Agende in latino per il 2010

La lingua di Cesare
fa tendenza anche tra i manager


di Silvia Guidi

"Sono l'editore più piccolo del mondo" ama dire di se stesso Nicola Di Cristoforo, con la civetteria un po' svagata di chi non si sente definito da un ruolo, o da un fatturato a molti zeri, ma ama vivere pericolosamente nel mondo degli affari rischiando su prodotti apparentemente inattuali, riuscendo a trasformare una difficile congiuntura lavorativa nell'occasione di fare - finalmente - quello che aveva sempre sognato di fare. Probabilmente "l'editore più piccolo del mondo" dovrà rinunciare presto al suo primato grazie al sorprendente successo di Agendae Res, l'agenda in latino bestseller del catalogo di Arte&Carta, una piccola azienda artigiana nata nel 2001 tra Milano e Ferrara.
La grande diffusione di Magistra, la settimanale da tavolo con citazioni tratte dal libro dei Proverbi, o della più classica agenda in formato 10,5 per 15 centimetri, in versione rubra e nigra, con i giorni della settimana (Lunae dies, Martis dies e così via) da segnare col lapis e citazioni da Ovidio e Quintiliano in lingua originale a piè di pagina, è l'eccezione che non conferma la regola, un caso che non rientra nella logica delle ricerche di mercato della grande distribuzione, un po' come il famoso apologo pseudoscientifico del calabrone che secondo le leggi della fisica non potrebbe volare, ma, felicemente ignaro delle regole base dell'aerodinamica, continua a volteggiare da un fiore all'altro, non lasciandosi intimidire da una formula o da un articolo di "Nature".
Quella dell'agenda in latino sul tavolo, accanto al palmare e ai biglietti da visita, è una moda diffusa soprattutto tra manager, liberi professionisti e "partite Iva" provenienti da studi scientifici e quindi al di sopra di ogni sospetto di familiarità scolare con la lingua di Cesare; persone che non rientrano nel target, come si direbbe nel gergo del marketing.
Anche l'editore è fuori target; "avevo quattro in latino, ai miei tempi si studiava anche alle medie" confessa Di Cristoforo, "è stato una riscoperta recente, arrivata per contagio grazie agli studi classici di mia moglie Donatella". Per questo, "l'agenda è nata un po' per caso, un po' per amore".
Prima della pagina dedicata ai dati personali, come mobile telephonum, cellulare, o domicilium electronicae epistulae, la traduzione di e-mail, c'è una lunga dedica rivolta a chi darà colore con la sua vita, i suoi impegni, le sue ansie e le sue gioie quotidiane alle 400 pagine di finissima carta Cambridge color avorio:  cum Donatellae Farinae doctoris auxilio de linguae consulto, haec agenda vestrum calamorum colores et laetitias doloresque atque constituta quae numquam postea obliviscemini videbit.
"Siamo arrivati alla quarta edizione, ogni anno i testi sono dedicati a un tema diverso; un esito sorprendente visto che la nostra filosofia è zero pubblicità, solo passaparola. Le richieste arrivano anche dagli Stati Uniti e dal Belgio; abbiamo clienti affezionati ma molto esigenti, che ci scrivono per suggerirci miglioramenti o proporre nuovi prodotti". Come un cd pensato per valorizzare la grande poesia del Cantico dei Cantici, che entrerà in commercio tra qualche mese. Non si tratta solo di una moda passeggera, secondo l'editore, e neanche dell'onda lunga della "generazione Harry Potter" come la chiamano i sociologi, che è cresciuta insieme all'età anagrafica dei protagonisti del film ma resta affezionata al mondo di Albus Silente o Severus Piton.
Oltre alle pagine di Google, Wikipedia e Facebook in latino, o il periodico "Ephemeris", in rete dal 2004, che potrebbero sembrare episodi isolati di curiosità erudita, c'è il desiderio di scoprire le radici della propria cultura e - soprattutto per gli italiani - non incappare in goffaggini anglofile o ipercorrettismi fuori luogo; è utile sapere che "computer viene dal latino computare, che il nome della più famosa delle due squadre di calcio di Torino non è una parola inglese, e dire "giuventus" è sbagliato come "non plas ultra"" scrive Di Cristoforo su www.agendares.it.
Dal desiderio di riappropriarsi, anche solo con piccoli assaggi quotidiani, di un esperanto ante litteram che può contare, a differenza del suo concorrente recente, su millenni di storia e una letteratura ricchissima e affascinante, è nato il taccuino per appunti Otium, corredato da cruciverba, citazioni, motti, vignette e poesie - accanto a In lunam di Leopardi c'è anche la meno conosciuta De solitudine di Katherine Mansfield - tratti dalla rivista "Acta italica Ephemeris latina" nata a Udine in ambito universitario nel 1989.
Una lingua non solo da leggere ma anche da ascoltare, il latino contemporaneo, e non solo in ambito scientifico (ricco di sorprese per il neofita:  dal Congresso do grupo de matematicos de expressao latina del 1985 a Coimbra alle Feriae Latinae del linguista Suitberto Siedl, senza contare i trenta circoli reali, non virtuali, che si ritrovano periodicamente da Varsavia a Bogotá, da Vienna alla California). E non solo in ambito didattico, anch'esso ricco di proposte hi-tech, come www.ipodus.altervista.org che mette a disposizione file audio mp3 per far ascoltare agli studenti la pronuncia classica dei testi. Per chi ama il rap e la musica hip-hop contemporanea ci sono i distici elegiaci del gruppo tedesco Ista che per la forma chiusa e rigorosamente metrica dei suoi testi ha trovato utile - e sorprendentemente espressiva ed efficace - la lingua di Tacito e Lucrezio.



(©L'Osservatore Romano 30 dicembre 2009)
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