Presentati i "Lineamenta" del prossimo Sinodo dei vescovi

Per dare risposte
ai segni dei tempi

di NIKOLA ETEROVIC

"Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi" (Giovanni 20, 21). Con queste parole il Risorto, vittorioso sul peccato e sulla morte, invia i suoi discepoli a proclamare la Buona Notizia al mondo intero. La Chiesa, radunata dallo Spirito Santo, cerca di compiere fedelmente questo mandato durante il suo pellegrinaggio terreno. E desidera, con rinnovato entusiasmo, continuare tale missione anche nel tempo presente. Per questo Benedetto XVI ha convocato la XIII Assemblea generale ordinaria del Sinodo dei vescovi, che avrà luogo dal 7 al 28 ottobre 2012 sul tema La nuova evangelizzazione per la trasmissione della fede cristiana. Secondo il Papa - che ha voluto annunciarne personalmente la convocazione il 24 ottobre scorso, durante la messa conclusiva del Sinodo dei vescovi per il Medio Oriente - essa dovrebbe essere un momento di verifica del cammino percorso, per riprendere con nuovo slancio l'urgente opera dell'evangelizzazione del mondo contemporaneo.
La decisione del Pontefice è stata preceduta da due importanti momenti. Anzitutto, secondo una prassi ormai collaudata, è stato chiesto ai 13 Sinodi delle Chiese orientali cattoliche sui iuris, alle 113 Conferenze episcopali, ai 25 dicasteri della Curia romana e all'Unione dei superiori generali, di segnalare tre possibili temi a cui dedicare la riflessione sinodale. Nelle loro indicazioni, la maggioranza degli episcopati ha proposto la questione della trasmissione della fede, processo che nei tempi recenti ha conosciuto non poche difficoltà dovute ai grandi cambiamenti sociali, culturali e religiosi.
La seconda circostanza che ha influito sulla scelta definitiva dell'argomento è stata la decisione del Papa di istituire, con il motu proprio Ubiqumque et semper del 21 settembre 2010, il Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione. Nel tema sinodale, dunque, convergono la preoccupazione pastorale sulla trasmissione della fede e la necessità di una riflessione sulla nuova evangelizzazione che si impone, anche se in modi diversi, in tutta la Chiesa.
I Lineamenta - preparati dal Consiglio ordinario della Segreteria generale del Sinodo dei vescovi - costituiscono una tappa importante nella preparazione della prossima assemblea. Il loro scopo è suscitare a livello della Chiesa universale la discussione sull'argomento scelto. Per questo motivo vengono pubblicati in 8 lingue: latino, francese, inglese, italiano, polacco, portoghese, spagnolo e tedesco. E per la stessa ragione ogni capitolo è accompagnato da una serie di domande - in tutto 71 - che dovrebbero facilitare la riflessione delle Chiese particolari nelle loro diverse articolazioni: diocesi, parrocchie, congregazioni, movimenti, associazioni, gruppi dei fedeli. I frutti di questa riflessione saranno inviati alla segreteria generale del Sinodo entro il 1° novembre di quest'anno e verranno poi sintetizzati nel documento di lavoro dell'assemblea, l'Instrumentum laboris.
Divisi in tre capitoli - Tempo di nuova evangelizzazione, Proclamare il Vangelo di Gesù Cristo, Iniziare all'esperienza cristiana - i Lineamenta offrono anzitutto le ragioni teologiche ed ecclesiali del rinnovato impegno di evangelizzazione intrapreso a partire dal concilio Vaticano II. E ribadiscono che tutta la Chiesa è missionaria per sua natura. Essa esiste per evangelizzare. Dunque, per svolgere tale compito in modo adeguato, deve cominciare con l'evangelizzare se stessa, riscoprendosi disponibile all'ascolto, alla comprensione, alla revisione e alla rivitalizzazione del proprio mandato evangelizzatore, in particolare, di fronte ai grandi cambiamenti del mondo contemporaneo.
Nell'indicare gli scenari, le modalità e gli strumenti per un nuovo annuncio del Vangelo, il documento ricorda che si tratta di un impegno fatto proprio e promosso dai Pontefici Paolo VI, Giovanni Paolo II - al quale si deve l'espressione "nuova evangelizzazione", utilizzata per la prima volta il 9 giugno 1979 durante la messa celebrata a Mogila, in Polonia - e attualmente Benedetto XVI. Attraverso tale impegno la Chiesa trasmette la fede che essa stessa vive e che forma il suo annuncio, la sua testimonianza e la sua carità. I Lineamenta ricordano, in proposito, che il Vangelo non è un libro o una dottrina, bensì una persona: Gesù Cristo, Parola definitiva di Dio che si è fatta uomo. I cristiani, dunque, sono invitati a stabilire un rapporto più stretto con il Signore per dare ragione della speranza che è in loro con uno stile comunitario e personale nuovo: con quella forza mite che viene dall'unione con Cristo e sa abbracciare il pensiero e l'azione, la vita delle comunità e il loro slancio missionario, l'azione educativa e l'attività caritativa. Sta a loro riuscire a individuare nuove espressioni dell'evangelizzazione adatte ai contesti sociali e alle culture attuali in grande mutamento. In questo modo la Chiesa, conservando la sua natura missionaria, mantiene la sua dimensione popolare, domestica, anche in contesti di minoranza o di discriminazione.
In definitiva - suggerisce il documento - la nuova evangelizzazione dovrebbe diventare un nuovo cenacolo, dove sotto la grazia dello Spirito la comunità cristiana possa trovare non un nuovo Vangelo, bensì "una risposta adeguata ai segni dei tempi, ai bisogni degli uomini e dei popoli di oggi, ai nuovi scenari che disegnano la cultura attraverso la quale raccontiamo le nostre identità e cerchiamo il senso delle nostre esistenze".

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Il testo italiano del documento

La nuova evangelizzazione
per la trasmissione della fede cristiana



(©L'Osservatore Romano 5 marzo 2011)
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