Meditazione d'Avvento

L'attesa dell'Altro


Pochi mesi prima di essere sequestrato, Christian de Chergé - priore del monastero cistercense della stretta osservanza Notre-Dame de l'Atlas a Tibhirine, in Algeria - nella seconda domenica di Avvento tenne l'omelia. Era il 10 dicembre 1995, giorni di attesa dell'Altro, di timori, di speranza nella misericordia di Dio e di coraggio. Il 27 marzo successivo padre Christian e sei confratelli vennero sequestrati e il 21 maggio furono uccisi. Dal testo frammentario della meditazione, ora compreso nella raccolta di omelie L'Autre que nous attendons (Editions de Bellefontaine, pagine 583, euro 28), pubblichiamo in una traduzione di Ferdinando Cancelli la parte centrale.

di Christian de Chergé

Coraggio anche di accettare l'altro così com'è, là dove si trova, con le sue ricchezze, i suoi limiti, le sue originalità, senza sognarlo su misura di ciò che siamo noi o di ciò che desidereremmo che lui fosse. La fiducia deve prevalere, anche se ci fosse posto il dubbio. È ancora Giovanni il Battista che, dalla sua prigione, manderà a domandare a Gesù:  "Sei tu colui che deve venire? Questo Messia che noi immaginavamo diverso? Oppure dobbiamo attenderne un altro?".
Il coraggio, di fatto, di non essere che acqua quando l'altro è fuoco. Senza cercare di spegnere il fuoco come potrebbe fare l'acqua. Senza temere che il fuoco venga a farmi evaporare:  non è là per questo!
Prima di questo paradiso descritto con immagini profetiche da Isaia, prima dell'instaurazione definitiva del Regno che si avvicina, dove noi comprenderemo infine tutti i perché delle nostre differenze (cfr. Corano, 5, 48), ecco il tempo dell'attesa dell'Altro. Ed è innanzitutto il tempo della misericordia:  sta a noi di accoglierlo con gratitudine dal Totalmente Altro, come oscuri testimoni di una differenza, quella che Gesù introduce venendo nel mondo, luce nelle nostre tenebre.
Lo Spirito di saggezza e di fortezza, di consiglio e di discernimento, di conoscenza e di timore del Signore presiede su questa differenza verso la quale orienta tutte quelle degli altri, e la mia propria, nell'attesa dell'Altro:  differenza, mia speranza! Sì, veramente, Signore tu sei l'altro che noi attendiamo!



(©L'Osservatore Romano 15 dicembre 2010)
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