 |
TERESA EUSTOCHIO VERZERI (1801-1852) vergine,
fondatrice dell'Istituto delle Figlie del Sacro Cuore di Gesù
foto
Teresa Verzeri nasce il 31 luglio 1801 a Bergamo (Italia); è la primogenita dei
sette figli di Antonio Verzeri e della contessa Elena Pedrocca-Grumelli. Il
fratello Girolamo diventerà Vescovo di Brescia. La madre, dubbiosa se scegliere
il matrimonio o abbracciare la vita monastica, si era sentita rispondere in tono
profetico dalla zia M. Antonia Grumelli, monaca clarissa: "Dio ti destina a quello stato per renderti madre di santa prole".
Nella più tenera età Teresa impara dalla mamma, donna eminentemente cristiana,
a conoscere e ad amare Dio ardentemente. Nel suo cammino spirituale viene
seguita dal Canonico Giuseppe Benaglio, Vicario Generale della Diocesi di
Bergamo, che già accompagnava la famiglia.
Teresa compie gli studi iniziali in ambito domestico. Intelligente, dotata di
spirito aperto, vigilante, retto, viene educata al discernimento, alla ricerca
dei valori perenni e alla fedeltà all'azione della grazia. Dalla fanciullezza
fino all'età più matura Teresa si lascia illuminare dallo Spirito di Verità
che l'animerà ad un costante e acceso combattimento spirituale: alla luce della
fede scopre e sperimenta il peso della propria fragilità, smascherando, per
quanto è possibile a creatura umana, ogni forma idolatrica di menzogna, di
egoismo, di paura, per arrendersi totalmente a Dio. Percorre, nella Grazia, un
cammino fatto di spogliamento, di purezza di intenzione, di rettitudine e
semplicità che la porta a cercare "Dio solo".
Interiormente Teresa vive la particolare esperienza mistica "dell'assenza di Dio", anticipando qualcosa della vita religiosa dell'uomo di oggi: il peso della
solitudine umana davanti al senso inquietante della lontananza da Dio. Nella
fede incrollabile, tuttavia, Teresa non smarrisce la confidenza e l'abbandono
nel Dio vivente, Padre provvidente e misericordioso, al quale vota in obbedienza
la vita, e come in Gesù, il suo grido di solitudine diventa consegna di tutta
se stessa per amore.
Nell'intento di piacere a Dio e di fare solo la sua volontà, matura la sua
vocazione religiosa tra la famiglia e il Monastero Benedettino di Santa Grata,
dal quale esce dopo lunga e travagliata ricerca, per fondare a Bergamo, insieme
al Canonico Giuseppe Benaglio, l'8 febbraio 1831, la Congregazione delle Figlie
del Sacro Cuore di Gesù.
Teresa Verzeri vive nella prima metà dell'800, un periodo di grandi
trasformazioni nella storia d'Italia e della società di Bergamo, segnata da
cambiamenti politici, rivoluzioni, persecuzioni che non risparmiano la Chiesa,
attraversata anche dal Giansenismo e dalla crisi dei valori, frutto della
Rivoluzione Francese.
Nel momento in cui la devozione al Sacro Cuore trova resistenze, ella consegna
alle prime Figlie del Sacro Cuore questo testamento, che caratterizza il
patrimonio spirituale della loro famiglia religiosa: "Gesù Cristo, a voi e al vostro Istituto ha fatto il prezioso
dono del suo Cuore,
perché non da altri impariate la santità, essendo Egli della vera santità la
sorgente inesausta". (Libro dei Doveri, vol. I, p. 484).
Teresa vede benissimo le urgenze, coglie i bisogni del suo tempo. Con
disponibilità assoluta a qualunque situazione ove la carità lo richiede, anche
a quelle più pericolose e gravi, con le sue prime compagne si dedica a diversi
servizi apostolici: "educazione delle giovani di media ed infima classe; convitti delle orfane
pericolanti, abbandonate ed anche traviate; scuole, dottrina cristiana, esercizi
spirituali, ricreazioni festive, assistenza agli infermi" (Pratiche, 1841).
Nella sua missione rivela le sue doti speciali di maestra di spirito, di
apostola e di pedagoga. Teresa professa espressamente il sistema preventivo:
"Coltivate e custodite molto accuratamente la mente ed il cuore delle vostre
giovinette mentre sono ancora tenere, per impedire, per quanto possibile, che in
essi entri il male, essendo migliore cosa preservare dalla caduta coi vostri
richiami ed ammonimenti che risollevarle con correzione" (Libro dei Doveri, vol. III, p. 368).
L'educazione è opera di libertà e di persuasione, nel rispetto
dell'individualità: per questo raccomanda di lasciare alle giovani "una santa libertà sì che operino volentieri e in pieno accordo quello che,
oppresse da comando, farebbero come peso e con violenza"; che la scelta dei mezzi si adatti
"al temperamento all'indole, alle inclinazioni, alle circostanze di ognuna... e
sul conoscimento di ciascuna" si stabilisca il modo con cui trattarla (Libro dei Doveri,vol. I, p. 447
e 349).
Nel 1836 muore il Canonico Benaglio; Teresa, appoggiata all'obbedienza che le
garantisce essere la Congregazione voluta da Dio, si dedica totalmente alla sua
approvazione, consolidamento ed espansione. Affronta, per questo, tanti ostacoli
frapposti dalle autorità civili, ed anche da persone della gerarchia
ecclesiastica che mettono a dura prova la sua virtù. Teresa si mostra eroica
nell'abbandono alla volontà di Dio che la sostiene.
Dopo una vita di intensa donazione, Teresa Verzeri muore a Brescia il 3 marzo
1852. Lascia alla Congregazione, già approvata dalla Chiesa e da parte civile,
una vasta documentazione - soprattutto nelle Costituzioni, nel Libro dei Doveri e in più di 3.500 lettere
- dalla quale è possibile attingere tutta la ricchezza della sua esperienza
spirituale e umana.
Il prezioso patrimonio spirituale trasmesso alla Congregazione trova il suo
centro nel Cuore di Gesù da cui la Figlia del Sacro Cuore eredita lo spirito di
esimia carità che la spinge a farsi "tutta a tutti" in un'intima relazione con il Padre e nella sollecitudine amorosa verso ogni
essere umano.
Teresa così si esprime: "Le Figlie del Sacro Cuore di Gesù, come quelle che attingono la loro carità
alla sorgente stessa dell'amore, cioè dal Cuore di Gesù Cristo, devono ardere
verso i loro prossimi della carità medesima di quel Cuore divino. Carità
purissima che non ha vista se non alla gloria di Dio e al bene delle anime;
carità universale che non eccettua persona, ma tutti abbraccia; carità
generosa che non si perde per patimento, non si sgomenta per contraddizione, ma
anzi, nel patimento e nell'opposizione cresce in vigore e vince col pazientare"
(Libro dei Doveri, vol. I, p. 58).
Animate da questo spirito, le Figlie del Sacro Cuore di Gesù continuano la
missione di Teresa, oggi, in Italia, in Brasile, Argentina e Bolivia, nella
Repubblica Centrafricana e nel Camerun, in India e in Albania.
Nella contemplazione del Cuore di Cristo ricevono il mandato di andare ad ogni
uomo e donna con dedizione che predilige i poveri, aperte ad ogni servizio,
sollecite nel promuovere sempre la dignità della persona, ad essere Cuore di
Cristo là dove più grande è il bisogno.
Le reliquie di Teresa Verzeri sono venerate nella cappella delle Figlie del
Sacro Cuore di Gesù, in Bergamo.
|