«Caritas in veritate»

Il miglior libro del 2009


Come di consueto in questa stagione, "Il Sole 24 Ore" - nell'influente supplemento culturale "Domenica", che da una settimana è diretto da Giovanni Santambrogio - si è occupato ieri del miglior libro dell'anno. E per questo si è rivolto "a trentaquattro intellettuali, economisti, studiosi". Gli interpellati sono tutti italiani, eccetto lo storico britannico Simon Schama, e il risultato finale, oltre ventisette titoli in italiano, include sette libri pubblicati in inglese, prevalentemente di argomento economico, ma non solo. Molto diverse sono ovviamente le risposte raccolte dal giornale, tutte comunque interessanti.
Tra queste spicca quella di Mario Deaglio, uno dei più autorevoli economisti italiani, ordinario all'università di Torino, che ha diretto "Il Sole 24 Ore" dal 1980 al 1983 ed è ora editorialista de "La Stampa". Per l'intellettuale il miglior libro del 2009 è la Caritas in veritate di Benedetto XVI, perché - sottolinea - l'enciclica "propone uno sguardo globale sui problemi del pianeta che nessun leader politico è riuscito a fornire".
E continua:  "Il pontefice, definito da alcuni reazionario, ha redatto un'opera di innovazione che è anche un aiuto effettivo per inquadrare con originalità i temi caldi del presente:  la redistribuzione dei redditi, l'esigenza di trovare un modo per ridurre il divario tra le classi sociali, il ruolo del mercato e la questione dell'ambiente. Un inventario completo e ampio dei problemi del mondo, logico e rigoroso. Non un facile indicatore di soluzioni bensì un indicatore delle strade dove le soluzioni si possono trovare".
Alla scelta di Deaglio si può aggiungere che meno di un mese fa la rivista statunitense di economia e finanza "Forbes" - nota per diverse classifiche (www.forbes.com/lists), tra le quali quella dei più ricchi - ha diffuso l'elenco delle cento "persone più potenti del mondo" (The World's Most Powerful People). E all'undicesimo posto, dopo i principali leader politici internazionali e alcuni esponenti dell'economia e della finanza mondiali, ha collocato Benedetto XVI.
In un commento sul sito della rivista americana il Papa è definito "la più alta autorità terrena per un miliardo di anime, cioè circa un sesto della popolazione del pianeta", mentre la Chiesa cattolica è descritta, con linguaggio economico ma non privo di suggestione, come "la più antica e vasta multinazionale al mondo". Alla luce di queste frasi va compresa l'applicazione della categoria di "potenza" - anche se sarebbe più aderente alla realtà parlare di influenza - a un leader spirituale come Benedetto XVI, che viene tratteggiato come tradizionalista e conservatore senza coglierne l'anticonformismo. E in ogni modo ci si può rallegrare di questi riconoscimenti, del tutto laici, della presenza e dell'influsso di un uomo mite e gentile che alla predicazione cristiana unisce sempre il richiamo alla ragione, comune a tutti gli esseri umani. (g.m.v.)



(©L'Osservatore Romano 7-8 dicembre 2009)
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