Nella conferenza stampa sul volo di ritorno da Rio de Janeiro

Le novità di Papa Francesco

di Lucetta Scaraffia

Della lunga, serena e aperta intervista che Papa Francesco ha rilasciato ai giornalisti - e la trascrizione completa fa cogliere perfettamente il clima disteso e quasi divertito che ha contrassegnato l'incontro - le grandi novità sono soprattutto due, e riguardano due questioni a cui il Santo Padre aveva finora dato poco spazio: le donne e gli omosessuali.
Le dichiarazioni del Papa sul ruolo delle donne sono chiare e rivelatrici di una forte volontà di apertura, non pronunciate in nome dell'improrogabile necessità di adeguare la Chiesa alla parità fra i sessi realizzata nelle società occidentali, e neppure rivestite del paternalismo, spesso affettuoso, che quasi sempre vena le parole degli alti prelati quando affrontano il tema. L'apertura è sostanziale, ed è direttamente collegata al suo progetto di riforma della Chiesa: senza un riconoscimento aperto del ruolo delle donne non si può sperare in quella Chiesa vitale e accogliente che Papa Francesco desidera, quella Chiesa che può di nuovo attirare i fedeli e scaldare loro il cuore. La donna, ha detto, "aiuta a crescere la Chiesa" perché è dal rapporto paritario e collaborativo fra donne e uomini che ha origine la fecondità. E se questo rapporto langue, non è vivo ed è rinnegato, come avviene oggi, la Chiesa non cresce.
Il coraggio di dire una verità, come tutte le verità anche ovvia, ma che nessuno prima di lui aveva osato, cioè che "Maria è più importante degli apostoli", non gli impedisce di escludere il sacerdozio femminile, ma al tempo stesso di chiedere un supplemento di studi e riflessioni per capire come realizzare questa parità nella differenza. Supplemento di ricerca alla quale, ovviamente, le donne daranno contributi fondamentali. In poche parole, la novità viene espressa in modo chiaro, e senza minacciare la tradizione della Chiesa. Si può cambiare tutto senza cambiare le regole di base, quelle su cui si è costruita la tradizione cattolica: questa è la sua posizione anche sugli omosessuali. La Chiesa non deve essere una rigida dispensatrice di giudizi, ma deve essere sempre pronta ad accogliere i peccatori, cioè tutti noi. L'esempio di Pietro, che tradisce Gesù e poi viene "fatto Papa", è di una chiarezza lampante che in un baleno toglie valore a tutte le lettere di denuncia, i sospetti, i veleni che stanno girando nel mondo ecclesiastico dopo l'accenno alla "lobby gay". E ricorda a tutti che il cristianesimo ha sempre distinto fra condanna del peccato e misericordia verso il peccatore, e che non è un rigido puritanesimo senza cuore.
Anche a questo proposito Papa Francesco non cambia nulla delle regole morali, ma cancella un moralismo rigido e pettegolo, e con poche parole allontana dalla Chiesa cattolica quell'accusa infamante di omofobia che l'ha perseguitata negli ultimi tempi. La misericordia è la caratteristica distintiva del cristiano, che significa accoglienza del peccatore e perdono. Altra cosa sarebbe cambiare le norme per cancellare il peccato.
Misericordia è quanto invoca anche per i divorziati risposati, senza per questo aprire al divorzio: il Papa chiede anche in questo caso un supplemento di indagine teologica sulla pastorale matrimoniale, un cambiamento culturale per riuscire a spiegare questo sacramento alle donne e agli uomini di oggi. Egli individua infatti il problema: se i matrimoni religiosi diminuiscono tanto, e quelli che vengono fatti spesso sono senza valore, è perché troppe volte la Chiesa usa parole sbagliate, vecchie, rigide e sterili per spiegare l'istituzione da cui nasce la vita. Non bisogna cambiare le norme, ma gli esseri umani che le spiegano, la cultura che le giustifica. E anche a proposito del rinnovamento della pastorale matrimoniale siamo certi che Papa Francesco saprà valorizzare l'esperienza femminile, a questo riguardo decisiva.
Sono tutti problemi e situazioni che padre Bergoglio, prete e vescovo, incontrava nel suo cammino per le vie di Buenos Aires, nei suoi incontri con donne e uomini normali, che gli aprivano il cuore con speranza e sincerità. Un bagaglio di esperienze umane che oggi illuminano il suo pontificato, riscaldano ogni suo discorso e gli danno quel tono di verità che fa comprendere e amare le sue parole.



(©L'Osservatore Romano 31 luglio 2013)
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