I ruderi delle abbazie cistercensi nel verde delle campagne inglesi

Bussole di pietra
orientate verso Dio


di FERDINANDO CANCELLI

Non capita spesso nelle campagne italiane di potersi muovere liberamente attraversando il verde dei campi su sentieri di erba appena tagliata: tracce di libertà che parlano di uomini e donne il cui lavoro, attraverso i secoli, ci ha regalato anche il panorama che ci circonda. Ma nel vento dello Yorkshire tutto è diverso. Il caldo, le recinzioni, i cani da guardia spariscono, spazzati via insieme alle nuvole che non riescono a trattenersi più di un secondo sulla stessa grassa zolla di terra. Solo le pecore, quelle strane pecore candide dal muso colore della cenere, osservano: curiose e pacifiche nel voltarsi a guardare noi che camminiamo a poca distanza, ondeggiano lentamente con l'erba mossa nell'aria tersa. Fountains, Rievaulx, Jervaulx: cosa nascondono nomi come questi a chi ci giunge ottocento anni in ritardo rispetto al loro fiorire più bello? Ogni pietra parla di Lui, ogni arco porta a Lui, ogni finestra sbrecciata lascia intravedere il Suo cielo dietro al nostro. A malapena si distinguono i luoghi che in un passato lontano hanno ospitato intense preghiere, sonni interrotti, freddi pungenti, enormi fatiche, lunghe diatribe, piccole lettere e grandi pensieri. Le abbazie cistercensi inglesi spuntano proprio così tra i campi verdissimi, come un imprevisto, come un ostacolo che nessuno ha voluto o potuto rimuovere del tutto dalle praterie della storia tante volte insanguinate. E parlano un linguaggio profondo, forse non sempre facile da capire per chi lo ascolta distratto: è il linguaggio di un Dio che può suscitare i suoi figli anche da quelle pietre, anche da quei ruderi eloquenti che si ergono come pietra d'inciampo sulla via di chi pensava di avere tutto previsto, di avere calcolato con cura ogni passo. E così ancora oggi, in Inghilterra, chi ha perso il sentiero lo può ritrovare tramite quelle pietre del cuore, bussole sgretolate ma ancora perfettamente orientate all'eterno Oriente dell'uomo.



(©L'Osservatore Romano 28 agosto 2011)
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