La visita pastorale a Santa Maria di Leuca e a Brindisi

Benedetto XVI nel Salento che chiede sviluppo

Benedetto XVI torna in Puglia. Una breve visita che riporta alla memoria la prima avvenuta a Bari il 29 maggio 2005, poche settimane dopo la sua elezione. Allora fu in occasione del congresso eucaristico nazionale e il nuovo Pontefice ebbe modo di parlare per la prima volta alla Chiesa in Italia, ma aprì indicativi orizzonti di quello che sarebbe stato il suo ministero petrino in favore dell'ecumenismo, dell'ascolto nei confronti delle chiese orientali e ortodosse e del dialogo con la cultura odierna.
La visita a Santa Maria di Leuca e a Brindisi è un ritorno a quelle tematiche calate nel contesto di due chiese particolari, segnate da un forte impegno pastorale entro una condizione sociale difficile. Il Salento si trova nel sud e vive con la sua specificità i problemi legati al mancato sviluppo di tutto il meridione d'Italia.
Proteso nel Mediterraneo - amano ripetere i suoi abitanti più attenti - il Salento è come un ponte che unisce l'Occidente all'Oriente, da cui sono passati nei tempi remoti i pellegrini diretti in Terra Santa, provenienti da tutta Europa, ma anche popoli che ci hanno consegnato nuove speranze e nuove idee, in una prospettiva di integrazione e di rispetto reciproco.
Proprio a Leuca, secondo la tradizione, mise piede l'apostolo Pietro agli albori del cristianesimo in Europa. Forse per questo il Papa, prima di puntare su Brindisi, tappa originaria del suo viaggio, ha accolto con interesse l'invito a visitare il Santuario di Santa Maria de Finibus Terrae di Leuca, dove è atteso come successore dell'apostolo Pietro.
Benedetto XVI giunge in una terra nella quale la società e l'economia locale si misurano con difficoltà e problemi legati alla congiuntura internazionale, ma anche - notano pure i due vescovi delle diocesi di Brindisi-Ostuni e Ugento - Santa Maria di Leuca - a storici ritardi non del tutto superati.
In questa prospettiva, il consiglio provinciale di Lecce, recentemente, ha approvato all'unanimità un ordine del giorno di saluto e di accoglienza a Benedetto XVI, "segno - spiega il suo presidente Giovanni Pellegrino - di rispetto ma anche di comune interesse a costruire intorno alla visita del Papa un sentimento d'amore inequivocabile e forte. Il Salento - aggiunge Pellegrino - è terra d'accoglienza, con le sue strutture turistiche, ma anche con le tante realtà destinate ad ospitare i migranti in fuga dai loro Paesi; è una terra che ha dato il meglio di sé quando, negli anni scorsi, si è trattato di aprire le porte a uomini, donne, bambini provenienti dall'Albania e da altri Paesi in difficoltà, al punto da essere candidata al Premio Nobel per la Pace. Anche per questo nel Salento le diverse comunità straniere, presenti sul territorio, si stanno inserendo senza grandi problemi, nel rispetto reciproco, nella tolleranza e nella proficua convivenza".
Se la diocesi di Brindisi che il Papa visita domenica è tutta protesa nel rinnovamento che si origina dalla celebrazione del suo sinodo diocesano, la diocesi di Ugento non dimentica di essere anche la terra di don Tonino Bello, il vescovo amico dei poveri, già Presidente nazionale di Pax Cristi. Egli ha lasciato in queste contrade un ricordo profondo e indelebile. Tanto che ormai si è aperto il processo diocesano per la sua beatificazione e canonizzazione.

c. d. c.



(©L'Osservatore Romano 14 giugno 2008)
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