Un dizionario europeo sugli ordini religiosi militari nel medioevo

Cavalieri e templari dalla A alla Z


di Giancarlo Rocca

Conviene salutare con grande soddisfazione la pubblicazione del volume Prier et combattre. Dictionnaire européen des ordres militaires au Moyen Âge, diretto da Nicole Bériou e Philippe Josserand (Paris, Fayard, 2009, pagine 1029, euro 180). L'opera viene a colmare una reale lacuna nella conoscenza degli ordini religiosi militari che tanto spazio hanno avuto nella storia cristiana ed europea medievale.
A questa grande impresa hanno collaborato 240 autori, quasi tutti docenti universitari in Francia, Spagna, Germania, Portogallo, Italia, Belgio, Inghilterra, ma anche negli Stati Uniti d'America, in Lituania, Israele, Cipro, Ungheria, Canada, Estonia, Danimarca, Città del Vaticano, Repubblica ceca, Slovenia, Malta, e così via; segno evidente che si è fatto ricorso agli esperti ovunque si trovassero.
Il volume raccoglie complessivamente 1.128 voci per complessive 982 pagine, al termine delle quali sono stati aggiunti:  un elenco dei gran maestri dei principali ordini militari (Alcántara, Avis, Calatrava, Cristo, Ospedale, Montesa, Santiago-Spagna, Santiago-Portogallo, Tempio e Teutonici); e accurati indici dei nomi di persona, dei nomi di luogo nonché un indice delle mappe distribuite nel volume per illustrare la presenza dei vari ordini nelle diverse regioni europee.
Gli ordini religiosi militari sono pochi - una trentina circa, e poco più se si aggiungono quelli la cui esistenza è risultata fittizia - e il gran numero di pagine di questo dizionario si spiega con il desiderio dei suoi direttori di presentare gli ordini nella visione più ampia possibile, che tenesse conto non solo della loro storia interna e della loro missione militare, ma anche dei loro rapporti con l'architettura, il paesaggio, l'economia, la nobiltà, il tipo della loro alimentazione, e così via; in modo che fosse chiaro il loro posto nella società del tempo.
Ciò spiega il notevole numero di voci di questo dizionario, che sono state redatte secondo un triplice ordine di grandezza:  di 1.500, 4.500 o 13.500 lettere; in pratica, secondo l'importanza di cui ogni voce sembrava godere, con alcune ovvie eccezioni per quanto riguarda i templari, gli ospedalieri di Malta, l'ordine teutonico e il processo contro i templari.
Il volume si apre con una lunga introduzione storiografica di Alain Demurger, della Sorbona, che fa il punto della questione, distinguendo in essa tre grandi momenti. Un primo momento, che dal Cinquecento arriva all'Ottocento, in cui la storiografia è sostanzialmente opera di membri dei vari ordini. Un secondo periodo parte dall'Ottocento e conosce l'avvio di una storiografia scientifica, basata sulle fonti. E un terzo periodo, alle soglie del secolo xxi, con una storia che Demurger definisce come autonoma, originale, non più a compartimenti stagni, e che ha come conclusione il riconoscimento della specificità degli ordini militari nelle loro varie espressioni, anche politiche.
Le voci a carattere generale - cioè quelle che non riguardano i personaggi dei vari ordini, le città, le regioni, e così via - si potrebbero raggruppare  secondo  temi:  di vita interna all'ordine, di rapporti con l'esterno, e di voci legate alla tipica attività degli ordini militari, cioè la guerra.
Per la struttura degli ordini restano fondamentali le voci su Balì capitolare, Balì provinciale, Capitolo, Capitolo generale, Capitolo provinciale, Maestro, Maestro provinciale, e così via.
Per la vita interna si possono indicare voci come quelle su Bibbia, Cappellano, Castità, Confessione, Liturgia, Obbedienza, Povertà. Per la vita militare:  Architettura castrale, Arcieri, Armamento, Cavalleria, Combattimento, Disciplina militare.
