Benedetto XVI in Spagna

Alle radici della fede
dell'Europa

di Mario Ponzi

Più di sette ore a Santiago de Compostela, meno di ventitré a Barcellona. Ma, stando almeno alle previsioni dell'ultima ora, per il Papa che torna in Spagna per la seconda volta dall'inizio del pontificato, si tratterà di un viaggio da grandi numeri. A Santiago non azzardano cifre ma sono pronti a gestire qualsiasi affluenza. Hanno già fatto le prove generali durante il recente pellegrinaggio dei giovani (Pej) svoltosi in agosto. A Barcellona si preparano oltre 1.500 concelebranti; attorno alla Sagrada Familia - l'impressionante "tempio espiatorio" opera di Antoni Gaudí che il Pontefice consacrerà - sono già state sistemate più di 40.000 sedie; all'interno entreranno in 7.000. Le reti televisive metteranno in collegamento 150 milioni di persone. È stato anche attivato un sito internet attraverso il quale sarà possibile seguire in tempo reale ogni fase della visita; Facebook e Twitter sono già intasati da informazioni, documentazioni, profili del Papa. Sono 1.200 i giornalisti accreditati presso il centro stampa di Santiago; ben 1.500 a Barcellona.
Per restare ai numeri, va ricordato che quello che inizia sabato 6 novembre, per concludersi domenica 7, è il diciottesimo viaggio apostolico di Benedetto XVI fuori dai confini italiani, l'undicesimo in un Paese europeo, il secondo in Spagna dopo quello compiuto il 6 e il 7 luglio 2006 a Valencia, e l'ultimo per quest'anno. Sino a oggi nei viaggi apostolici oltre i confini italiani Benedetto XVI ha percorso in aereo 112.021 chilometri.
L'attesa dell'arrivo del Papa è palpabile, tanto a Santiago de Compostela - dove per il giorno di vigilia è stato chiesto dall'arcivescovo il digiuno - quanto a Barcellona, dove l'ultima veglia di preghiera nella Sagrada Familia si concluderà domenica mattina con l'inizio della celebrazione presieduta dal Pontefice. I media spagnoli già da giorni si occupano del viaggio. Molti hanno dato utili informazioni logistiche, altri hanno dedicato spazio alle numerose conferenze stampa organizzate in questi mesi sia a Santiago de Compostela che a Barcellona e a Madrid; altri ancora hanno ospitato interviste, articoli di commento, profili di Benedetto XVI, articoli storico-artistici sul tempio della Sagrada Familia; altri poi hanno ospitato le immancabili, per altro non numerose voci critiche, e anche quelle di quanti pretendono di dare interpretazioni di parte, non tanto alla visita in sé quanto piuttosto a quello che farà il Papa, a quello che dirà, come si esprimerà.
Il profilo a cui guarda Benedetto XVI è ben più alto. Vola verso Santiago de Compostela per rendere omaggio all'apostolo dell'Europa cristiana. Sulla sua tomba - che si ritiene scoperta dall'eremita Pelayo intorno all'800 nel luogo chiamato Campus Stellae - pregherà testimoniando Cristo a un'Europa chiamata a riscoprire la sua eredità per essere un continente di accoglienza, solidarietà, pace. La stessa preghiera che, all'indomani della fine della seconda guerra mondiale, recitarono insieme migliaia di giovani di tutta Europa, che vollero incontrarsi in questo luogo per sognare un futuro di pace, uniti dalla stessa fede. Quella fede che il Pontefice va a rinverdire nel cuore della Galizia, nell'anno giubilare dell'apostolo Giacomo, al quale sarà dedicata la celebrazione della messa di sabato sera in piazza dell'Obradoiro.
E poi a Barcellona. Là il Papa porterà il seme della comunione e consacrerà la Sagrada Familia come simbolo di una fede universale, di una religiosità radicata nell'anima del popolo catalano. Infine, come avviene in qualsiasi Paese che visita, Benedetto XVI sarà sensibile davanti alla sofferenza, fermandosi in un istituto che accoglie bambini con diversi problemi di personalità e comportamentali. Contenuta la parte più propriamente riservata alle autorità civili. Il primo incontro con i reali sarà del tutto informale, mentre quello con il primo ministro José Luis Rodríguez Zapatero avverrà in forma privata domenica pomeriggio, prima della partenza da Barcellona.



(©L'Osservatore Romano 6 novembre 2010)
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