Avvento


di Pier Giordano Cabra

Ed ecco arriva di nuovo l'Avvento, il tempo dell'attesa e dello sguardo proiettato verso il futuro. Avvento:  tempo dei desideri piccoli e smisurati, dei desideri drammatici di chi ha fame di pane e di giustizia, di chi cerca ragioni per vivere, di chi, stanco della notte, vorrebbe affrettare il giorno:  "Svegliatevi arpa e cetra, voglio svegliare l'aurora" (Salmi, 107, 3).
Avvento, tempo del tuo desiderio ma anche del desiderio di Dio su di te.
Tu che desideri un futuro migliore per te, e Dio che desidera dare il futuro migliore a tutti. Tu non sai che cosa chiedere, Lui sa che cosa darti. Tu che desideri ricevere, Lui che ti viene incontro, per proporti di costruire assieme un futuro nuovo. Dall'incontro dei due desideri sboccia la speranza.
L'Avvento si colora di speranza quando ti rendi conto che il tuo desiderio non si esaurirà nel vuoto, né si disperderà al vento, quale sogno illusorio e inconsistente, perché si incontra con il desiderio di Dio che protende la sua mano per stringere la tua; mette  la  sua  tenda  fra  noi  per aiutarci a cambiare la storia nostra e del mondo.
L'Avvento ti parla di un'attesa che si è compiuta già nel passato per incoraggiarti a proiettarti nel futuro. Ti parla del tuo Dio che si è fatto piccolo bambino per insegnarti a diventare grande nel suo Regno.
Guarda, con stupore, l'umiltà del tuo Dio che riprende con te, a Betlemme, la tua storia, intrecciandola con la sua e con quella dei tuoi fratelli.
L'Avvento ti svela il tuo compito nell'umana avventura:  con Dio accanto puoi far crescere la fraternità, dentro di te, accanto a te, nel tuo giudicare, a casa e per strada, al lavoro e al bar, nel tuo comunicare per telefono, in internet e nei blog.
È un'impresa sulla quale è dato sentire cantare gli angeli che assicurano la "pace in terra agli uomini amati da Dio".
E se non ti basta, alza il tuo sguardo e osserva la conclusione di tutto quanto ti è dato vedere con gli occhi e con la conoscenza:  civiltà che si estinguono, stelle che si spengono, sepolcri che si aprono, l'universo che guarda ansioso.
Viene il Signore della vita sulle nubi del cielo per dare vita a chi ha avuto cura della vita, a esaltare chi l'ha resa buona e bella, a chi si è impegnato a dare speranza, seminando fraternità:  "Avevo fame e mi avete dato da mangiare".



(©L'Osservatore Romano 28 novembre 2010)
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