Il 16 novembre 1959 Papa Giovanni XXIII istituiva la Filmoteca Vaticana

La storia della Chiesa in 35 millimetri


di Claudia Di Giovanni

"Quest'anno ricorre il 50° anniversario della fondazione della Filmoteca Vaticana, voluta dal mio venerato predecessore, il beato Giovanni XXIII, e che ha raccolto e catalogato materiale filmato dal 1896 a oggi in grado di illustrare la storia della Chiesa. La Filmoteca Vaticana possiede pertanto un ricco patrimonio culturale, che appartiene all'intera umanità. Mentre esprimo viva gratitudine per ciò che è già stato compiuto, incoraggio a proseguire tale interessante lavoro di raccolta, che documenta le tappe del cammino della cristianità, attraverso la suggestiva testimonianza dell'immagine, affinché questi beni siano custoditi e conosciuti". Con queste parole Benedetto XVI ha ricordato i cinquant'anni di attività della Filmoteca Vaticana, impegnata a ricercare e conservare il materiale filmato sulla storia dei Pontefici, della Chiesa, della sua opera nel mondo, oltre a una serie di film di alto valore artistico e umano.
L'invenzione del cinema ha indubbiamente creato un nuovo modo di comunicare. Nato nel 1895 per documentare il mondo e le attività dell'uomo, si è andato configurando sempre più come manifestazione artistica ed espressione della società. Le immagini in movimento sono diventate uno degli elementi caratteristici della società contemporanea, fondamentali per registrare e riprodurre le vicende del reale, anche se solo nel 1980 l'Unesco ha riconosciuto che i film sono un bene culturale e, come tali, fanno parte del patrimonio dell'umanità. L'esigenza di preservare dalla scomparsa gli elementi costitutivi di questo patrimonio culturale del Novecento, con la volontà di trasmetterlo alle generazioni future, risale indietro nel tempo ed è all'origine delle filmoteche, strutture nate per custodire la memoria, riscoprendo e valorizzando le immagini filmate.
La Filmoteca Vaticana, come tante altre nel mondo, è impegnata a ricercare, conservare e divulgare materiali non sempre noti, ma particolarmente preziosi, che rendono la sua collezione unica al mondo. Essa, infatti, custodisce un piccolo pezzo di questo patrimonio culturale composto dalle immagini filmate che ricostruiscono la storia della Chiesa, ma che testimoniano anche lo stretto legame tra i Pontefici del Novecento e la comunicazione.
Quando il 16 novembre di cinquant'anni fa Giovanni XXIII istituisce la Filmoteca Vaticana, comprende già il valore della testimonianza filmata, al punto di creare nella Città del Vaticano un archivio che possa raccogliere e conservare il materiale audiovisivo. Il 1959 è un anno particolare nel pontificato di Roncalli; è, infatti, lo stesso anno in cui il Papa annuncia il concilio Vaticano II, in un momento di profondi cambiamenti storici e sociali. Da qui è nata l'idea di ricordare l'anniversario della Filmoteca con un dvd, La Filmoteca Vaticana. Immagini dal concilio, realizzato da Nicola Vicenti unicamente con le immagini dell'archivio.
Il filo conduttore del documentario è il legame che unisce la Filmoteca al Vaticano II. I due eventi potrebbero sembrare slegati, ma in realtà sono intimamente connessi dalla necessità che il Papa sente di parlare al mondo, con il suo stesso linguaggio. E lo fa attraverso i media, che stanno velocemente trasformando la realtà del pianeta e che saranno i testimoni dell'evento che porterà la Chiesa universale in una nuova era. L'urgenza è comunicare con tutti.
Il documentario è stato realizzato selezionando le oltre 100 ore di filmati sul Vaticano II, senza la pretesa di esaurire l'argomento in 60 minuti, sottolineando piuttosto lo spirito di quell'aggiornamento che interrogava la Chiesa universale e coinvolgeva tutti gli uomini, mentre la comunicazione viaggiava veloce, grazie alla possibilità offerta dai media di raggiungere tutti i cristiani.
In tutti questi anni la Filmoteca Vaticana ha continuato a ricercare e custodire le testimonianze filmate sulla Chiesa e i Pontefici che, con criteri ed espressioni diverse, secondo le epoche, hanno dimostrato attenzione, interesse, stima, e a volte riserve, per gli strumenti della comunicazione, aprendo la strada al loro utilizzo da parte dei fedeli e della Chiesa stessa, per annunciare il messaggio di Cristo. La Chiesa, dunque, entra con Papa Giovanni XXIII in questo rinnovamento, con l'intento di instaurare un rapporto di dialogo che conduca alla reciproca comprensione e tale percorso si può ricostruire attraverso il materiale filmato raccolto in cinquant'anni dalla Filmoteca, sottolineando come in ogni epoca i Pontefici abbiano definito determinate forme espressive di comunicazione.
Leone XIII, Benedetto XV, Pio XI, Pio XII, Giovanni XXIII, Paolo VI, Giovanni Paolo I, Giovanni Paolo II e Papa Benedetto XVI. Centotredici anni di storia a cui fanno da sfondo guerre, tragedie e traguardi dell'uomo.
