I settant'anni della Lumsa

Lo strano caso di un'università
fondata da una donna


di Giuseppe Dalla Torre

Nell'aula magna della Libera Università Maria Santissima Assunta (Lumsa), dedicata a Caterina da Siena, campeggia da 70 anni una frase tratta da san Paolo:  Non in persuasibilibus humanae sapientiae verbis, sed in ostensione spiritus et virtutis (1 Corinzi, 2, 5). Essa esprime un pensiero che potrebbe essere percepito quantomeno come singolare per rapporto al luogo in cui è scolpita:  il cuore dell'ateneo. Che cos'altro può essere, infatti, una università, se non innanzitutto un centro pulsante di inesausta ricerca? Se non una agorà, nella quale sono chiamate a manifestarsi le parole dell'umana sapienza?
A una prima lettura quelle parole di Paolo, che pure era un intellettuale, si colgono come un invito ad abbandonare le illusioni, le chimere, le arroganze persino, dell'umana sapienza, per abbandonarsi, in spirito di umiltà intellettuale, nella ben più alta, solida, immutevole, vera Sapienza. Una più approfondita investigazione del testo però, se riguardato rispetto al luogo in cui è riprodotto, induce a cogliere ulteriori significati. Perché con quelle espressioni non si intese, al momento della fondazione dell'ateneo, mortificare l'intelligenza umana e la saggezza che essa produce, ma segnalare come i verba humanae sapientiae rischino di rimanere lettera morta, nella testimonianza che l'intellettuale cristiano è chiamato a dare, se non vivificati dalla forza dello spirito; si volle indicare, in tempi d'affermazione dell'uomo prometeico, l'impotenza di ogni titanismo umano.
Da questo punto di vista le parole di Paolo non sono acqua sul fuoco della passione intellettuale, non sono un invito ad abbandonare la ricerca. Al contrario, possono essere lette come sollecitazione a un percorso intellettuale sorretto dalla fede:  in fide et humanitate, come recita il motto inciso nel sigillo della Lumsa.
Quelle parole, che per 70 anni hanno ispirato ricerca, insegnamento, studio, indicano le ragioni della esistenza di una università cattolica che, come è scritto nella sua magna charta, si propone tra l'altro a livello scientifico di perseguire il dialogo tra fede e ragione, in una ideale tendenza verso l'integrazione delle conoscenze e dei valori; che a livello formativo intende operare con una costante preoccupazione etica e in una prospettiva teologica, nella ricerca di una sintesi tra fede e cultura, tra scienza e sapienza, per una armonica crescita della persona umana. L'ispirazione cristiana dell'ateneo ha comportato e comporta una particolare attenzione, nella prassi della ricerca e della didattica, alla dignità umana, al di là di ogni chiusura, culturale o anche confessionale; ha costantemente affermato, nel volgere del tempo, il primato della morale sulla tecnica, dell'uomo sulle cose, dello spirito sulla materia; ha costituito continuo richiamo al culto della libertà, della giustizia e della pace, in una visione trascendente del senso della vita.
Caso unico in Italia di un ateneo fondato da una donna, in tempi in cui la presenza femminile nella realtà universitaria era ancora del tutto marginale, forse proprio per questo la Lumsa ha avuto sin dalle origini una fortissima vocazione alla paideia, alla educazione dell'uomo, di tutto l'uomo, nella sua integralità, ben oltre l'obbiettivo della sua preparazione intellettuale alla ricerca e alle professioni. E questa vocazione mantiene tuttora, in un contesto di forte espansione e diversificazione della sua offerta formativa, che va molto al di là delle originarie e preziose, ma delimitate, finalità di formazione di maestri, di docenti di scuole secondarie, di personale operante nell'educativo extrascolastico.
La Lumsa nasce, nel 1939, nel clima suscitato dalla enciclica Divini illius Magistri, apparsa dieci anni prima, nella quale Pio xi rivendicava coraggiosamente i diritti della famiglia, della Chiesa, della società, nella educazione delle più giovani generazioni, contro le pretese statolatriche e manipolatorie delle intelligenze da parte dei totalitarismi allora trionfanti. Nel contesto attuale, così mutato almeno in Occidente, il problema educativo è di nuovo in primo piano nell'attenzione della società e della Chiesa, seppure per ragioni assai diverse e ben note, che attengono all'indebolirsi e al cedere delle tradizionali agenzie educative, ma anche a certi orientamenti della cultura. Alla tirannia delle ideologie è talora subentrata la suadente pervasività del pensiero relativista e non cognitivista, che in sostanza svuota come un tarlo l'azione paidetica.
La vocazione originaria dell'ateneo, che in tempi di definizione del dogma Pio xii volle intitolato all'Assunta, ha dunque ancora una chiara attualità.



(©L'Osservatore Romano 11 novembre 2009)
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