Inventariato l'archivio dei canonici del Laterano

Quando cominciarono a pagare le ferie


Il 16 giugno viene presentato all'École française di Roma il volume di Louis Duval-Arnould Le pergamene dell'Archivio capitolare Lateranense. Inventario della serie Q e Bollario della chiesa Lateranense (Roma, Archivio capitolare Lateranense, 2010, pagine 418, euro 40).

di Agostino Paravicini Bagliani

L'archivio dei canonici del Laterano conserva una delle più importanti collezioni di documenti originali esistenti a Roma. Da tempo gli studiosi attendevano di poter disporre di uno strumento che facilitasse loro l'accesso a una raccolta documentaria di ampie dimensioni e che riguarda la storia della cattedrale del vescovo di Roma e del collegio dei canonici preposto dagli ultimi secoli del medioevo in poi all'organizzazione della sua vita liturgica. L'opera di inventariazione delle pergamene svolta dal canonico lateranense Louis Duval-Arnould, già scrittore della Biblioteca Vaticana e autore di innumerevoli studi su problemi di storia religiosa del periodo medievale, colma quindi una lacuna importante e costituisce un sicuro modello del genere per grandi istituzioni canoniali pontificie e romane.
L'inventario si compone di tre grandi parti, comprendenti l'inventario delle pergamene secondo l'ordine con cui erano state classificate nel 1763 dal grande erudito e scrittore della Biblioteca Vaticana Pier Luigi Galletti; l'inventario a 75 iniziato sotto Bonifacio VIII (il Papa che trasformò l'istituzione lateranense da un collegio di canonici regolari in un collegio di canonici secolari) e il registro a 31, rifatto dopo il 1508 e contenente ottantasei bolle pontificie nonché documenti del re di Francia Luigi XI.
Nel 1483, Luigi XI aveva concesso al capitolo lateranense dei diritti sull'abbazia di Clairac. Quando il re di Francia Enrico IV, nel 1604, li confermò, i canonici fecero erigere una statua all'effigie del re di Francia che si vide attribuire il titolo di "canonico d'onore", che ora viene regolarmente conferito ai presidenti della Repubblica francese.
Non tutti i documenti relativi alla basilica del Laterano e a suo capitolo canoniale sono oggi conservati all'Archivio Lateranense, ma sono dispersi presso la Casa generalizia dei Canonici regolari del Laterano a San Pietro in Vincoli. Altri ancora si trovano a Firenze, all'Archivio di Stato, nel fondo del monastero di San Bartolomeo dei Rocchettini di Fiesole.
Le pergamene conservate al Laterano non interessano soltanto l'istituzione canoniale o la basilica ma un gran numero di istituzioni religiose cui erano legate o da cui dipendevano, come il priorato di canonici regolari San Tommaso di Ascoli, l'abbazia benedettina di San Pietro di Ferentillo, l'abbazia di Santa Maria della Gloria ad Anagni, appartenente all'ordine di Gioacchino da Fiore o ancora l'abbazia benedettina di Saint-Pierre de Clairac. Uno dei principali interessi di questa grande opera di inventariazione non consiste dunque nel rivelare le pergamene relative alla basilica e ai canonici del Laterano ma di aprire nuove prospettive di studio su un gran numero di istituzioni monastiche ed ecclesiali.
L'inventario delle pergamene che ora presenta Louis Duval Arnould mette perfettamente in evidenza i punti forti che scandiscono cronologicamente le relazioni tra il papato, la basilica e i canonici del Laterano, in particolare nel XIi secolo, sotto il pontificato di Bonifacio VIII, il lungo periodo in cui i Papi risiedono ad Avignone ma anche per il periodo moderno, fino al Seicento. Sono documenti che rispecchiano i grandi problemi ecclesiali, politici, istitituzionali della basilica che nel medioevo fu definita la madre di tutte le Chiese della Cristianità, un primato che Papa Gregorio XI confermò nel 1377, al suo ritorno a Roma.
Importanti sono anche i documenti che testimoniano della vita interna del capitolo. Con una lettera del 3 settembre 1299, Bonifacio VIII permise, ad esempio, ai canonici di poter percepire i loro benefici anche se assenti nei mesi di luglio, agosto e settembre. Si tratta di un documento che testimonia del fatto che fin dall'inizio del Duecento, ossia dal pontificato di Innocenzo iii (1198-1216) in poi, la curia romana, e quindi anche i canonici del Laterano, usavano passare i mesi estivi in una delle città dello Stato pontificio, anche per evitare la malaria che imperversava a Roma nei mesi caldi. Non a caso l'autore di una delle più interessanti guide della Roma medievale, Maesto Gregorio, definì, intorno al 1230, il palazzo del Papa al Laterano "Palazzo d'inverno".
Nell'indice cronologico delle pergamene redatto dall'autore l'occhio non può non cadere sull'anno 1308, per il quale vengono elencati ben undici documenti. Il fatto è che la basilica del Laterano fu distrutta nella notte del 6 maggio 1308 da un terribile incendio (tutti i documenti del 1308 qui inventariati sono del mese di agosto). Papa Clemente v risiedeva allora ad Avignone e si preoccupò subito di farla ricostruire, ma i lavori furono terminati soltanto sotto il suo successore, Giovanni xXIi. L'indice cronologico non contiene invece documenti che portano la data del 1361, anno in cui la basilica subirà un altro incendio e fu di nuovo restaurata dal Pontefice regnante, Urbano v, che ne affidò il lavoro all'architetto Giovanni Stefani.
Da sottolineare l'interesse della documentazione per la cappella San Lorenzo ad Sancta Sanctorum o San Lorenzo in Palatio nella quale il Papa usava celebrare, da solo, il Giovedì Santo, e che custodiva una delle più preziose raccolte di reliquie ora conservate ai Musei Vaticani, tra le quali l'icona dell'immagine acheropita del Redentore che veniva portata regolarmente in processione dai Papi. La storia di questa cappella - uno dei gioielli artistici della capitale della cristianità - attende ancora studi più completi, soprattutto per il periodo moderno. I documenti qui inventariati si rivelano preziosi anche per la storia della Società della Sacra Immagine del Salvatore e dell'Ospedale Sant'Angelo appartenente a questa confraternita romana.



(©L'Osservatore Romano 17 giugno 2010 2010)
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