Il Papa ai sacerdoti

Nel raggio del soffio dello Spirito

di Rosino Gibellini
Teologo, Brescia


Nella conversazione di Benedetto xvi con il clero di Bolzano-Bressanone, emergono motivi della teologia e del magistero del Pontefice, che per la loro attualità meritano di essere evidenziati.
A un seminarista di ritorno da Sydney, dove ha sperimentato il volto giovane della Chiesa, il Papa ricorda che è lo Spirito a rendere giovane la Chiesa, e istituisce il parallelo tra il secondo capitolo della Genesi (il soffio della creazione dell'uomo) e il ventesimo di Giovanni (il soffio del dono dello Spirito alla Chiesa):  Dio crea e ri-crea donando la forza dello Spirito. Si tratta di mantenersi "nel raggio del soffio dello Spirito Santo", o ancora di "passeggiare nel giardino dello Spirito", secondo l'espressione usata in Australia. Lo Spirito è la forza segreta della Chiesa, che le analisi sociologiche (pur necessarie) non riescono a decifrare nella loro limitatezza metodologica. Qui Benedetto xvi offre alcune indicazioni per una ecclesiologia pneumatologica, che va oltre le strutture e segnala la forza segreta che le anima. È lo Spirito a rendere giovane la Chiesa:  egli è il dono che rende presente il futuro, e così "ci dà la fantasia e le idee creative sul come fare". Papa Ratzinger sembra dire, di ritorno da Sydney:  al di là della giovinezza anagrafica vi è una giovinezza spirituale, che è offerta a tutti come dono dello Spirito.
Ritorna inoltre il motivo del discorso di Ratisbona:  la fede è lògos, e per questo può essere comunicata a tutti, ma è lògos che è amore "tale da esprimersi nella bellezza e nel bene"; un motivo che soprattutto il teologo Hans Urs von Balthasar ha sviluppato nella sua "estetica teologica". C'è una affermazione che merita di essere sottolineata, perché indicativa di uno dei tracciati maggiori della teologia e del magistero di Benedetto xvi:  "Noi stiamo lottando per l'allargamento della ragione e quindi per una ragione aperta anche al bello". Si può qui ricordare che tra i nuovi corsi teologici introdotti recentemente nelle facoltà e istituti di scienze religiose si registrano le seguenti tematiche:  teologia e cultura, teologia e letteratura, teologia e arte, teologia e musica, che documentano questo allargamento della ragione,  cui  il  Papa  fa  aperta  allusione.
Si deve anche sottolineare la riproposizione di una teologia della creazione, che una troppo angusta teologia della storia della salvezza aveva sfocato. Redenzione e Creazione sono inscindibili; Dio crea ed entra nella storia:  "Egli è il Dio dell'insieme e non di una sola parte". Il mandato biblico "soggiogate la terra", se inteso come mandato del Creatore, è "il compito di essere custodi della terra e di svilupparne i doni". È un mandato che appella alla responsabilità, che appunto dà la fede nel Dio della creazione:  "Il consumo brutale della creazione inizia dove non c'è Dio, dove la materia è ormai soltanto materia per noi".
Infine, tra gli altri motivi, come gli spunti per una teologia della croce vissuta nel quotidiano e i consigli per l'esercizio del ministero nel nostro tempo, si deve sottolineare l'atteggiamento pastorale consigliato nell'ammettere i bambini ai sacramenti  dell'Eucaristia  e  della  Confermazione. Se prima - venti o trent'anni fa - poteva valere la severità, ora sarebbe più prudente far valere comprensione e larghezza:  "Mi sembra che sia giusto essere piuttosto larghi", attenti ai minimi segni di fede, espressi dai bambini e dalle loro famiglie. Benedetto xvi, in genere dipinto come severo, ricorda l'esempio del Signore, che "era un Signore della misericordia" e si fa promotore di una Chiesa della misericordia. Con parole e gesti capaci di aprire a fiducia il cuore dei cristiani e di quanti guardano alla Chiesa, stando sulla soglia.



(©L'Osservatore Romano 13 agosto 2008)
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