La strategia varata dal Governo

L'Irlanda proiettata
verso la ripresa economica


di Micheál Martin
Ministro degli Affari esteri dell'Irlanda

Con l'avvio del piano di ricapitalizzazione delle banche, la pubblicazione della legge di riforma della Banca centrale e gli accordi conclusi con le organizzazioni sindacali del settore pubblico, il Governo irlandese ha compiuto un notevole passo in avanti nel processo di ripresa economica con una strategia mirata al raggiungimento di tre obiettivi essenziali:  risanare le finanze pubbliche, porre in ordine il sistema bancario e migliorare la competitività e favorire una politica di impiego sostenibile.
L'accordo sulla trasformazione del settore del pubblico impiego comprende proposte che riguardano le retribuzioni fino al 2014, una riduzione nel numero dei dipendenti e un riassetto del servizio pubblico efficace dal punto di vista di una riduzione dei costi con conseguente massimizzazione dei guadagni di produttività. L'attuazione del pacchetto di misure contribuirà a un clima di relazioni stabile in campo industriale nel momento in cui il Paese emerge dalla recessione economica.
Il Governo si è mosso rapidamente per affrontare la debolezza di regolamentazione emersa a seguito della crisi economica e finanziaria mondiale. Sono stati nominati un nuovo governatore della Banca centrale e un'autorità di vigilanza sulle istituzioni finanziarie mentre la legge di riforma della Banca centrale potenzierà il grado di responsabilità dell'istituto e la supervisione parlamentare, salvaguardando in questo modo gli interessi di consumatori e investitori. L'annuncio questa settimana da parte dell'autorità di vigilanza circa l'obbligo imposto alle banche di detenere un patrimonio di primo livello (Core Tier 1) all'8 per cento (principalmente sotto forma di equity) entro la fine di quest'anno, è in linea con la miglior pratica a livello internazionale. Si tratta di una misura centrale nel peso finanziario di una banca che, come ha affermato la stessa autorità di vigilanza, porrà fine alla crisi del nostro sistema bancario; il governatore della Banca centrale ha affermato che tali costi saranno nel contempo gestibili e accessibili da parte dello Stato.
È indubbio che siano state messe in atto qui in Irlanda pratiche bancarie scadenti con cui gli istituti finanziari si sono impegnati nella concessione sconsiderata di prestiti nel settore immobiliare. Tuttavia la National Asset Management Agency (Nama), istituita dal Governo e approvata dalla Commissione europea, provvederà a garantire la sicurezza, la stabilità e le capacità del sistema bancario irlandese. La Nama provvederà a rimuovere gli asset più rischiosi dai bilanci delle banche. Il processo di trasferimento dei prestiti sofferenti dalle istituzioni finanziarie designate è già iniziato e si prevede che sarà completato entro la fine dell'anno con il trasferimento di asset per un valore nominale totale pari a ottanta miliardi di euro. La Nama sta acquistando la prima tranche di questi prestiti a uno sconto del 47 per cento rispetto al loro valore nominale di 16 miliardi di euro. Alcune di queste perdite saranno risanate dalla banche stesse attraverso un aumento del capitale privato e la vendita di asset. Ma in realtà è inevitabile che anche lo Stato dovrà provvedere a iniettare capitale. Ciò pone uno spiacevole onere a carico dei contribuenti di cui tuttavia dovremo farci carico al fine di garantire un sistema bancario funzionante in grado di concedere crediti alle piccole imprese e guidare il Paese fuori dalla recessione. Peraltro il Governo ha posto specifici obiettivi alle banche riguardo la concessione di prestiti che le obbligano a fornire agevolazioni creditizie  alle  piccole  e  medie  imprese.
Negli ultimi due anni abbiamo posto in essere aggiustamenti di bilancio pari al 7,5 per cento del prodotto interno lordo (pil), decisioni difficili che però ci hanno dato la credibilità in campo fiscale per affrontare le difficoltà del nostro sistema bancario. Abbiamo suscitato una fiducia concreta nella nostra economia in campo internazionale, raccogliendone i benefici attraverso prestiti a tassi ribassati e un dimezzamento del divario dei titoli di Stato (rispetto a quelli tedeschi). La politica di bilancio dell'Irlanda nel corso della crisi economica globale ha incontrato l'approvazione di molti, compresa la Commissione europea, la Banca centrale europea, l'Ocse e il Fondo monetario internazionale.
Un ritorno alla crescita economica è previsto nella seconda metà di quest'anno e con il risanamento delle banche la nostra economia riprenderà a crescere più rapidamente. Nel periodo 2011-2014 si prevede una crescita media del pil di circa il 4 per cento su base annua, una crescita che sarà alimentata dalle esportazioni. Gli ultimi dati mostrano che il Paese ha registrato un surplus dell'interscambio commerciale pari a circa 38 miliardi di euro nello scorso anno. I fattori che hanno facilitato il nostro recente successo economico permangono tali e l'Irlanda continua a mantenere la propria attrattiva per le aziende. Facciamo parte dell'Unione europea e dell'area euro con pieno accesso al mercato interno europeo. Vantiamo una forza lavoro giovane, altamente istruita e flessibile, un regime fiscale vantaggioso per le aziende, un'economia aperta, orientata verso le  esportazioni  e  a  favorire  le  imprese.
L'economia globale sta migliorando e siamo fiduciosi che trarremo vantaggio da quest'inversione di tendenza. L'economia irlandese è molto flessibile, con un track record che conferma la sua rapida capacità di adattamento.



(©L'Osservatore Romano 16 aprile 2010)
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