e, nella sua sollecitudine paterna, mai si
stanca di raccomandare la fraternità e la fiducia.
Attraverso la sua comunione profonda con Dio e i lunghi anni di esperienza,
Padre Luigi ha acquisito saggezza ed intuito spirituale non comuni che gli
permettono di leggere nei cuori; talvolta dimostra anche di conoscere situazioni
interiori segrete e fatti noti solo alla persona interessata.
Alla fine del 1883 è costretto a sospendere ogni attività, le forze cominciano
a diminuire ed è tormentato da una febbre costantemente alta. La malattia
progredisce inesorabilmente. Raccomanda alle suore di non temere nulla "perché è Dio che ha fatto nascere e crescere la famiglia religiosa, e sarà
ancora lui che la farà progredire".
Quando sente giungere la fine, vuole salutare tutti. Quindi rivolge le ultime
parole alle Suore: "Dopo la mia morte, la vostra Congregazione avrà molte tribolazioni, ma dopo
rinascerà a vita nuova. Carità! Carità! Ecco lo spirito della vostra famiglia
religiosa: salvare le anime e salvarle con la Carità".
Nella notte di giovedì 3 aprile 1884, avviene il suo incontro definitivo con
Gesù. Tutta Udine e la gente dei paesi vicini accorrono per vederlo un'ultima
volta e chiederne la protezione dal cielo.
Con il suo intervento a favore dei piccoli, dei poveri, della gioventù in
difficoltà, delle persone che soffrono, di quanti vivono situazioni penose,
Padre Luigi continua anche oggi ad indicare a tutti la strada dell'unione con
Dio, della compassione e dell'amore ed è pronto ad accompagnare ancora i passi
di coloro che si affidano alla Provvidenza di Dio.
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