Arte e spiritualità nella basilica di Santa Maria Maggiore

La grandezza senza lo smarrimento


All'Ambasciata di Spagna presso la Santa Sede il 28 gennaio è stato presentato il volume Basilica di Santa Maria Maggiore. Fede e spazio sacro (Genova, San Giorgio Editrice, 2010, pagine 224, euro 175), primo di una serie che sarà dedicata ai luoghi sacri di Roma. Pubblichiamo una presentazione del cardinale arciprete della basilica papale.

di Bernard Francis Law

Varcando la Porta Santa s'incontra la bellezza dello spazio sacro che riempie di luce gli occhi e il cuore, un respiro di grandezza pervade la nostra anima, avvolge e trasporta in una dimensione trascendente. Sono queste le percezioni che si hanno quando si fa ingresso nella sacra basilica, una luce che rifulge dalla bellezza dei suoi tesori. Una luce reale e sacra insieme. L'umano che interpreta il divino e il divino che si diffonde attraverso l'umano. La perfetta armonia dei suoi spazi, un'ascesi mistica che ha inizio nel portico e prosegue nella navata centrale rievocando episodi dell'Antico e del Nuovo Testamento, per concludersi nel Trionfo della Vergine. Gli splendidi mosaici nascono da un comune disegno, una comune volontà:  riassumere la storia sacra in cui sono protagonisti Abramo, Giacobbe, Mosè e Giosuè testimoniando la promessa di Dio al popolo ebraico di una terra e il suo aiuto per raggiungerla. I mosaici dell'arco trionfale raccontano invece l'infanzia di Cristo, re e sacerdote. Ma il fulcro della santità, il messaggio del disegno divino è tutto raccolto nell'abside:  l'Incoronazione della Vergine riempie la conca absidale mentre i momenti più importanti della sua vita sono rappresentati nella fascia sottostante. Al centro della conca, racchiusi in un grande cerchio, Cristo e Maria sono seduti in trono, raffigurato come un divano orientale. Il Figlio sta ponendo sul capo della Madre una corona gemmata. È il trionfo di Maria, non solo come Madre di Gesù, ma come Madre della Chiesa e quindi del genere umano che a Lei si affida. A Lei, madre pia e benevola, che intercede, nella sua immensa pietà, presso Dio.
La pietà mariana che irradia nel mondo non ha confini territoriali ma ha senz'altro delle sorgenti di origine, dei centri propulsori dai quali è nata, è stata alimentata e si è diffusa:  la papale basilica di Santa Maria Maggiore ricopre indubbiamente da secoli questo ruolo nella città eterna per i "cittadini del mondo", che da ogni parte del globo giungono qui per apprezzare la sua monumentale bellezza.
È un rapimento artistico e spirituale quello che coinvolge chi la visita. Il pellegrino devoto e l'appassionato d'arte assaporano intimamente le emozioni di questo luogo sacro. Il fedele ne avverte la grandezza ma non lo smarrimento, al quale spesso conducono i grandi spazi:  al contrario, è la percezione di far parte di un'armonia di corporalità e spiritualità a pervaderlo, un sentimento di estatica pace.
Santa Maria Maggiore è la "Casa della Madre" nella quale avviene la catarsi:  l'uomo, essere carnale, respirando la religiosità del luogo, ascende alla dimensione divina e immortale. Abbandona quindi la sua individualità corporale ed entra a far parte di un universale disegno di comunione che ne rafforza la profondità e l'equilibrio interiori.
Visitare Santa Maria Maggiore è come sfogliare il libro della fede, ma anche ripercorrere le tappe di un'evoluzione architettonica in rapporto alle vicende storiche che si sono determinate nel corso dei secoli, conoscere santi, Papi e sovrani che hanno intrecciato le loro vite al destino di questa chiesa:  leggere e interpretare l'evoluzione della storia e della storia dell'arte attraverso il documento architettonico.
L'obiettivo che il volume si è proposto è presentare la basilica di Santa Maria Maggiore nella sua plusvalenza:  testimonianza della fede cristiana  e imprescindibile archetipo per seguire le trasformazioni dell'architettura religiosa. Arte e spiritualità si fondono così in un connubio perfetto. Qui, dove l'arte è ispirata da Dio,  inizia un nuovo modo di presentare lo spazio sacro:  attuale, dinamico, di grande respiro divulgativo ma anche di grande suggestione intimista.
Credo che questa sia la visione complessiva della storia, dell'arte e della vita religiosa della basilica e che possa essere per i credenti un valido contributo per una migliore conoscenza e un esemplare confronto con la fede e la filiale devozione mariana di tante generazioni cristiane; e per quelli che sono in ricerca o non sono credenti, ma sensibili alle più alte espressioni dello spirito umano, possa essere un invito, magari per la via pulchritudinis, per il fascino della bellezza, ad aprirsi a Dio per incontrare in Lui la sorgente prima e ultima della bellezza. Di quella bellezza che è riflessa sul volto di suo Figlio Gesù e di sua Madre, la tota pulchra Maria.



(©L'Osservatore Romano 29 gennaio 2010)
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