In un immaginario lungometraggio realizzato con i documenti di archivio sarebbe possibile illustrare la storia della Chiesa, della comunicazione e allo stesso tempo del mondo, attraverso gli eventi che hanno caratterizzato gli anni in cui la macchina da presa è diventata testimone dell'uomo. Per questo motivo la Filmoteca Vaticana è aperta a tutti coloro che vogliono comprendere meglio la storia della Chiesa e l'accoglienza dei ricercatori è fondamentale, perché spesso arrivano in archivio senza una vera consapevolezza di determinati argomenti, magari con qualche pregiudizio, ignorando l'esistenza di immagini che si rivelano poi una vera scoperta. Conserviamo dunque il materiale per tramandarlo, mostrarlo a chi, vedendolo per la prima volta, conosce e si incuriosisce tanto da voler approfondire determinate tematiche, o a chi, rivedendo immagini già conosciute, rivive il suo passato e riscopre le sue radici. La Filmoteca Vaticana compie ogni giorno il percorso di catalogazione dei documenti audiovisivi, attraverso una serie di passaggi non semplici che partono dall'identificazione delle immagini e puntano alla conservazione e alla valorizzazione dei materiali.
Le pellicole, pur essendo tra gli standard più duraturi, hanno bisogno di attente cure per durare nel tempo e i film in attesa di essere esaminati sprigionano a volte un odore di aceto; è l'odore inconfondibile di un processo debilitante di degradazione chimica che colpisce le vecchie pellicole a base di acetato di cellulosa che, se non opportunamente conservate, sono destinate alla distruzione. In cinquant'anni molte di queste pellicole, alcune uniche, sono state salvate e recuperate grazie proprio agli sviluppi di tecniche sempre più affidabili, aggiungendo un'altra tessera al grande mosaico della storia umana.
Ogni anno riusciamo a recuperare qualche filmato rilevante, come nel caso di Guerra alla Guerra, la pellicola del 1948 restaurata assieme alla Cineteca Nazionale. Questo documentario, importante dal punto di vista artistico e storico, attesta l'impegno di Pio XII durante la seconda guerra mondiale, a favore di tutte le vittime del conflitto e rappresenta una riflessione fondamentale sulla guerra, anche per le nuove generazioni. A questo si aggiungono le 70 pellicole che documentano l'attività della Pontificia Opera di Assistenza (Poa) voluta da Pio XII come sostegno ai bisognosi.
A marzo, tra l'altro, è stato realizzato il dvd Pastor Angelicus, un film del 1942 che, sempre sullo sfondo della guerra, è uno straordinario esempio di comunicazione da parte della Chiesa. La Filmoteca Vaticana ha voluto celebrare così i 70 anni dell'elezione di Pio XII, avvenuta il 12 marzo 1939, sottolineando il fatto che dopo di lui è cambiato il modo di fare comunicazione.
Un elenco di tutto il materiale dell'archivio sarebbe impossibile da redigere, ma i titoli catalogati sono oggi 7.800. Grazie alle migliaia di metri di pellicola conservati, la Chiesa si esprime attraverso i suoi Pontefici, i santi, i missionari, i sacerdoti, gli uomini che hanno prestato la loro opera al servizio del Vangelo. E a questo si aggiunge lo sguardo degli artisti, di coloro che attraverso il film hanno espresso la loro spiritualità per condividerla con lo spettatore. Vent'anni fa l'archivio aveva 500 titoli registrati su un libro e le pellicole erano conservate in un ambiente non del tutto idoneo. In questi venti anni la Filmoteca è cresciuta; molto materiale che era destinato alla distruzione è stato recuperato e sono stati creati ambienti climatizzati che garantiscono la conservazione delle pellicole. Quelle pellicole che ancora oggi vedono la luce nella piccola sala di proiezione che si trova a Palazzo San Carlo, realizzata negli anni Sessanta e completamente ristrutturata nel 2005. In questa sala sono stati proiettati documentari storici, film di particolare valore, fiction di argomento religioso, proiezioni nelle quali l'archivio ha avuto l'onore di ospitare attori, registi, produttori, ma soprattutto Giovanni Paolo II e Benedetto XVI.
La Filmoteca Vaticana continua dunque il lavoro per il quale è stata creata, aperta alle collaborazioni, agli scambi, attenta alla conservazione e sempre alla ricerca di filmati che possono contribuire a ricostruire pezzo dopo pezzo la storia della Chiesa e dell'uomo, le sue radici. In passato, l'immagine filmata ha faticato a ottenere il suo riconoscimento. Ormai però il cinema è considerato una forma d'arte, simbolo del XX secolo, elemento sostanziale della sfera comunicativa, testimonianza storica e culturale capace di esprimersi attraverso la creatività, mezzo per documentare la storia e conservare la memoria culturale, strumento di conoscenza.
Le parole d'incoraggiamento del Santo Padre sono l'augurio migliore per l'anniversario della Filmoteca Vaticana, una piccola realtà con una collezione davvero eccezionale che non vuole restare chiusa in una scatola, perché l'archivio conserva la memoria, una memoria fatta di ricordi che devono essere sollecitati affinché l'identità cristiana dell'uomo non resti nascosta in un cellario ben climatizzato. La sola conservazione del patrimonio filmato non basta; fondamentale rimane la sua diffusione.



(©L'Osservatore Romano 15 novembre 2009)
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