Responsabilità e impegno


di Marcello Condemi
Università degli studi Guglielmo Marconi (Roma)

L'emanazione della Legge concernente la prevenzione ed il contrasto del riciclaggio dei proventi di attività criminose e del finanziamento del terrorismo e della Lettera apostolica in forma di motu proprio per la prevenzione ed il contrasto delle attività illegali in campo finanziario e monetario costituisce un evento di rilevante importanza normativa, ma, soprattutto e prima ancora, un evento di significato morale e pastorale di ampia portata.
Per quanto epocale, in ragione delle sensibili materie trattate e delle larghe attese da parte della comunità internazionale, l'evento odierno s'inscrive a pieno titolo in quell'impegno diuturno di "carità nella verità" per l'edificazione di una convivenza civile giusta e onesta che la Sede Apostolica ha posto in essere su tantissimi altri temi, forse anche meno altisonanti, ma non per questo meno rilevanti; impegno di cui "Gesù Cristo s'è fatto testimone con la sua vita terrena e, soprattutto, con la sua morte e risurrezione" (Caritas in veritate, n. 1).
Nella lettera apostolica in forma di motu proprio per la prevenzione e il contrasto delle attività illegali in campo finanziario e monetario - con la quale si recepisce nell'ordinamento della Santa Sede la nuova legge dello Stato della Città del Vaticano - il Papa sottolinea, infatti, come la Sede Apostolica abbia sempre levato la sua voce per esortare tutti gli uomini di buona volontà, e soprattutto i responsabili delle nazioni, all'impegno nella realizzazione di una pace giusta e duratura in ogni parte del mondo, attraverso la quale edificare la universale città di Dio verso cui avanza la storia della comunità dei popoli e delle nazioni (cfr. Caritas in veritate, n. 7). Pace che, purtroppo, è continuamente minacciata, specie in un contesto sempre più globalizzato, da cause diverse; fra le quali si annoverano, per rimanere al tema che ci occupa, quella di un uso improprio del mercato e dell'economia e quella, terribile e distruttrice, della violenza che il terrorismo perpetra, causando morte, sofferenze, odio e instabilità sociale.
Di qui il riferimento, nel motu proprio, alla comunità internazionale, che si sta sempre più dotando di principi e strumenti giuridici in grado di prevenire e contrastare il fenomeno del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo. E di qui anche l'approvazione di questo impegno da parte della Santa Sede, con la conseguente volontà di far proprie tali regole nell'utilizzo delle risorse materiali che servono allo svolgimento della propria missione e dei compiti dello Stato della Città del Vaticano.
Da sempre, come è noto, le attività illegali hanno dimostrato una straordinaria capacità di insinuarsi e di inquinare il mondo economico e finanziario, arrecando danni incalcolabili alle economie legali e in generale agli assetti economici e finanziari, non solo dei singoli Paesi, ma anche della comunità internazionale. Tra le attività illegali merita menzione, in particolare, il riciclaggio dei proventi di attività illecite e, altresì, lo sfruttamento del sistema finanziario per trasferire fondi di provenienza criminosa o anche denaro di provenienza lecita a scopo di finanziamento del terrorismo, minando alla base le fondamenta delle società civili e costituendo una minaccia per l'integrità, il funzionamento regolare, la reputazione e la stabilità dei sistemi finanziari. Lo svilupparsi di tali pratiche criminose a livello internazionale, anche mediante l'uso delle nuove tecnologie, ha reso i fenomeni del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo sempre più pervasivi e capaci di mascherarsi, cosicché per difendersi è necessario costituire reti di controllo e informazione, non solo all'interno di ciascun ordinamento, ma anche a livello globale, mediante efficaci forme di collaborazione tra Stati. Ciò si canalizza attraverso appositi organismi specializzati, quali la nuova Autorità di informazione finanziaria (Aif), che svolgerà il proprio servizio nei confronti degli enti dipendenti dallo Stato della Città del Vaticano e dalla Santa Sede.
È in tali logiche che deve valutarsi lo sforzo compiuto nell'apprestare un corpo legislativo di livello avanzato in materia di prevenzione e contrasto del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo; uno sforzo volto, attraverso un indispensabile strumento giuridico, a rafforzare quell'esigenza di responsabilità e impegno nella carità delineati dalla dottrina sociale della Chiesa.



(©L'Osservatore Romano 31 dicembre 2010)
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