In un'intervista a Maria Voce

Le donne nella Chiesa

di Lucetta Scaraffia

L'intervista di Maria Voce alla rivista "Città Nuova" sul tema donne e Chiesa è di grande interesse, sia per l'importanza della persona - certo la donna più eminente del mondo cattolico in quanto presidente del movimento che vi è più diffuso, i Focolari - sia per il coraggio e la lucidità delle sue proposte. Inizia con un cenno alla Mulieris dignitatem, finora scarsamente attuata, ma che deve essere considerata per il suo valore profetico: "Si vedrà una progressiva attuazione nella misura in cui i tempi matureranno e le donne sapranno offrire adeguati contributi". È molto interessante questo modo di rovesciare il problema: invece di incolpare gli uomini di non avere fatto posto alle donne, l'intervistata parla di un momento in cui le donne daranno "adeguati contributi", dando per scontato che il cambiamento ci sarà.
Del resto, ci sono già donne capaci di collaborare, come si evince dalle risposte successive, in cui Maria Voce si preoccupa che la questione non venga risolta con l'assegnazione di qualche posto decisionale a due o tre donne, ma piuttosto che "tutta la compagine ecclesiale sia disposta ad accogliere l'autorevolezza di persone di sesso femminile anche laddove si prendono le decisioni più importanti per la Chiesa". Senza questo cambiamento di mentalità, non vi sarà un vero cambiamento nella condizione delle donne, ma solo qualche "fiore all'occhiello" da esibire per salvare l'immagine.
La presidente dei Focolari auspica invece un cambiamento vero e profondo: vuole non soltanto che le caratteristiche femminili - da lei definite come una relazione di amore e distacco con gli altri esseri umani - siano apprezzate veramente, ma che venga ricercato e ascoltato anche il pensiero delle donne.
Ammette però che le donne sono almeno in parte responsabili di questa situazione, per aver accettato senza protestare ruoli subalterni in cambio della protezione. Ma oggi la situazione è in veloce cambiamento, tanto che si può pensare a un ingresso non troppo esiguo di donne negli organismi di consultazione, di pensiero e di decisione, e anche a un organismo di consulenza del Papa di cui facciano parte uomini e donne insieme. E non ha remore nell'affermare: "Un organismo del genere mi entusiasmerebbe".
La sua esperienza di governo al femminile, caratterizzata dall'amore, viene proposta come modello per tutta la Chiesa, ricordando che questa esperienza - specifica del movimento dei Focolari - si rifà a un aspetto della figura di Maria "che è ancora poco considerato, quella di Madre della Chiesa, cioè colei che contiene tutte le realtà della Chiesa stessa".
Di fatto però questo tipo di governo femminile non è ancora completamente riconosciuto. Lo rivela un particolare significativo che Maria Voce evoca con "perplessità", cioè la mancata possibilità di incardinare nel movimento sacerdoti già ordinati. Forse perché - qualcuno potrebbe pensare - si troverebbero in una posizione di subalternità nei confronti di una donna: la presidente del movimento.
I Focolari - è un aspetto che salta agli occhi di chiunque si trovi a entrare in contatto con loro - sono uno dei pochi spazi del mondo cattolico dove donne e uomini collaborano insieme per il bene della Chiesa, dove la differenza fra i generi diventa collaborazione e non contrapposizione. Ed è proprio per questo motivo che Maria Voce è una delle persone più autorizzate a parlare della collaborazione necessaria fra donne e uomini, a proporre la presenza di donne almeno nelle fasi preparatorie del conclave, a consigliare Papa Francesco di affidarsi alle sue esperienze domestiche con la mamma e la nonna, alle donne che ha conosciuto in passato, con le quali ha costruito "contatti profondi e autentici", per pensare a un ruolo nuovo per le donne nella Chiesa. Le parole di Maria Voce fanno comprendere chiaramente come le giuste richieste di un riconoscimento vero della presenza femminile nella Chiesa non vengano solo da gruppi radicali che chiedono l'ordinazione femminile, ma da figure autorevoli e moderate. Dietro le quali c'è sicuramente la maggioranza delle donne che fanno parte della Chiesa.



(©L'Osservatore Romano 11-12 novembre 2013)
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