Convegno internazionale su Chiara Lubich

La controfigura dell'amore


di Silvia Guidi

"Era come il fuoco che fonde due metalli in un terzo di qualità diverse da quelle dei due componenti"; il fuoco, una forza potente e capace di innescare reazioni chimiche nel cuore della materia con cui entra in contatto e trasformare gli elementi che investe con il suo calore; così Chiara Lubich, nella sua opera nota come "Trattatello innocuo", descriveva il costante effetto generativo e rigenerativo che la presenza di Gesù assicura a una comunità,  ai  "due o tre" che si ritrovano nel Suo nome (Matteo, 18, 20).
È proprio al tema dell'unità e della profondità ontologica dell'amore che Luigi Alici, presidente dell'Azione cattolica italiana dal 2005 al 2008, ha dedicato il suo intervento al convegno organizzato a due anni dalla scomparsa della fondatrice dei Focolari. "Chiara Lubich da Trento al mondo:  l'impatto di una storia", che si è svolto dal 25 al 26 febbraio nella città dove era nata 90 anni fa - tra i relatori, molti gli studiosi di varie discipline dell'università di Trento, come Salvatore Abbruzzese, Andrea Leonardi, Olga Bombardelli, Massimo Giuliani, Michele Nicoletti e Silvano Zucal - è stata un'occasione per ripercorrere le tracce del carisma dell'unità non solo nella storia della spiritualità italiana del dopoguerra ma anche nell'economia, nella comunicazione, nella sociologia e nella pedagogia. Un carisma profetico nel vagliare criticamente il mondo delle relazioni interpersonali tanto "liquido" nella società contemporanea - per citare la fortunata definizione di Zygmunt Bauman - da essere diventato "solubile", che nasconde, prosegue Alici, "un deficit mascherato da surplus, un amore che genera atomismo sociale perché è stato sostituito dalla sua controfigura patologica". Non è facile rintracciare la genesi di questa "mutazione chimica" del concetto di amore, in cui non è più presente la natura di legame. Oggi dobbiamo misurarci con un'eredità irrisolta della modernità, due paradigmi antitetici:  il supremo tribunale "illuminista" della razionalità analitica e il pàthos romantico, un'autenticità espressiva che si sente capace di generare un contatto empatico con la totalità. Una dicotomia impossibile da conciliare, ben espressa dal bestseller filosofico on the road degli anni Settanta Lo zen e l'arte della manutenzione della motocicletta di Robert Maynard Pirsig, fondato sulla dialettica regola-impulso momentaneo e la distanza tra rispetto delle procedure (necessarie per il buon funzionamento della moto, la manutenzione di cui si parla nel titolo) e gratificazione emozionale (il brivido della velocità).
"Nell'epoca della crisi della ragione - continua Alici - assistiamo ad una sorta d'ibridazione equivoca dei due modelli, in cui convivono in modo quasi schizofrenico una neutralizzazione contrattualistica della ragione, chiamata a governare la rete complessa dei "rapporti lunghi", e il riscatto emozionale del pàthos nell'orizzonte a geometria variabile dei "rapporti corti". L'alta passionalità romantica si libera dal titanismo e si accontenta di un più modesto profilo emotivo:  privato, slegato, insindacabile. Rinunciando a qualsiasi forma velleitaria di ordo amoris, nel microcosmo degli affetti aumentano i contatti e si accorciano le relazioni. Un microcosmo solo apparentemente inoffensivo:  se l'epoca moderna ci ha mostrato la natura potenzialmente violenta di una ragione troppo forte, l'epoca postmoderna ci mostra il volto violento del disordine degli affetti. Paradossalmente, nella società solubile l'amore sta diventando un solvente più che un collante". L'io viene polverizzato in una miriade di microattività che seguono traiettorie limitate e di corto respiro, prive di senso di marcia, direzione e "senso ultimo".
"Slegare" l'amore equivale a contraddirne la sua intenzionalità più profonda, ma per recuperare la sua dimensione originaria è necessario reintrodurre la cifra della gratuità, e la presenza di un "terzo" capace di sostenere il rapporto io-tu e di renderlo infinita sorgente di novità. Quella sobornost fondata sul mistero dell'amore trinitario che ha investito e "travolto" la vita di Chiara, diffondendosi per contagio in tutto il mondo.



(©L'Osservatore Romano 27 febbraio 2010)
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