San Benedetto e l'Oriente cristiano

Proteggi Montecassino
e tutti noi che ti cantiamo


di Manuel Nin

Nel 1897 Leone XIII affidò all'abate primate dei benedettini la cura del Pontificio Collegio Greco  di  Roma, fondato  da  Gregorio XIII nel 1577. Del resto, mentre la chiesa del Collegio è dedicata a sant'Atanasio di Alessandria, l'attuale cappella interna è dedicata proprio al santo di Norcia; lì, celebrando ogni mattina la divina liturgia, la comunità canta il tropario di san Benedetto, che lo loda come "imitatore di Elia e di Giovanni Battista, come abitatore del deserto, come intercessore presso Dio".
Benedetto è un santo conosciuto, stimato e venerato nell'Oriente cristiano, soprattutto in ambito bizantino. La sua festa viene celebrata il 14 marzo - in una data vicina a quella latina del 21 marzo - fatto che rende probabile il mese di marzo come data reale della sua morte. San Benedetto è conosciuto soprattutto grazie alla traduzione greca dei Dialoghi fatta da Papa Zaccaria (morto nel 752) e citata da Fozio nel IX secolo, tanto che in ambito greco e slavo il Papa biografo è conosciuto come "Gregorio il Dialogo". Probabilmente già nel X secolo circolava una traduzione greca della Regola di san Benedetto e tre brani di essa vengono citati nelle opere di sant'Atanasio l'Atonita, fondatore del monachesimo nel monte Athos. Al XIX secolo risalgono alcune traduzioni in arabo, russo, romeno, e del 1980 è una nuova traduzione greca.
Perché san Benedetto è stimato e venerato in Oriente e qual è il collegamento tra un monaco dell'Italia del V-VI secolo e l'Oriente cristiano? Per quanto riguarda le fonti, san Benedetto si collega a una tradizione monastica anteriore. È certamente originale, ma nel senso di una originalità che sa trarre frutto dall'intera tradizione dei Padri. Quando Benedetto arriva a Subiaco trova un monaco che gli dà l'abito. Nel capitolo LXXIII della Regola egli ci presenta le sue fonti che, oltre alla Bibbia, sono Cassiano, le Vite dei Padri e la Regola di san Basilio, quindi testi di rilievo per conoscere il monachesimo di tradizione egiziana e dell'Asia Minore. In Oriente e in Occidente è importante essere un anello nella catena di una grande tradizione, in cui il monaco è discepolo della Sacra Scrittura e dei santi Padri.
L'ufficiatura per la festa di san Benedetto nella tradizione bizantina lo presenta come l'uomo pieno di virtù e vittorioso, dopo la lotta, sulle passioni. È un tema comune nella letteratura monastica e la stessa Vita Antonii ne offre un buon esempio. Questa vittoria sulle passioni, che è un dono di Dio, porta il monaco a diventare "luce" e "lampada" per il mondo. I testi di Nilo di Rossano parlano della "vita divina e luminosa di Benedetto". Più Nilo che Giuseppe l'Innografo, nei suoi tropari, segue da vicino i Dialoghi di Gregorio Magno, forse anche per il suo legame con Montecassino. Nilo ancora sottolinea diverse volte l'importanza dell'esperienza eremitica di Benedetto sia pure sotto la guida di un padre spirituale; e questo è un tema che troviamo spesso nella tradizione monastica orientale. Nilo, ancora, ci presenta Benedetto ben radicato nella geografia del luogo:  uno dei tropari del vespro del 14 marzo lo canta come "luce dei romani, protezione della Campania, baluardo invincibile di Napoli"; egli nei suoi testi canta Benedetto e canta pure Montecassino. Sia Nilo che Giuseppe lodano in san Benedetto il mistero trinitario di Dio:  "Con fede e amore sinceri hai camminato sulle orme di Cristo crocifisso" e "la forza del Paraclito ha piantato in te la sua tenda e ti ha fatto diventare luce nelle tenebre".
I testi dell'ufficiatura sottolineano poi la paternità spirituale di san Benedetto:  "Per mezzo dei tuoi miracoli tu ti sei manifestato come pastore ispirato da Dio". E Giuseppe l'Innografo canta:  "Tu hai radunato una moltitudine di uomini, hai fondato un santo monastero, i cori dei monaci che tu hai radunati ti celebrano notte e giorno, e possiedono il tuo corpo da cui sgorgano abbondanti flutti di miracoli". San Nilo ancora è più preciso:  "Per Occidente ti sei innalzato come il sole, illuminando con la luce delle tue virtù gli estremi confini dell'universo. Roma si pregia della tua vita, Norcia canta la tua fanciullezza e tutta la Campania grida di gioia. Che l'Italia danzi nella gioia, Montecassino ti lodi e sia pieno di gloria per la tua tomba. Proteggi Montecassino e noi che ti cantiamo".



(©L'Osservatore Romano 22-23 maggio 2009)
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