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Zygmunt Szczęsny Feliński
(1822-1895)
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Il Servo di Dio Sigismondo Felice Feliński nacque il 1° novembre
1822 a Wojutyn (diocesi di Łuck, prov. Wołyń), allora territorio polacco oggi
ucraino, da una famiglia nobile e religiosa. Fu il settimo degli undici figli di
Gerard ed Ewa Wendorff. A undici anni rimase orfano del padre; cinque anni dopo
la madre, a causa della sua attività patriottica, fu deportata in Siberia. Dopo
gli studi ginnasiali, Sigismondo studiò matematica all'Università di Mosca e a
Parigi frequentò i corsi alla Sorbona e al College de France. Prese la
decisione di diventare sacerdote e nel 1851 ritornò in patria per entrare nel
Seminario di Żytomierz. Continuò la sua formazione presso l'Accademia
Ecclesiastica di Pietroburgo. Ordinato sacerdote l'8 settembre 1855 svolse
azione pastorale e d'insegnamento. Il 6 gennaio 1862 il Beato Papa Pio IX lo
nominò Arcivescovo metropolita di Varsavia. Fece il suo ingresso in diocesi nel
febbraio successivo, ma vi trovò subito una difficile situazione politico-religiosa,
oltre a tanta diffidenza. Ciononostante avviò subito una decisa azione di
rinascita spirituale e morale della nazione, incrementò la preparazione del Clero, la
catechesi al popolo, l'assistenza dei poveri e dei bambini che affidò alle
cure delle Suore della Famiglia di Maria, da lui stesso fondata a Pietroburgo
fin dal 1857. Con coraggio si dedicò alla difesa della libertà della Chiesa di
fronte allo Stato. Dopo il fallimento dell'Insurrezione del gennaio 1863, per la
sua fedeltà a Roma e i suoi contatti con la Sede Apostolica senza la mediazione
del governo zarista, il 14 giugno 1863 fu deportato in Russia e condannato
all'esilio a Jaroslavl sul Volga. Vi rimase per 20 anni, continuando però ad
assistere spiritualmente i cattolici e gli esiliati in Siberia e dedicandosi al
risveglio del cattolicesimo nell'Impero russo, riuscì a costruire una chiesa.
Liberato per intervento della Santa Sede nel 1883, non gli fu concesso di
tornare a Varsavia.
Fu fatto Arcivescovo titolare di Tarso. Passò gli ultimi 12 anni della sua vita
nella Galizia a Dżwiniaczka (diocesi di Leopoli), in semi-esilio sotto il
dominio austriaco. Anche qui però lavorò instancabilmente per il bene
spirituale dei contadini polacchi e degli ucraini. Si preoccupò della loro
istruzione erigendo la prima scuola del paese, aprì un asilo per l'infanzia,
costruì una chiesa e il convento per le suore della Famiglia di Maria.
Morì a Cracovia il 17 settembre 1895 in concetto di santità. Le sue spoglie
mortali riposano nella chiesa cattedrale di Varsavia dall'aprile 1921. Fu
dichiarato Venerabile da Giovanni Paolo II il 14 aprile 2001.
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