La visita di Stato di Elisabetta II in Irlanda

Un futuro di fiducia
e di amicizia

Inizia oggi la visita del sovrano britannico in Irlanda. A commento di questo storico avvenimento pubblichiamo un articolo a firma congiunta di Eamon Gilmore, vice primo ministro e ministro degli Affari esteri e del commercio del Governo irlandese, e di William Hague, ministro degli Affari esteri e del Commonwealth del Governo britannico.

di EAMON GILMORE e WILLIAM HAGUE

Sua maestà la regina Elisabetta II e sua altezza reale il duca di Edimburgo sono in Irlanda in visita di Stato.
Si tratta di un evento storico nelle relazioni fra Irlanda e Regno Unito: prima visita di Stato di un sovrano britannico dopo l'Indipendenza irlandese che nel 1921 mutò le relazioni politiche tra le due isole. È opportuno che essa abbia luogo prima della conclusione del mandato di Mary McAleese che, primo presidente irlandese a essere nato in Irlanda del Nord, ha posto al centro della propria azione il tema del "costruire ponti". I due capi di Stato si sono già incontrati in diverse occasioni, tuttavia questa visita assume un carattere speciale, essendo il riflesso della trasformazione dei rapporti bilaterali.
La visita celebrerà la profondità e la cordialità delle nostre relazioni. Oltre sei milioni di persone nel Regno Unito sono irlandesi o hanno un genitore o un nonno irlandese, e ogni anno dal Regno Unito si recano in Irlanda circa tre milioni di visitatori.
La storia britannica e quella irlandese sono inesorabilmente intrecciate. Per troppo tempo tuttavia le relazioni fra le nostre Nazioni sono state segnate da conflitti e divisioni, da sfiducia e sospetto. Ma oggi siamo orgogliosi di essere amici e vicini, partner e uguali.
Il processo di pace in Irlanda del Nord, fondato sul principio del rispetto reciproco, ha avuto un'importanza centrale sia per la collaborazione che vantiamo oggi, sia per il processo di riconciliazione fra i nostri popoli.
Quest'opera è ormai in corso da oltre un quarto di secolo. E continua ancora oggi. La riconciliazione è un lavoro meticoloso. L'Accordo di Belfast, concluso il venerdì santo del 1998, che prevedeva la devoluzione del potere all'Irlanda del Nord e la definizione di un quadro per i rapporti sull'isola irlandese e fra Regno Unito e Irlanda, ha segnato un punto di svolta.
La scorsa settimana siamo stati testimoni dell'aggiunta silenziosa di un'altra pietra miliare con le elezioni dell'Assemblea dell'Irlanda del Nord con cui il popolo ha espresso la decisa volontà di proseguire nel consolidamento della pace e della stabilità.
Questa storia condivisa è fondamentale per le nostre relazioni. Non dobbiamo nascondere il passato. Nel corso della visita, in riconoscimento di questa storia comune, la regina renderà omaggio alla fondazione dello Stato irlandese al Parco della Rimembranza e parteciperà a una a cerimonia di commemorazione dei caduti irlandesi della prima guerra mondiale. Sono elementi che parlano alla nostra storia comune. Per l'Irlanda e il Regno Unito, la visita non soltanto costituisce una pietra miliare in un processo di pace, ma segna anche un inizio: soltanto ora possiamo cominciare a realizzare le piene potenzialità insite nei rapporti fra i nostri due Stati.
Abbiamo già moltissime cose in comune. I legami commerciali e culturali sono più solidi che mai. Gli scambi e il turismo fra i due Paesi danno un importante contributo alle nostre economie. Ogni settimana, fra i nostri Paesi avvengono scambi commerciali per circa un miliardo di sterline, mentre circa tre milioni di visitatori si spostano ogni anno dal Regno Unito all'Irlanda e un numero analogo di irlandesi visita il Regno Unito. La stessa regina potrà ammirare alcune delle attrazioni irlandesi come il famoso Book of Kells, presso il Trinity College, e la Rocca di Cashel nella Contea di Tipperary.
Collaboriamo strettamente su alcune importanti sfide del nostro tempo. Gli sconvolgimenti economici e finanziari degli ultimi anni hanno dimostrato l'importanza di una decisiva azione di governo per migliorare la prosperità e promuovere la crescita e l'occupazione: un'agenda che siamo determinati a portare a livello di Unione europea.
Nel frattempo, è nostro impegno comune promuovere lo sviluppo internazionale e la risoluzione dei conflitti. I nostri straordinari progressi per stabilire la pace in Irlanda del Nord, nonostante le azioni di una piccolissima minoranza, sono un messaggio positivo per quanti sono oggi coinvolti nella paziente opera di costruzione della pace in numerosissime regioni del mondo.
I legami economici, politici e culturali ci uniscono già più strettamente che in qualsiasi altra epoca della nostra storia recente. Questa visita è un trampolino verso relazioni future ancora più strette di collaborazione, fiducia e amicizia fra i popoli delle nostre due isole.



(©L'Osservatore Romano 18 maggio 2011)
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