Consonanze

I Beatles e «L'Osservatore Romano»


Per ricordare il quarantesimo dello scioglimento dei Beatles, "L'Osservatore Romano" ha pubblicato, nell'edizione del 10 aprile scorso, due articoli scritti insieme dai nostri Giuseppe Fiorentino e Gaetano Vallini, i quali avevano già celebrato, nell'edizione del 22 novembre 2008, i quarant'anni del White Album. In entrambe le occasioni moltissimi media in tutto il mondo - e ora lo stesso Ringo Starr, intervistato dalla Cnn - hanno interpretato questa ovvia attenzione per un importante fenomeno musicale del nostro tempo come un'assoluzione vaticana. Della quale i quattro artisti di Liverpool non avevano naturalmente alcun bisogno. Come dimostra questo anonimo e autorevole articolo che uscì su "L'Osservatore Romano" del 14 agosto 1966. A testimonianza, già allora, di una inattesa consonanza tra il quotidiano della Santa Sede e John Lennon.

La sciagurata frase "i Beatles sono più popolari di Gesù Cristo" pronunciata da uno dei quattro e precisamente John Lennon, e che ha avuto immediata e risentita eco negativa nel mondo degli stessi simpatizzanti o fanatici, ha dato la prova della intoccabilità delle cose sacre presso il pubblico più spericolato. La frase ha sfavorevolmente impressionato i cultori dell'"arte" dei Beatles, così da provocare un calo nella vendita dei dischi, dei quali sono produttori gli stessi "Beatles". Alla vigilia della "tournée" americana ciò ha vivamente impressionato gli estrosi cantanti e musici. La Società editrice costituita dai "Beatles" ha dovuto anzi affrontare il flettersi delle sue Azioni con una perdita - informavano ieri le Agenzie - di circa mezzo miliardo in pochi giorni per il calare delle quotazioni.
È un sintomo anche questo che certi temi, fra gli stessi spericolati, non si vogliono veder soggetti a leggerezze profanatrici.
La reazione forse inattesa e sempre più diffusa ha dunque fatto riflettere John Lennon che soverchiato dalla popolarità e dal fanatismo universale si era pronunziato così leggermente (più che empiamente) senza riflettere alla portata della sua frase su Cristo e la Religione.
Ed a Chicago, al momento di iniziare le esibizioni nelle città americane, John Lennon, ha voluto ieri diffondere una ritrattazione, leggendo la seguente dichiarazione:  "Non mi è mai passato per la testa di dire cose antireligiose e stupide. Intendevo soltanto deplorare l'atteggiamento attuale della gente specialmente dei giovani, nei confronti del cristianesimo. Non ho mai detto che i Beatles siano migliori di Dio o di Gesù. Ho soltanto voluto intendere che la gente, i giovani in particolare, si interessano di più dei Beatles che non di Gesù e della religione. Ho usato come termine di paragone i Beatles perché sono le persone che conosco meglio di ogni altra. Mi era sembrato di dire una cosa comune, naturale. Quando invece mi sono accorto che stava diventando seria allora ho cominciato a preoccuparmi seriamente. Da quello che avevo letto e osservato ho avuto l'impressione che il cristianesimo non avesse più quella presa sulla gente come nel passato, che stesse perdendo il contatto".
Non si può negare qualche fondamento all'ultimo rilievo di John Lennon circa l'assenteismo o la distrazione di molti. Ma ciò ha ora preoccupato i suoi colleghi.
Il suo compagno Paul McCartney, il quale era seduto vicino a lui mentre leggeva la sua dichiarazione, a questo punto lo ha interrotto per dire "Tutti noi (cioè i Beatles) deploriamo questo fatto". E così il tema è stato chiuso.



(©L'Osservatore Romano 14 aprile 2010)
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