Nel Salone Sistino la conferenza stampa per la riapertura della Biblioteca Apostolica Vaticana

Il sogno dei manoscritti digitali


di Silvia Guidi

Non c'è più traccia di rumore e polvere:  dopo tre anni di delicati lavori di ristrutturazione, rimessa a norma degli impianti e vaglio dello stato di conservazione del materiale custodito, la Biblioteca Apostolica Vaticana splende nel chiarore dei suoi marmi. La data della riapertura è fissata per lunedì 20 settembre, ma già si pensa ai progetti futuri:  come l'adattamento del bellissimo Salone Sistino, sede della biblioteca dalla fine del Cinquecento alla fine dell'Ottocento, a ulteriore sala di consultazione, una mostra e un libro per far conoscere al grande pubblico gli oltre cinque secoli di storia della Vaticana, e innovazioni ambiziose quanto necessarie nell'ambito della conservazione, come il progressivo salvataggio su supporto digitale dei manoscritti.
"Il progetto è stato ampiamente studiato e verificato - spiega il prefetto, monsignor Cesare Pasini - e si stanno cercando i fondi per la sua attuazione:  è un lavoro immenso perché qui abbiamo settantacinquemila manoscritti, ma anch'esso fa parte del nostro futuro".
La novità più evidente per gli studiosi che torneranno a riempire le sale di consultazione - ogni anno sono circa ventimila i ricercatori, provenienti da tutto il mondo, che varcano l'ingresso della Vaticana - sarà l'informatizzazione delle procedure. Ognuna di esse sarà infatti ricollegata alla tessera (munita di microchip Rfid) che lo studioso riceve all'atto dell'iscrizione e che ingloberà anche la chiave con la quale si aprivano gli armadietti e ci si identificava poi al banco della sala di consultazione degli stampati o dei manoscritti.
Sarà possibile registrarsi - in entrata e in uscita - anche nella sala di consultazione delle riviste; sarà di conseguenza aperto il passaggio che conduce a questa sala dallo scalone d'ingresso della biblioteca. Ci si potrà quindi spostare agilmente fra la sala di consultazione degli stampati e quella delle riviste utilizzando  le  scale  o  l'ascensore  rinnovato.
Nelle sale di consultazione, inoltre, sarà offerta la possibilità di collegarsi alla rete della biblioteca in modalità wi-fi dal proprio posto in sala:  ciascuno studioso all'atto dell'iscrizione riceverà una password che lo abiliterà a collegarsi alla rete interna anche attraverso il proprio personal computer e potrà così sia consultare i cataloghi o altre basi dati in linea sia - sperimentalmente ora solo per i manoscritti - inoltrare in questo modo le richieste dei codici che intende consultare.
"Aggiungo un aspetto non "visibile" ma veramente prezioso per l'ordine e la sicurezza complessiva dei volumi nella biblioteca. Poiché anche i volumi sono dotati di badge, la presenza in biblioteca di adeguate strumentazioni di controllo - barriere, varchi, telecamere - permette di mantenere traccia dell'eventuale trasferimento dei volumi da una zona all'altra, ad esempio quando sono spostati per essere fotografati o restaurati o per verifiche da parte dei catalogatori, così da poterne ricostruire il percorso ricollegandolo alla persona che lo ha preso in carico".
Le stesse strumentazioni permettono il passaggio o, nel caso, lo impediscono alle persone non autorizzate al trasferimento di volumi:  insomma - continua Pasini - "abbiamo cercato di frenare per quanto possibile la possibilità di sottrazioni".
Alcune novità già poste in funzione:  ad esempio la possibilità di fare direttamente in rete le richieste di riproduzioni fotografiche. Un'innovazione che si colloca nell'ambito della ristrutturazione del sito web della biblioteca, totalmente rinnovato e in continuo aggiornamento.
"Grazie al sito, infatti, sul quale sono comparse, costantemente aggiornate, comunicazioni e informazioni relative ai servizi, alle iniziative, alle ultime pubblicazioni - ha detto il prefetto - durante i tre anni di chiusura abbiamo continuato a mantenere vivi i contatti con gli studiosi e gli amici della biblioteca. Uno strumento specifico a questo proposito è stato l'invio di newsletter, anch'esse pubblicate sul sito:  con la riapertura si cercherà di proseguire, per continuare a divulgare agilmente le notizie riguardanti la vita della biblioteca".
"Si hortum in bybliotheca habes deerit nihil ha spodestato il precedente motto erasmiano Nunc adeamus bibliothecam, non illam quidem multis instructam libris, sed exquisitis - ha chiosato con un sorriso il cardinale Raffaele Farina, bibliotecario di Santa Romana Chiesa durante la conferenza stampa di presentazione, nel Salone Sistino - e il consiglio ci è stato di grandissima utilità, sia per conservare il giardino e non trasformarlo in un brutto edificio, sia perché ora che i lavori si sono conclusi siamo felici di avere, con esso, una bella Biblioteca:  il motto di Cicerone ci sta proprio bene".



(©L'Osservatore Romano 13-14 settembre 2010)
[Index] [Top][Home]