Degne di attenzione sono alcune voci poco prevedibili, ma gradite, come quelle su Cinema, Teatro e Opera. Nella voce dedicata al cinema sono presentati i film che si sono occupati degli ordini militari, in pratica - a eccezione di un film italiano sui cavalieri di Rodi realizzato nel 1912 - tutti riguardanti i templari e l'ordine teutonico, per evidenti motivi romanzeschi nel caso dei templari, e politici nel caso dell'ordine teutonico e del loro Stato (Ordensstaat). La voce sul teatro e l'opera elenca le tante opere dedicate agli ordini militari, in particolar modo a templari e teutonici, senza dimenticare gli ordini militari spagnoli illustrati da grandi autori come Lope de Vega e Tirso de Molina.
Come tutti i dizionari, anche questo rappresenta una avventura, umana e intellettuale, densa di soddisfazioni per i loro direttori, i quali ovviamente sanno - e nella presentazione dell'opera essi lo affermano chiaramente - che i lettori potranno trovare lacune e punti di vista diversi. Facendo leva su questa affermazione, qui si presentano alcune osservazioni, di carattere propriamente religioso, data la sede in cui esse vengono pubblicate.
La prima osservazione riguarda gli ospedalieri o ordine di Malta, come popolarmente esso è conosciuto. La voce Hôpital arriva, sia pure molto brevemente, sino ai nostri giorni, e sarebbe certamente stato utile aggiungere alcune righe di precisazione, dicendo che l'ordine di Malta è ancor oggi un ordine religioso, che conta attualmente una trentina di professi - tra cui alcuni sacerdoti - che attorno agli anni 1950 l'ordine visse un forte contrasto con la Sacra Congregazione dei Religiosi - e in discussione era il suo carattere "sovrano e religioso" - e che pur essendo ordine religioso, nell'Annuario Pontificio esso non è annoverato tra gli ordini religiosi.
Per altri ordini, come mercedari, trinitari, ordine teutonico - nei due rami maschile e femminile - le voci in pratica non oltrepassano il secolo xv, e non sarebbe stato male avvertire il lettore che questi ordini sono ancora in vita - come si era fatto per l'ordine di Malta - senza più il carattere militare, e sono regolarmente segnalati nell'Annuario Pontificio:  mercedari e trinitari tra gli ordini mendicanti, e l'ordine teutonico tra i canonici regolari.
La voce Temple, ordre du, dedicata ai templari e che si chiude con la soppressione del 1312, offre lo spunto di un'altra precisazione. Si sa, cioè, che più volte in Europa e in America sono sorte associazioni che hanno preteso di rivendicare la loro filiazione diretta dai templari - o anche da altri ordini militari - ma questa pretesa non ha alcun fondamento storico né giuridico, anche perché l'eventuale reviviscenza di qualsiasi ordine religioso deve passare tramite la Santa Sede, che non ha mai riconosciuto tali filiazioni.
Più delicata è la questione del carattere "religioso" degli ordini militari, in particolare dell'ordine di Santiago, addotto da alcuni studiosi come esempio tipico di un nuovo tipo di vita religiosa che comprenderebbe anche gli sposati. Non sarebbe stato male ricordare, ad esempio nella voce Ordre, come san Tommaso, che aveva presente il problema, avesse detto chiaramente che illi modi vivendi secundum quos homines matrimonio utuntur, non sunt simpliciter et absolute loquendo religiones, sed secundum quid (Summa Theologiae, ii/ii, q. 186, art. 4, Ad tertium).
Nell'insieme, e vale la pena ripeterlo, questo dizionario soddisfa non solo il lettore curioso che voglia trovare una risposta immediata ai suoi interrogativi, ma offre anche un materiale non indifferente allo studioso che desideri situare gli ordini militari in un campo di conoscenza più vasto possibile, con visioni comparative tra i vari ordini e con l'ambiente generale dei tempi.



(©L'Osservatore Romano 8 aprile 2010)
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